Nel sud del Marocco a oltre 1.000 metri di quota (sì, anche in questo Paese del Nord Africa si raggiungono tali latitudini) prende vita Ouarzazate, città che occupa una posizione strategica all’incrocio tra due grandi sistemi vallivi e conosciuta come la “Hollywood d’Africa“. Appollaiata su un altopiano arido che segna il passaggio netto tra le montagne dell’Alto Atlante e le regioni pre-sahariane, prende vita tra il bacino del wadi Dades e quello del wadi Ouarzazate, entrambi affluenti del Draa (il corso d’acqua più esteso del Paese).
Per secoli il territorio ha prosperato grazie allo scambio di sale, oro, spezie e tessuti. Nel ventesimo secolo l’arrivo del protettorato francese ha modificato la funzione del centro, che ha assunto il ruolo di guarnigione militare e nodo amministrativo. Dagli anni Cinquanta in avanti un ulteriore cambiamento ha segnato l’identità locale che si è legata all’industria cinematografica internazionale. La luce intensa, la varietà morfologica dei dintorni e l’architettura tradizionale in terra battuta hanno attirato produzioni interessate a ricreare scenari storici o mondi lontani. Da questa stagione nasce il soprannome di Hollywood d’Africa, un’etichetta che ancora adesso accompagna la città.
L’impatto visivo resta potente. Dopo chilometri di tornanti montani il paesaggio si apre su una pianura sassosa attraversata da palmeraie compatte. Il rosso dell’argilla domina edifici, kasbah e mura, interrotto dal verde brillante delle oasi.
Indice
Cosa vedere a Ouarzazate
Il patrimonio urbano di Ouarzazate si concentra in poche emergenze architettoniche di grande valore simbolico. Fortezze in terra cruda, studi cinematografici e musei tematici raccontano fasi diverse della stessa storia.
Kasbah di Taourirt
La Kasbah di Taourirt domina il margine orientale del centro moderno. Costruita nel XIX secolo dalla potente famiglia el Glaoui, rappresenta uno degli esempi più complessi di architettura fortificata pre-sahariana. Il complesso si sviluppa su più livelli attraverso cortili interni, torri angolari e un intricato sistema di corridoi, scale e saloni cerimoniali.
La tecnica costruttiva utilizza pisé e mattoni di fango mescolati a paglia, materiali capaci di garantire isolamento termico in un clima caratterizzato da forti escursioni. Gli interni rivelano decorazioni raffinate con stucchi geometrici, soffitti in legno di cedro dipinto e spazi riservati alle diverse funzioni della vita di corte. L’interesse cinematografico ha contribuito alla conservazione dell’edificio, riconosciuto anche per il valore storico e artistico a livello internazionale.
Atlas Film Studios
A pochi chilometri dall’area urbana si estende il vasto complesso degli Atlas Film Studios, fondati nel 1983. Si tratta di uno dei più grandi studi cinematografici a cielo aperto esistenti. All’interno si susseguono scenografie monumentali che riproducono città antiche, templi egizi, palazzi imperiali e strutture romane.
Il sito testimonia il legame profondo tra Ouarzazate e il cinema globale. Le strutture restano operative e visitabili, offrendo una lettura concreta delle tecniche di costruzione scenografica e della capacità del territorio di adattarsi a epoche e contesti narrativi diversi.
Museo del Cinema
Di fronte alla Kasbah di Taourirt trova spazio il Museo del Cinema, un’istituzione di dimensioni contenute ma di grande interesse documentario. Le sale espongono macchine da presa, costumi di scena, bozzetti e fotografie legate alle principali produzioni realizzate nella regione.
Il percorso aiuta a comprendere l’evoluzione del ruolo cinematografico della città e il dialogo tra tradizione architettonica locale e finzione visiva. L’allestimento privilegia un approccio didattico, adatto anche a chi possiede una conoscenza limitata della storia del cinema.
Aït Ben Haddou
A circa trenta chilometri a nord-ovest di Ouarzazate, lungo la valle dell’Ounila, svetta nei cieli Aït Ben Haddou che è uno degli esempi più completi e meglio conservati di architettura presahariana in Marocco, tanto da essere stato inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1987.

Il complesso è un ksar, termine che indica un villaggio fortificato collettivo, composto da abitazioni in terra cruda addossate le une alle altre e protette da mura continue con torri angolari. Le costruzioni seguono una disposizione verticale, adattandosi alla collina su cui sorgono, con livelli inferiori destinati a magazzini e stalle e piani superiori riservati agli spazi abitativi. I materiali utilizzati, fango, paglia e legno di palma, garantiscono stabilità strutturale e protezione dalle temperature estreme.
Oasi di Fint
L’Oasi di Fint, invece, si trova a circa 15 chilometri a sud di Ouarzazate, in una conca verde incastonata tra rilievi rocciosi scuri che danno vita a un contrasto netto con la vegetazione rigogliosa del fondovalle. Il sito è accessibile attraverso una strada sterrata che segue il corso di un piccolo wadi, rendendo l’arrivo parte integrante dell’esperienza.
L’oasi è composta da quattro villaggi tradizionali, abitati prevalentemente da comunità berbere. Le case sono costruite in terra cruda e pietra, con tetti piani e strutture semplici. Il valore dell’Oasi di Fint risiede soprattutto nel suo equilibrio tra presenza umana e contesto naturale.
Il paesaggio, infatti, mantiene un carattere autentico, lontano da grandi infrastrutture turistiche, e restituisce un’immagine concreta della vita rurale nelle regioni pre-sahariane.
I film girati a Ouarzazate
Il contributo della città alla settima arte attraversa generi e decenni. Le produzioni storiche e bibliche hanno sfruttato le kasbah e i paesaggi aridi per ricreare l’antichità mediterranea e mediorientale. Titoli epici quali Il Gladiatore, Lawrence d’Arabia, Alexander, Il Regno dei Cieli e Le Crociate hanno utilizzato ambientazioni locali per sequenze iconiche.
Anche il cinema fantastico e fantascientifico ha trovato terreno fertile grazie alla varietà geografica. Star Wars, La Mummia, Prince of Persia, Assassin’s Creed, Aladino e Dune hanno trasformato altipiani e oasi in pianeti lontani o regni immaginari. Non mancano il cinema drammatico e autoriale che hanno lasciato tracce significative con opere quali Il tè nel deserto, Kundun, Babel e L’ultima tentazione di Cristo.
Infine la serialità televisiva che ha ampliato ulteriormente la notorietà del territorio. Il Trono di Spade ha reso celebri alcune kasbah dei dintorni, attirando un nuovo flusso di visitatori interessati alle location della saga.
Come arrivare a Ouarzazate
L’accesso avviene attraverso diverse modalità. L’aeroporto cittadino gestisce collegamenti aerei nazionali, in particolare con Casablanca, garantendo un ingresso rapido al sud del Paese. La rete stradale collega Ouarzazate a Marrakech attraverso il passo montano del Tizi n’Tichka, un itinerario spettacolare che attraversa l’Alto Atlante tra vallate, villaggi e altipiani.
I collegamenti terrestri includono autobus a lunga percorrenza e taxi collettivi, utilizzati anche dalla popolazione locale. Il viaggio richiede diverse ore a causa dell’orografia complessa e della natura tortuosa di alcuni tratti. Il noleggio di un veicolo offre maggiore autonomia e permette soste intermedie presso kasbah, oasi e villaggi fortificati.
Raggiungere Ouarzazate significa attraversare una soglia geografica e culturale. Oltre questo punto il Marocco muta volto, rivelando un sud fatto di terra, luce e architetture nate per resistere al tempo.