Il percorso dei Gonzaga da Mantova a Sabbioneta

Inserite tra i Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco come sito unico, Mantova e Sabbioneta recano in sé le testimonianze dei Gonzaga

Cosa accomuna Mantova e Sabbioneta, oltre al fatto che – entrambe – sono Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO? La risposta risiede in un cognome, quello dei Gonzaga.

Fu proprio la dinastia dei Gonzaga, a fare delle due città italiane due importanti centri per il Rinascimento d’Italia e d’Europa, e il filo conduttore che le lega è talmente forte che – Mantova e Sabbioneta – tra i Patrimoni UNESCO sono state inserite come un sito unico. Il motivo? Come si legge, “offrono una testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento“. Una testimonianza che nasce proprio dalla potenza e delle ambizioni dei Gonzaga.

C’è però una fondamentale differenza tra i due centri: se a Mantova i Gonzaga hanno trasformato una città già esistente (con interventi di ingegneria idraulica, urbanistica e architettonica), Sabbioneta è stata fondata proprio da Vespasiano I Gonzaga nel 1556, sui resti di un antico insediamento, con la volontà di creare la “città ideale“.

Cosa vedere a Mantova? Aristocratica, d’elevato valore storico ed artistico, Mantova reca testimonianza del suo passato in ogni suo angolo: i portici, i cortili, le piazzette. E, ovviamente, i monumenti. Una gita qui non può che cominciare da quella Rocca di Sparafucile ritratta nel “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, per poi proseguire con una visita al Palazzo Ducale (una vera e propria cittadella, la reggia della famiglia Gonzaga fatta di palazzi concatenati) e quel Castello di San Giorgio che – con le sue 500 stanze – è secondo per estensione solo al Vaticano.

Poco lontano da lì, Piazza delle Erbe ospita la Rotonda di San Lorenzo, antichissima chiesa costruita per volere di Matilde di Canossa e ispirata alla Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme. E poi l’Orologio Astronomico e – nella piazza Mantegna poco accanto – la Basilica di S. Andrea di Leon Battista Alberti. Dal lato apposto della città ecco invece Palazzo Te, residenza estiva disegnata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga.

Mantova

Sabbioneta, borgo certificato dal Touring Club con la Bandiera Arancione, fu invece progettata secondo le proporzioni e l’ideale di armonia simboleggiate nel disegno dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci. Due sono le porte principali da cui si può accedere a questa “stella” urbanistica con sei baluardi sulle punte: Porta Vittoria e Porta Imperiale.

Una visita a Sabbioneta non può che iniziare da Piazza Ducale: mettendosi al centro, e guardandosi intorno, si vedranno succedere le principali vie porticate, a cadenza regolare. E poi la facciata di Palazzo Ducale, lachiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (coi suoi marmi bianchi e rossi). Poco lontano, ecco invece il Teatro Olimpico, il primo teatro d’Italia progettato per vivere di vita propria, senza essere parte integrante di un altro edificio. Infine, Palazzo Giardino: in piazza Castello, citato nei documenti antichi come “il Casino”, fu eretto tra il 1577 e il 1588 come residenza privata del principe Gonzaga. E si trova proprio lì, la Galleria degli Antichi coi suoi 97 metri di lunghezza e gli splendidi affreschi.

Sabbioneta

Come raggiungere Sabbioneta da Mantova (e viceversa)? Lo si può fare percorrendo i 47 chilometri di pista ciclabile, celebrazione d’un turismo lento che è pura magia.

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