I Borghi più Belli d’Italia non sono solo luoghi di particolare bellezza che punteggiano l’intero Stivale, ma anche veri e propri scrigni custodi di tradizioni secolari, che in occasione della Settimana Santa vengono aperti per meravigliare cittadini e visitatori.
Si trasformano così in scenari perfetti per un viaggio tra fede, tradizione e suggestioni senza tempo, offrendo affascinanti esperienze tra celebrazioni, eventi imperdibili ed esperienze culinarie che raccontano di tradizioni antiche con i loro profumi e sapori. Ecco una selezione dei borghi più belli in cui trascorrere una o più giornate in occasione della Pasqua 2026.
Indice
I “Bocconi” e la “Massaia” a Gromo (BG)
A Gromo, in Val Seriana (provincia di Bergamo), la Settimana Santa culmina con la suggestiva processione del Venerdì Santo, un rito antico che illumina le vie storiche del borgo. Tutto è organizzato nei dettagli e concorre a ricreare un’atmosfera molto particolare: nei giorni precedenti, la comunità prepara i “bocconi“, stracci imbevuti di benzina sistemati in secchielli attaccati alle croci, che poi vengono accesi: un simbolo forte del fuoco della Passione. Inoltre, sui cancelli vengono incollati gusci di lumaca riempiti con olio o grasso e uno stoppino, trasformandoli in piccole fiammelle che rischiarano le vie del borgo.
La processione serale vede la statua del Cristo morto accompagnata dai sei Crocifissi e dagli otto simboli della Passione. I trentatreenni del paese portano in processione il Cristo morto, un gesto che richiama l’età di Gesù alla crocifissione. Al termine del rito, la tradizione gastronomica prende il sopravvento con la “maiassa”, torta a base di farina gialla, cipolle o porri, fichi secchi e mele renette, simbolo di condivisione e festa comunitaria.
Il cavallo di fuoco e la ciambella “strozzosa” a Ripatransone (AP)
Nelle Marche, nel borgo di Ripatransone, che ha conquistato la stampa estera di recente per il vicolo più stretto d’Italia, la Settimana Santa è scandita dalle processioni della Madonna Addolorata e del Cristo Morto (il 3 aprile 2026).
Il culmine dei festeggiamenti si raggiunge la Domenica in Albis (il 12 aprile 2026) con il cavallo di fuoco. Si tratta di una manifestazione folkloristica e pirotecnica riconosciuta come Patrimonio d’Italia per la Tradizione: in tale occasione, la sagoma del cavallo, adornata di micce e petardi, attraversa la folla tra i suoni della banda cittadina, offrendo un’esperienza unica tra sacro e profano.
Non mancano le delizie della tradizione: qui, in particolare, si mangia la ciambella “strozzosa”, perfetta per l’inzuppo.

Tradizioni religiose e frisciöi a Ceriana (IM)
Durante la Settimana Santa, il borgo di Ceriana, in provincia di Imperia, si trasforma in un centro pulsante di fede e tradizione. Le celebrazioni iniziano la Domenica delle Palme (il 29 marzo 2026), coinvolgendo l’intera comunità in riti suggestivi e partecipati.
Il Giovedì Santo, negli stretti vicoli del borgo risuonano i corni, realizzati con corteccia di castagno, e le tabulae, tavolette di legno percosse con bastoni di ferro. Inoltre, i canti penitenziali delle quattro confraternite storiche (Neri, Verdi, Rossi e Azzurri) accompagnano la Cena del Signore.
Il Venerdì Santo, le confraternite sfilano in processione con torce e stendardi, tra antichi Miserere e Laudi. Uno dei momenti più suggestivi? La processione degli angioletti, nella quale i bambini portano i simboli della Passione. La Settimana Santa si conclude con la Veglia e la Messa di Pasqua, mentre nelle piazze si preparano i frisciöi, frittelle tradizionali che da secoli accompagnano i riti pasquali del borgo. Per ulteriori info sulla Pasqua 2026 a Ceriana, vi invitiamo a consultare il sito del Comune.

Dalle Confraternite alle “Scarselle” a Pescocostanzo (AQ)
Nel borgo abruzzese di Pescocostanzo, ai piedi della Majella, la Pasqua inizia con le Quarantore di adorazione del Sacramento, nella seconda settimana quaresimale, e prosegue dal Giovedì al Sabato Santo con il canto dei Salmi e dei Miserere, eseguiti secondo un’antica tradizione lombarda.
Il Venerdì Santo si svolgono due processioni: al mattino, per la visita ai Sepolcri; alla sera, intorno alle 20, la statua del Cristo morto e dell’Addolorata percorre le vie illuminate solo dalle torce dei confratelli. Il silenzio del borgo è interrotto dal canto dei Miserere, mentre le donne recitano il rosario.
A Pasqua, poi, la vera protagonista in cucina è la scarsella, dolce tipico locale preparato con pasta frolla farcita con formaggi freschi o stagionati, uova, zucchero e canditi, cotta al forno e spennellata con tuorlo d’uovo: è lei a simboleggiare la fine della quaresima.
Pasqua Arbëreshë a Civita (CS)
A Civita, borgo calabrese dalle radici albanesi, la Pasqua si celebra con il rito bizantino della Fjalza e Mirë, all’alba della Domenica, simbolo della vittoria della luce sul male.
Il Martedì di Pasqua il borgo antico si anima con le Vallje, danze tradizionali in costume che raccontano la resistenza del popolo Arbëreshë e la figura di Scanderbeg, accompagnate da canti epici. In tavola non mancano le Jova di Pasqua, uova rosse tipiche del rito orientale, simbolo di rinascita e condivisione comunitaria.
Dalla “Cumprunta” alle “Cuzzupe” a Badolato (CZ)
Anche a Badolato, borgo calabrese sulla costa ionica, si vive con intensità la Settimana Santa. Tra il Venerdì e il Sabato Santo, le storiche confraternite metteranno in scena la Processione dei Misteri Dolorosi, con oltre duecento figuranti che ricreano la Passione di Cristo. I disciplinari, penitenti incappucciati, praticano l’antico rito dell’autoflagellazione, mentre gli scambi tra confraternite testimoniano le antiche identità comunitarie. La Domenica di Pasqua esplode la gioia della Resurrezione con la “Cumprùnta”, spettacolare incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, accompagnato da musiche e dal tradizionale ballo degli stendardi.
Dalle celebrazioni si passa poi alla tavola, dove le “cuzzupe”, biscotti morbidi a forma di ciambella che a volte racchiudono un uovo sodo, simboleggiano la nascita e segnano la fine del digiuno quaresimale. Gli eventi pasquali del borgo possono essere consultati sul sito del Comune di Badolato.

“U Passiu Santu” e la “Cuddura cu l’uovo” a Buccheri (SR)
A Buccheri, in Sicilia, la Pasqua si vive con “U Passiu Santu”, sacra rappresentazione vivente della Passione di Cristo in dialetto siciliano in rima, che quest’anno giunge alla sua 41ª edizione. Il suono della crotola (uno strumento tradizionale in legno simile a una campana) scandisce i passi e il dolore del Venerdì Santo, mentre il borgo diventa un palcoscenico di fede e identità culturale.
Tra i dolci pasquali spicca invece la “Cuddura cu l’uovu”, frolla rustica decorata con uova sode, modellata in forme di cestini, colombe e cuori, simboli di rinascita e tradizione contadina.
