Il lago di Sorapiss è la nuova vittima dell’overtourism: le acque color indaco sono prese d’assalto

Il lago di Sorapiss affronta il boom del turismo di massa: migliaia di visitatori ogni giorno mettono a rischio un ecosistema fragile nel cuore delle Dolomiti

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Il lago di Sorapiss, uno degli angoli più spettacolari delle Dolomiti, è diventato il simbolo di una nuova emergenza legata al turismo di massa. Le sue acque color turchese, quasi irreali per effetto dei sedimenti minerali, attirano ogni anno migliaia di visitatori desiderosi di scattare la foto perfetta da condividere sui social. Un fenomeno che ha trasformato un luogo selvaggio e raggiungibile solo a piedi in una delle mete più ambite degli itinerari veloci tra le montagne venete.

Lago di Sorapis preso d’assalto: tra selfie, rifiuti e turismo veloce

Il rifugio Vandelli, situato a pochi minuti dal lago di Sorapiss nel territorio di Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, è diventato un osservatorio privilegiato di questa trasformazione. Un tempo il chiosco esterno apriva a metà mattina, mentre oggi le prime ondate di visitatori arrivano già alle 7:30, soprattutto fotografi intenzionati a immortalare il lago con la luce migliore.

Durante l’estate 2026 il lago del Sorapiss sta vivendo un vero e proprio boom di presenze. La nuova tendenza è quella di concentrare in poche ore più tappe possibili: al mattino le Tre Cime di Lavaredo, nel pomeriggio il lago di Sorapiss e poi ancora Cinque Torri, Lagazuoi o lago di Braies. Un turismo in cui spesso l’esperienza della montagna passa in secondo piano rispetto alla necessità di collezionare immagini iconiche per Instagram e TikTok.

Il risultato è un aumento della pressione su un ambiente fragile. Ad agosto 2025 gli accessi giornalieri hanno raggiunto circa 3 mila persone, numeri difficili da sostenere per un’area naturale di alta quota. Anche il giugno 2026 ha confermato la crescita del fenomeno, con un aumento dell’affluenza del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo quanto raccontato da Emilio Pais Bianco, gestore del rifugio Vandelli insieme alla famiglia.

La maggior parte dei visitatori arriva dall’estero, con una presenza crescente di turisti stranieri che inseriscono il Sorapis in programmi molto intensi. Il problema, però, non riguarda soltanto il numero delle persone, ma anche il comportamento di alcuni visitatori poco rispettosi dell’ambiente montano. Il gestore del rifugio ha denunciato la presenza quotidiana di cartacce, bottiglie di plastica e vetro abbandonate a terra, oltre a situazioni di degrado legate ai rifiuti organici lasciati lungo i sentieri.

Negli ultimi anni la situazione è migliorata grazie alla presenza delle guardie delle Regole d’Ampezzo, dei carabinieri forestali e degli operatori impegnati nella tutela del territorio. È inoltre previsto un rafforzamento dei controlli attraverso il coinvolgimento della Polizia provinciale durante la stagione estiva.

Problema overtourism al lago di Sorapiss
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Il Lago di Sorapis immerso tra le Dolomiti

Numero chiuso e tornelli: l’appello per salvare il lago turchese

Per chi vive e lavora ogni giorno vicino al lago di Sorapiss, però, i controlli potrebbero non essere sufficienti. Emilio Pais Bianco ha lanciato un appello chiaro: con numeri che arrivano a 3 mila accessi quotidiani diventa impossibile proteggere un ecosistema così delicato.

La proposta è quella di introdurre un sistema di regolamentazione degli ingressi, attraverso un numero chiuso o strumenti simili ai tornelli già utilizzati in altre località molto frequentate. L’obiettivo sarebbe ridurre l’impatto del turismo e garantire che il lago mantenga nel tempo le sue caratteristiche naturali.

Il rischio, infatti, è che l’overtourism porti a conseguenze irreversibili e costringa in futuro a limitare drasticamente l’accesso all’area.