Dove stanno andando tutti in vacanza: queste sono le mete che crescono di più nel 2026

Il turismo europeo cresce nel 2026, ma i viaggiatori scelgono in modo diverso: ecco cosa conta davvero e quali destinazioni sono più gettonate

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Francesca Pasini

Content writer & Travel Expert

Laureata in Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vive tra Italia e Spagna. Curiosa per natura, ama scrivere di storie che la appassionano.

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Nonostante l’incertezza economica e geopolitica continui a pesare sul settore, il turismo europeo conferma la propria capacità di tenuta. Nei primi mesi del 2026 gli arrivi turistici internazionali nel continente sono aumentati del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i pernottamenti hanno registrato un incremento del 4,8%. A certificarlo è l’ultimo rapporto European Tourism: Trends & Prospects della European Travel Commission (ETC), secondo cui il desiderio di viaggiare resta forte, anche se cambiano le priorità dei turisti.

Il report sottolinea che la crescita è arrivata nonostante la diminuzione della fiducia dei consumatori, l’aumento del costo dei viaggi e le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, che hanno influenzato i collegamenti aerei tra l’Europa e diversi mercati di medio e lungo raggio.

Secondo l’ETC, i viaggiatori sono oggi molto più selettivi rispetto al passato: nella scelta della destinazione pesano sempre di più sicurezza, convenienza economica, facilità di accesso e rapporto qualità-prezzo, mentre aumenta anche la propensione a viaggiare fuori dall’alta stagione. Come ha spiegato Miguel Sanz, presidente della European Travel Commission, “il turismo europeo ha continuato a dimostrare resilienza nel secondo trimestre del 2026, nonostante un contesto globale più incerto. Viaggiare rimane una priorità, ma il modo in cui le persone viaggiano sta cambiando”.

La top 3 delle destinazioni più gettonate

Secondo i dati dell’ETC, quasi l’80% delle destinazioni europee monitorate ha registrato un aumento degli arrivi e circa una su cinque ha fatto segnare incrementi a doppia cifra. Tra i Paesi con le performance migliori spiccano la Grecia (con +38,3% di arrivi), l’Italia (+21,1%) e Malta (+16%).

La spiaggia di Mondello in Sicilia
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La bellissima spiaggia di Mondello in Sicilia

Tali risultati sono stati favoriti da una buona connettività aerea e dalle strategie adottate per distribuire i flussi turistici oltre i mesi estivi e al di fuori delle mete tradizionalmente più affollate.

A livello geografico, l’Europa meridionale e mediterranea ha mantenuto la leadership in termini assoluti di visitatori, trainata da Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna. Ma a stupire maggiormente è stata l’Europa settentrionale, che ha registrato la crescita più marcata, con un aumento del 10% degli arrivi e dell’8,4% dei pernottamenti. Bene anche l’Europa centrale e orientale (+5,2% di arrivi e +6,9% di pernottamenti), grazie al crescente interesse verso destinazioni considerate più convenienti e capaci di offrire esperienze nuove.

Il Medio Oriente pesa su Cipro e Turchia

Questo quadro positivo non si riflette però su altre destinazioni. Cipro, in particolare, ha registrato un calo degli arrivi del 17,9%, dovuto sia agli effetti del calendario pasquale sia alla minore propensione dei turisti a scegliere una destinazione percepita come vicina all’area del conflitto in Medioriente.

Anche la Turchia ha chiuso i primi mesi dell’anno con una flessione del 2,1%, penalizzata dal calo della domanda sia europea sia proveniente dai mercati intercontinentali.

Gli effetti del conflitto si vedono anche sul trasporto aereo. Nel primo trimestre del 2026 il traffico passeggeri europeo, misurato in Revenue Passenger Kilometres (RPK), è cresciuto del 7%, con marzo che ha segnato un +8%. Ad aprile, però, la crescita si è quasi arrestata (+1%), a causa delle interruzioni dei collegamenti tra l’Europa e diversi mercati extraeuropei.

La Grecia guida anche la spesa turistica

Oltre agli arrivi, il rapporto evidenzia un aumento della spesa media dei viaggiatori nella maggior parte delle destinazioni europee. Dove spendono di più? La Grecia spicca come il caso più significativo: la spesa turistica è aumentata del 64,3%, molto più dell’incremento degli arrivi (+38,3%), segno che ogni turista ha speso mediamente di più rispetto all’anno precedente.

Diversa la situazione dell’Italia, dove gli arrivi sono cresciuti del 21,1%, ma la spesa turistica soltanto del 4,3%, indicando una riduzione della spesa media per visitatore nonostante il forte aumento dei flussi.

Nonostante l’incertezza economica, i viaggi di piacere restano una priorità per gli europei. A cambiare, però, è il modo di viaggiare: i turisti sono sempre più attenti al budget (che per il 48% degli europei è uno dei fattori decisivi), privilegiano destinazioni sicure, vicine e facilmente raggiungibili e scelgono con maggiore frequenza i mesi di bassa e media stagione per evitare affollamento e caldo estremo.