I nuovi Borghi più belli d’Italia, piccoli gioielli da scoprire

Da nord a sud, altri sette nuovi gioielli entrano a far parte del circuito dei Borghi più belli d'Italia: scopriamo insieme quali sono

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Giulia Sbaffi

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Web content writer, da sempre appassionata di storie e di viaggi.

Piccoli paesini arrampicati tra le montagne, incastonati tra le colline verdeggianti oppure affacciati sulle acque turchesi di un lago: sono i Borghi più belli d’Italia, certificati dall’appartenenza all’associazione che premia quelle realtà di maggior valore paesaggistico e storico. Oggi il circuito si allarga ancora, accogliendo 7 new entry ben distribuite da nord a sud. Andiamo a scoprire insieme quali sono.

I Borghi più belli d’Italia: le 7 new entry

L’associazione dei Borghi più belli d’Italia vanta ora ben 361 paesi, tutti accuratamente scelti tra i tantissimi che, ogni anno, mandano la loro candidatura. A parlare per loro sono il patrimonio artistico, quello culturale e quello paesaggistico che accolgono i visitatori e ne fanno mete turistiche tutte da scoprire. “Con questi 7 nuovi borghi certificati che si aggiungono agli altri 6 ammessi prima dell’estate, l’associazione raggiunge quota 361 comuni associati. Ci congratuliamo con loro per aver superato l’articolato iter di valutazione per l’ingresso” – ha annunciato Fiorello Primi, presidente del circuito. Vediamo queste perle e le loro meraviglie.

Agira, in Sicilia

Partiamo da Agira, piccolo borgo siciliano situato in provincia di Enna: costruito sulle ceneri di una florida città greca, domina la media valle del Salso e il vicino lago Pozzillo dall’alto del monte Teja. Secondo la tradizione, sarebbe uno dei più antichi centri abitati di tutta l’isola, fondato persino prima della guerra di Troia – e a farne cenno nelle loro opere sono anche Cicerone e Tolomeo. Il suo centro storico vanta moltissimi gioielli tutti da esplorare, a partire dai numerosi edifici di culto. La Chiesa Reale Abbazia di San Filippo d’Agira, che fonda le sue basi su un antico monastero greco, ospita alcune pregevoli opere d’arte tra cui un Crocifisso ligneo di frate Umile da Petralia.

Molto suggestiva è anche la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, con una facciata ricca di ornamenti e il suo bel campanile che svetta tra i tetti delle case. E sulla cima della montagna non si può fare a meno di ammirare il Castello di Agira, per lungo tempo usato come dimora di rappresentanza e solamente sotto il dominio degli arabi tornato alla sua funzione difensiva. Il maniero, di cui oggi restano solamente dei ruderi, era parte di un sistema di mura costruite su tre livelli che doveva proteggere la città: a testimonianza della sua presenza, si può vedere la torre di San Nicola che sorge a nord-est.

Badalucco, in Liguria

Nell’entroterra ligure, a pochi km di distanza dal confine con la Francia, ecco il piccolo borgo di Badalucco (prov. di Imperia). Si trova nella media valle Argentina, alle pendici del monte Faudo che, come evidenziano numerose testimonianze, era abitato già nel neolitico. Un piccolo torrente divide in due il centro abitato, di chiaro stampo medievale, e la sua bellezza è incredibile: sembra quasi uscire da una cartolina. Uno degli edifici più suggestivi è senza dubbio la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Giorgio, splendido capolavoro barocco del ‘600.

Proprio di fronte, si può ammirare l’incantevole profilo di Palazzo Boeri, risalente al XVI secolo. Molto affascinanti sono poi i due ponti che permettono di entrare e uscire dal paese: il Ponte di Santa Lucia, costruito a partire dal 1551 in archi diseguali, e il Ponte della Madonna degli Angeli, realizzato il secolo successivo e disposto su tre arcate in pietra. Tutt’intorno a Badalucco, una natura incontaminata e distese infinite di uliveti, dai quali si produce un pregiato olio extravergine d’oliva.

Frigento, in Campania

Spostiamoci ora in Campania, dove sorge il piccolo borgo di Frigento (prov. di Avellino): situato nell’Irpinia centrale, si sviluppa su tre colline e gode di una vista incantevole sulla valle dell’Ufita e su quella d’Ansanto. Il suo centro storico è un coacervo di viuzze su cui si affacciano edifici gentilizi e splendidi portali realizzati in pietra locale, ma anche bellissimi giardini pensili che donano un tocco di colore all’ambiente. Fulcro del paese è la Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, distrutta dal terremoto del 1732 e ricostruita solo qualche decennio dopo.

Tra gli edifici più belli c’è poi Palazzo De Leo, la storica dimora in cui visse lo scrittore e poeta Marciano De Leo: fu lui ad ispirare Giacomo Leopardi nella stesura del suo capolavoro La Ginestra. Oggi le sue mura accolgono la biblioteca civica, la raccolta d’arte Pina Famiglietti e il museo archeologico locale. E a proposito di testimonianze archeologiche: a pochi passi da Frigento si possono ammirare antiche cisterne romane risalenti alla tarda età repubblicana, una ricca opera di raccolta delle acque piovane e di scioglimento della neve che permetteva di rifornire numerosi paesi circostanti.

Giano dell’Umbria, in Umbria

Immerso tra le colline del centro Italia, il paesino di Giano dell’Umbria (prov. di Perugia) gode di una visuale magnifica sui vicini Monti Martani. Nacque come insediamento rurale d’epoca romana, e il suo nome fa probabilmente riferimento al famoso dio bifronte. È a poca distanza da qui che si trova il percorso dell’antica Via Flaminia Vetus, che collegava Roma alla città di Rimini e al mar Adriatico. Di quel periodo, resta una villa meravigliosa rinvenuta in località Toccioli: se ne sono preservati intatti diversi ambienti, alcuni dei quali persino affrescati.

Nel centro storico di Giano dell’Umbria, ancora oggi cinto da imponenti mura medievali, si può poi visitare l’Abbazia di San Felice, risalente al XII secolo: all’originario stile romanico spoletino si sommano gli interventi avvenuti quattrocento anni dopo, che le hanno dato l’aspetto attuale. Poco più recente è la Chiesa di San Francesco (realizzata nel XIV secolo), che al suo interno custodisce alcuni preziosi affreschi trecenteschi.

Maccagno, in Lombardia

Maccagno è il centro storico del comune di Maccagno con Pino e Veddasca, situato in provincia di Varese: si affaccia sulla sponda lombarda del lago Maggiore, ed è un vero gioiellino. La sua è una storia lunga e complessa, con parte dell’insediamento originario che ha avuto per oltre un millennio lo status di comune autonomo. Che cosa vedere in questo piccolo borgo? La Chiesa di San Materno è senza dubbio uno dei punti di riferimento del paese, eretta nel centro storico. A poca distanza, all’interno di un edificio costruito a cavallo del torrente Giona, si può visitare il Museo Parisi Valle e la sua collezione permanente di opere d’arte contemporanea.

Lasciando invece il paese, una stradina tortuosa conduce al Santuario della Madonna della Punta, che si trova in posizione panoramica a picco sul lago Maggiore. Inoltre, nei dintorni di Maccagno ci sono diverse spiagge balneabili che attirano molti turisti (oltre che i residenti del luogo) durante la stagione estiva. E per gli appassionati di avventure adrenaliniche, la falesia chiamata Il Cinzanino offre una palestra di roccia a cielo aperto con vista sulle acque turchesi del lago.

Monteprandone, nelle Marche

L’entroterra marchigiano accoglie un grazioso paesino sistemato sulle colline, il borgo di Monteprandone (prov. di Ascoli Piceno): si trova a poca distanza dal mar Adriatico, e domina dall’alto due splendide vallate, quella del torrente Ragnola e quella del fiume Tronto. La prima testimonianza scritta della sua esistenza risale attorno all’anno 1.000, e in seguito divenne un borgo fiorente di grande importanza strategica, per il vicino sbocco sul mare. Della sua struttura difensiva medievale rimane quasi intatta parte della possente cinta muraria.

Nel centro storico, spicca la facciata neoclassica della Chiesa di San Nicola di Bari, costruita nei primi secoli dell’era cristiana e poi ristrutturata quasi completamente nell’800. Ma il gioiello più prezioso di Monteprandone è la raccolta di codici antichi curati da San Giacomo della Marca, ovvero quel che resta di una ricca biblioteca che doveva essere composta da più di 700 opere. Dopo essere stati restaurati, pochi anni fa, sono ora custoditi in teche di vetro all’interno del Palazzo Comunale. Molti studiosi vi si recano per ammirare da vicino questo tesoro di inestimabile valore.

Palena, in Abruzzo

Infine, eccoci in Abruzzo: qui sorge il paesino di Palena (prov. di Chieti), immerso nel panorama dei Monti della Maiella. Sul suo territorio sono stati trovati fossili risalenti ad oltre 7 milioni di anni fa, ma anche numerose testimonianze della presenza di un insediamento in epoca paleolitica. Il borgo medievale, inoltre, è stato d’ispirazione per due grandi artisti, in ambiti completamente diversi: uno è Domenico Modugno, che gli ha dedicato la canzone Amara terra mia, mentre l’altro è il regista Luigi Comencini, che vi ha letteralmente costruito sopra il suo celebre film Pane, amore e fantasia.

Uno degli edifici assolutamente da visitare è la Chiesa di San Falco e Sant’Antonino, costruita più volte nel corso dei secoli: la prima struttura venne infatti distrutta dal terremoto del ‘700, mentre durante la Seconda Guerra Mondiale venne pesantemente bombardata. Resta ancora il campanile originale del XIV, un piccolo gioiello rimasto in piedi nonostante tutte le vicissitudini drammatiche. Non meno affascinante è il Castello Ducale, che si erge su uno sperone roccioso nella parte più alta del centro storico. Risalente al XII secolo, è stato più volte ristrutturato e oggi offre un panorama mozzafiato.