Ciò che svetta nei cieli dell‘Argyll, nella Scozia occidentale, non è la classica fortezza medievale dalle pietre grigie e cadenti, ma un trionfo di architettura che fonde barocco, palladiano e gotico revival e che si specchia sul Loch Fyne, un braccio di mare lungo oltre 60 chilometri. Sta proprio lì, sulla riva, quasi a sorvegliare l’estuario del fiume Aray, accanto al borgo omonimo che si presenta come un allineamento ordinato di case bianche del Settecento. Il suo nome è Castello di Inveraray e con la sua struttura rompe la monotonia selvaggia della brughiera.
Pur sembrando un edificio frutto della fantasia di un abile disegnatore, la sua storia parla di politica, rivolte e alleanze dinastiche. Qui vive ancora il tredicesimo duca di Argyll, capo del Clan Campbell, stessa famiglia che proprio in zona consolidò il suo dominio. All’interno, infatti, sono numerose le meraviglie architettoniche e i racconti avvincenti dei Campbell, i quali attirano esploratori verso stanze sfarzose e terreni fioriti dalle viste mozzafiato.
Indice
Breve storia del Castello di Inveraray
Come già accennato, fu il Clan Campbell, una delle famiglie più influenti e talvolta temute della nazione, a scegliere di stabilire qui il proprio quartier generale. E lo fece nel Quattrocento, considerando il fatto che su queste rive sorgeva già una prima fortezza con torre a quattro piani e bartizans con tetti conici.
Quello stesso forte venne raso al suolo a partire dal 1746 per volontà di Archibald Campbell, terzo Duca di Argyll, che avviò la costruzione della nuova residenza con l’obiettivo di edificarvi sopra qualcosa di mai visto prima. Il progetto passò per le mani di geni quali Roger Morris e Robert Mylne, che idearono una fusione tra il rigore barocco e la nascente sensibilità gotica.

La costruzione richiese decenni, sopravvivendo a rivolte giacobite e mutamenti dinastici e persino a un incendio devastante nel 1877 che rischiò di cancellarlo definitivamente. La tragedia fece diversi danni, ma contemporaneamente portò all’aggiunta dei caratteristici tetti a punta sulle torri angolari che oggi conferiscono alla struttura il suo profilo fiabesco.
Cosa vedere nel Castello di Inveraray
Sembra quasi di cambiare mondo, perché varcata la soglia del Castello di Inveraray l’atmosfera muta bruscamente passando dalla freschezza scozzese al calore opulento delle sale interne. L’occhio fatica a scegliere un unico punto da osservare, in quanto la densità di dettagli risulta travolgente.
I soffitti sono decorati con stucchi raffinatissimi che richiamano i motivi floreali delle valli circostanti, mentre i pavimenti fanno udire i suoni del tempo sotto il peso di tappeti orientali preziosi. Ogni corridoio funge da galleria d’arte, con ritratti di antenati dagli sguardi fieri che sembrano seguire i visitatori lungo il percorso. La cura per i mobili, alcuni dei quali di fattura francese del XVIII secolo, rivela un gusto cosmopolita che trascende i confini geografici delle Highlands.
L’Armeria Centrale
Si rimane praticamente senza parole all’istante per via dell’Armeria Centrale che, oltre a essere ricca di tesori, stando ad alcune stime vanta il soffitto più alto di tutta la Scozia. Ben 21 metri di altezza, accompagnati da pareti rivestite da oltre mille tra picche, claymore, moschetti e asce disposte in motivi geometrici, mentre al centro pende una grande lanterna.
Tra gli oggetti più noti spiccano lo sporran e il pugnale attribuiti a Rob Roy MacGregor e alcune spade che presero parte alle campagne del Settecento: emerge tutto il potere militare del clan, che si traduce in pura scenografia.
La Sala degli Arazzi
Questo sontuoso spazio riflette il gusto parigino intorno al 1780, con teli francesi dalle tinte intense che coprono le pareti e sedie riccamente intagliate che furono realizzate in loco. I colori sono rimasti incredibilmente vividi nonostante il passare dei secoli e narrano di scene pastorali e mitologiche. Il contrasto tra raffinatezza continentale e territorio remoto crea un corto circuito affascinante.
Salone e pianoforte di My Fair Lady
Il grande salone fungeva da ambiente di rappresentanza e venne concepito come spazio conviviale per lettura, musica, biliardo. Oggi conserva un pianoforte legato a un capitolo inatteso della cultura popolare.
Su quello strumento Alan Jay Lerner e Frederick Loewe composero le musiche di My Fair Lady, resa celebre sullo schermo da Audrey Hepburn nel 1964.
La Sala da Pranzo
Spostandosi verso le aree più intime, la Sala da Pranzo di Stato rapisce per la delicatezza delle sue pareti dipinte a mano: i dettagli decorativi sono talmente fini da apparire come ricami in seta piuttosto che pittura su muro. Alzando lo sguardo si nota un soffitto dipinto con figure allegoriche, lampadari scintillanti e più in là un tavolo imbandito per ospiti illustri, tra cui (si dice) Queen Victoria e William Gladstone.
Cucine storiche
Nei piani inferiori il lusso lascia spazio alla funzionalità estrema delle cucine originali. Enormi forni in ghisa e file infinite di pentole in rame testimoniano il lavoro frenetico che serviva per mantenere il prestigio della casata.
I giardini
Ben 6 ettari di giardino si stendono davanti alla facciata del castello. Prati rasati con precisione, bordure disegnate secondo la croce di Sant’Andrea, roseti, aiuole erbacee, rododendri, azalee e ortensie sono lì a impreziosirlo. Con la primavera arrivano migliaia di narcisi a colorare il terreno di giallo, poi i bluebells profumati, magnolie e molto altro ancora.
I visitatori possono spostarsi tra viali storici come Lime Avenue e Glen Shira Avenue, mentre lo sguardo scivola verso le acque del Loch Fyne e le montagne delle West Highlands.
Dove si trova e come arrivare
Preparatevi a fare un viaggio indimenticabile attraverso alcuni dei paesaggi più suggestivi d’Europa. Il castello svetta sulla costa nord-occidentale del Loch Fyne, a circa 95 chilometri di distanza da Glasgow. Per chi viaggia in auto, il percorso ideale prevede l’imbocco della A82, costeggiando le rive leggendarie del Loch Lomond prima di deviare sulla A83.
Questa strada regala curve panoramiche che tagliano le montagne, offrendo soste fotografiche obbligatorie presso i punti più elevati. Se si preferiscono i mezzi pubblici, diversi autobus di linea collegano regolarmente il centro di Glasgow con il villaggio di Inveraray, impiegando circa due ore per completare il tragitto. Il borgo stesso merita una sosta prolungata, con le sue case bianche in stile georgiano che si affacciano direttamente sull’acqua.