L’isola di Gorgona, da carcere duro a paradiso d’Europa

L'ultima isola-carcere attiva in Europa è la più piccola, verde e selvaggia tra le isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano

Gorgona, ultima isola-carcere attiva in Italia, se non d’Europa, è la più piccola, verde e selvaggia tra le isole del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Rappresenta un po’ l’isola del riscatto dei detenuti, che lì coltivano le vigne e gli ulivi imparando un mestiere.

La ricchezza naturalistica, unita al fascino di un’isola modello di recupero sociale, la rendono una tra le isole-carcere più amate dai visitatori. Il parco, in collaborazione con l’Amministrazione penitenziaria, programma escursioni per far conoscere questo territorio protetto, seppure con alcune limitazioni dovute da una parte al regime carcerario e dall’altra alla tutela della biodiversità del luogo.

Le visite guidate devono essere prenotate una settimana prima compilando un modulo completo di tutti i dati anagrafici che saranno trasmessi alla Polizia Penitenziaria per i necessari controlli e devono essere autorizzate dall’Amministrazione penitenziaria, in accordo con l’Ente Parco secondo un calendario concordato. Le presenze giornaliere di visitatori sull’isola, infatti, sono contingentate per un numero massimo di cento visitatori al giorno.

Le guide accompagnano i visitatori intorno all’isola lungo un percorso di trekking. L’escursione prende il via dal terrazzo del Belvedere, da cui si raggiunge la Torre Nuova (che è di origine medicea e si trova nella parte alta del paese, a protezione del porto) utilizzando le strade sterrate realizzate dalla Amministrazione Penitenziaria.

Si raggiunge poi Punta Paratella, da cui è possibile effettuare una sosta con un affaccio magnifico su Cala Maestra. Si raggiungono anche il piccolo cimitero storico dell’isola e la Rocca Vecchia o Torre Vecchia, la più antica fortificazione dell’isola, di epoca pisana, oggi in parte diroccata.

Percorrendo la linea della costa, s’incontrano suggestive insenature e baie, come Cala Scirocco, dove si apre la Grotta del Bove marino, un tempo rifugio delle foche monache, Cala dell’Acqua, Cala di Pancia, Cala dello Scalo e le altre già citate.

Chi visita l’isola d’estate non potrà non restare abbagliato dalle acque smeraldine che invogliano a tuffarsi. Invece è severamente vietato.

Sull’isola ci sono anche alcune chiese. Fu scelta nel V secolo come luogo ideale dai monaci eremiti che edificarono il Monastero di Santa Maria e di San Gorgonio dei quali oggi abbiamo solo alcuni resti. della Chiesa di San Gorgonio, invece, si possono ammirare i restauri effettuati nel XVIII secolo e i vicini magazzini utilizzati dai monaci per il trattamento e la conservazione delle acciughe sotto sale, una risorsa primaria dell’isola fino al secolo scorso.

Più in alto sull’isola si trova anche Villa Margherita, costruita su dei resti Romani, dove è stata allestita una colonia agricola. Alla sommità dell’isola si trova, infine, il complesso che originariamente ospitava il Semaforo dell’isola di Gorgona, ora automatico e prima gestito dall’Aeronautica italiana.

L’itinerario escursionistico è lungo 6 chilometri con un dislivello di 250 metri, quindi piuttosto semplice, per una durata di circa tre ore.

L’escursione all’isola di Gorgona costa 45 euro (36 euro i ragazzi dai 5 ai 12 anni – gratuito per i bambini da 0 a 4 anni) e comprende il trasporto marittimo da Livorno a/r oltre alla guida.

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L’isola di Gorgona, nell’Arcipelago Toscano

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L’isola di Gorgona, da carcere duro a paradiso d’Europa