6 gennaio, la fine del Giubileo: gli ultimi eventi a Roma

Il 6 gennaio 2026 si conclude ufficialmente il Giubileo indetto da Papa Francesco: ecco gli ultimi eventi e il significato di questo momento per la città.

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Paola Maria Farina

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Con l’anno 2025 ormai alle spalle, anche il Giubileo si conclude con gli ultimi eventi ufficiali in calendario a suggellare l’Anno Santo indetto da Papa Francesco. Così, l’intera città è pronta a vivere il commiato da uno degli anni più intensi della sua storia recente, dodici mesi in cui voci di pellegrini hanno riempito le basiliche e milioni di piedi hanno camminato sui sampietrini. I numeri sono importanti: come riporta ANSA, oltre 30 milioni di fedeli hanno varcato le Porte Sante in città e 3 milioni di persone hanno partecipato agli eventi ufficiali.

Tra i grandi eventi, da ricordare, il Giubileo dei Giovani che ha raccolto un milione di ragazzi e ragazze a Tor Vergata lo scorso agosto. Cifre che raccontano non solo fede, ma un’onda di umanità che ha travolto la Capitale. E Roma ha risposto con 70 mila operatori di polizia, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Ares 118, garantendo sicurezza senza alcun incidente grave, un lavoro silenzioso che ha reso possibile l’impossibile.

Proprio a commento dello sforzo e dell’esempio che la città ha dato, il sindaco Roberto Gualtieri, inaugurando il presepe in Piazza di Spagna, ha parlato di “eredità importante”. Il Giubileo 2025 ha, infatti, spinto interventi diffusi su spazi pubblici, pedonalizzazioni e verde in tutti i quartieri, rendendo la città più bella e accogliente per cittadini e visitatori (Fonte: AGI). E se Papa Francesco aveva chiesto di usare l’Anno Santo per migliorare Roma, la risposta è stata concreta. Con opere che resteranno oltre la chiusura, in continuità con i Giubilei passati che hanno lasciato fontane, monumenti e strade ancora oggi simbolo della città.

Natale in Piazza San Pietro
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La facciata di San Pietro con l’albero di Natale addobbato per le festività

Il ciclo conclusivo è cominciato lo scorso 8 dicembre nel giorno della Festa dell’Immacolata e, a seguire, il 12 dicembre al Ponte dell’Industria (intitolato a San Francesco) è stata svelata una statua ispirata a Marcello Tommasi, nell’ambito dei restauri Anas post-incendio 2021. In un ideale collegamento tra industria e spiritualità, come ha detto Davide Rondoni (Presidente del comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi): “San Francesco è uomo-ponte, che ama la realtà senza possederla”.

San Pietro: la chiusura dell’ultima Porta Santa il 6 gennaio

Ma il momento più carico di significato è senza dubbio la chiusura delle Porte Sante nelle basiliche romane. La prima a chiudersi è stata quella in Santa Maria Maggiore, lo scorso 25 dicembre alle 17:00, con rito presieduto dal cardinale Rolandas Makrickas. La scelta di tale basilica nel giorno di Natale risponde a un significato preciso, dal momento che al suo interno è custodita la Sacra Culla del Bambino Gesù. La nascita del Redentore, dunque, incontra il Giubileo in un cerchio perfetto. Il rito si è aperto con i Secondi Vespri, poi alle 18:00 la chiusura, accompagnata dal suono antico della campana La Sperduta.

Il 27 dicembre, alle 11:00, è toccato a San Giovanni in Laterano – “madre di tutte le chiese” – con il cardinale Baldo Reina chiudere la Porta. Il rito è stato seguito da Messa con il coro di mons. Marco Frisina. E ancora, il 28 dicembre anche San Paolo fuori le Mura ha salutato il Giubileo con il cardinale James Michael Harvey.

Piazza di Spagna con suo albero di Natale
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Vista panoramica di Piazza di Spagna a Roma, durante le vacanze di Natale

Prima ad aprirsi il 24 dicembre 2024 e ultima a chiudersi, il 6 gennaio nel giorno dell’Epifania, San Pietro chiude la sua Porta Santa, alla presenza di Papa Leone XIV. In un rito che se materialmente rappresenta la fine di un percorso, simboleggia in realtà una nuova apertura, l’invito a portare la grazia nel mondo.

Gli altri eventi culturali ancora in corso

La mostra di presepi in Piazza San Pietro

Inaugurata l’8 dicembre, e visitabile fino all’8 gennaio, la mostra 100 Presepi in Vaticano rinnova una tradizione arrivata ormai al suo ottavo anno. Parte della rassegna “Giubileo è cultura, l’esposizione presenta 132 presepi da 23 Paesi – Italia, Francia, Croazia, Polonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Perù, Eritrea, Corea, Venezuela, Taiwan, Brasile, Giappone, Filippine, Indonesia, Paraguay, India –. Opere che arricchiscono il perimetro del Colonnato di Bernini, molte delle quali promosse dalle rispettive Ambasciate presso la Santa Sede.

Ogni lavoro è un’autentica espressione di creatività con materiali sorprendenti: carta giapponese, seta, resina, lana, fibra di cocco, vetro. Tra le curiosità, spicca un presepe in bottale da conceria, uno su un autobus ATAC, presepi meccanici, uno in bottiglia dalla Repubblica Ceca e un grande presepe messicano. Non manca un omaggio a una Roma “scomparsa”. L’ingresso è libero e gratuito, tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00; attenzione, però, alla chiusura anticipata nelle giornate del 24 e del 31 dicembre alle 17:00.

Vista di San Pietro a Natale
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Piazza San Pietro nella stagione natalizia

La Bibbia di Borso d’Este: un capolavoro rinascimentale

Fino al 16 gennaio, Roma si fa custode di un piccolo e raro. La Sala Capitolare del Senato (Piazza della Minerva 38) ospita, infatti, la Bibbia di Borso d’Este, uno dei vertici dell’arte rinascimentale italiana. La sua realizzazione risale al periodo compreso fra il 1455 e il 1461 e fa incontrare l’opera calligrafica di Pietro Paolo Marone con le miniature di Taddeo Crivelli e Franco dei Russi. Commissionata per il duca di Ferrara Borso d’Este, ogni pagina è un tripudio di oro, colori vivaci e dettagli raffinati, che fondono ispirazione religiosa e maestria artistica.

Si tratta di  vero e proprio dono prezioso alla città per l’Anno Santo: solo in occasioni eccezionali, infatti, la Bibbia quattrocentesca esce dalla Biblioteca Estense di Modena, in cui è solitamente conservata. La mostra – promossa dal Senato con Presidenza del Consiglio, Ministero della Cultura, Gallerie Estensi, Commissario per il Giubileo e Treccani – è a ingresso libero dal lunedì al venerdì (10:00-18:00).

Cristo nostra pace: Rubens e Caravaggio a Piazza Navona

Dal 18 dicembre 2025 all’8 febbraio 2026, la chiesa di Sant’Agnese in Agone a Piazza Navona accoglie Cristo nostra pace, evento inserito nella rassegna “Il Giubileo è Cultura”. La mostra è curata da don Alessio Geretti e mette in dialogo due capolavori dedicati al mistero dell’Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù. Da una parte, la Madonna con il Bambino di Peter Paul Rubens (1617-18, olio su tela, collezione privata svizzera) e, dall’altra, l’Incredulità di Tommaso di Caravaggio con Prospero Orsi (1602-1607, olio su tela, collezione privata austriaca, Firenze).

Due linguaggi e due mondi a confronto. Per la sua opera, Rubens si lasciò ispirare dal suo soggiorno romano, citando sculture antiche ammirate proprio nell’Urbe, Caravaggio, invece, dipinse la tela negli ultimi mesi del Giubileo del 1600, quando Roma brulicava di pellegrini. I due giganti che, con espressività differenti, raccontano la stessa speranza: Cristo, nostra pace, che vince il dubbio e abbraccia l’umanità.

È possibile ammirare le due tele gratuitamente (tutti i giorni, dalle 9:00 alle 19:00) nella chiesa barocca che domina Piazza Navona, tra mercatini e luci natalizie. Un’occasione per fermarsi, alzare lo sguardo e per un momento di riflessione e condivisione che sigilla un anno di grazia. La comunità cristiana, forte del messaggio dell’Anno Santo, diventa ora testimonianza in giro per il mondo. Tocca ai fedeli, infatti, comunicare il significato più profondo di questo evento. Alla luce di quello che Papa Francesco aveva scritto nella Bolla Spes non confundit con cui aveva indetto il Giubileo: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo».

È questo, dunque, il lascito: un invito a vivere la grazia nel quotidiano. Roma saluta l’Anno Santo con gratitudine, sapendo che la vera Porta è quella dell’amore e della speranza, sempre spalancate.