Le Isole Canarie sono da sempre sinonimo di vacanze da sogno, tra spiagge vulcaniche, oceano cristallino, temperature miti durante tutto l’anno e una biodiversità sorprendente che rende ogni isola un piccolo universo a sé. Ma il grande successo turistico dell’arcipelago porta con sé anche una sfida fondamentale, quella di proteggere un patrimonio naturale unico senza rinunciare ai benefici economici generati dai visitatori.
Per affrontare questa sfida, le Canarie hanno scelto una strada piuttosto innovativa: invece di introdurre una tassa turistica obbligatoria, permetteranno ai viaggiatori di contribuire volontariamente alla sostenibilità del territorio attraverso un nuovo fondo dedicato alla rigenerazione ambientale e sociale, insomma, una sorta di tassa di soggiorno volontaria. L’obiettivo è quello di trasformare il turismo in una forza positiva per l’arcipelago, creando un modello in cui chi visita queste isole possa contribuire direttamente alla tutela della natura, al recupero degli ecosistemi e al sostegno delle comunità locali.
Nel 2025 le Canarie hanno accolto circa 18,4 milioni di turisti, con una permanenza media di nove giorni. Numeri che confermano il ruolo centrale del turismo nell’economia locale e che rendono ancora più importante trovare un equilibrio tra accoglienza e conservazione.
Indice
Canarie senza tassa turistica
Il nuovo progetto prende il nome di Canary Islands Tourism Regeneration and Nature Restoration Fund (RegNext) e punta a rendere l’arcipelago delle Canarie un punto di riferimento internazionale per il turismo rigenerativo.
Il funzionamento sarà basato su un sistema di contributi volontari destinati a finanziare progetti specifici, con un meccanismo pensato per essere trasparente e facilmente monitorabile. I visitatori potranno quindi scegliere di sostenere iniziative che aiutano concretamente le isole a preservare il proprio patrimonio naturale e culturale.

La prima fase del programma coinvolgerà tutte le 7 isole principali dell’arcipelago: Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera ed El Hierro (resta quindi fuori La Graciosa). Verranno selezionati cinque progetti pilota, tra cui interventi dedicati alle aree maggiormente interessate dalla pressione turistica e un progetto sociale con valore esteso a tutte le Canarie. Tra gli obiettivi del fondo ci sono la riduzione delle emissioni, il ripristino degli habitat naturali, la tutela delle specie locali, il miglioramento del paesaggio e la creazione di nuove opportunità lavorative legate alla sostenibilità.
Il futuro sostenibile delle Canarie
Il progetto RegNext nasce dalla consapevolezza che il turismo non riguarda soltanto spiagge e attrazioni, ma anche le persone che vivono quotidianamente quei territori. Per questo motivo una parte importante dell’iniziativa sarà dedicata agli aspetti sociali, con l’obiettivo di rafforzare le comunità locali e creare nuove opportunità economiche.

Secondo Turismo delle Isole Canarie, il settore turistico contribuisce oggi al lavoro di circa 280.534 persone, dimostrando quanto sia centrale per lo sviluppo dell’arcipelago. A sostenere questa nuova visione ci sono anche diversi protagonisti del mondo dei viaggi, insieme al supporto di UN Tourism. L’idea condivisa è quella di costruire un turismo capace di generare valore non soltanto per chi arriva, ma anche per chi abita le isole tutto l’anno.