Calafuria è il tratto più selvaggio della costa livornese, tra antiche torri e tramonti di fuoco

Pochi chilometri separano Livorno da un angolo di Toscana fatto di rocce color ruggine, castelli sul mare, boschi profumati e panorami che arrivano fino alle isole dell’Arcipelago

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Serena Proietti Colonna

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PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Cerchiamo di essere onesti sin da principio: chi arriva in zona aspettandosi una classica località balneare toscana resta spiazzato. La costa, da queste parti, è aspra e le spiagge sabbiose lasciano spazio a un lungo susseguirsi di scogliere modellate dal vento e dal mare, mentre alle spalle dell’orizzonte marino si alzano colline rivestite da una fitta macchia mediterranea.

Ci troviamo a sud di Livorno, lungo la celebre strada del Romito, una delle percorrenze panoramiche più spettacolari della Toscana, punto in cui il Mar Tirreno incontra pareti di arenaria dalle sfumature ocra e rossastre. E proprio qui la Riserva Naturale di Calafuria occupa circa 116 ettari all’interno del sistema dei Monti Livornesi, e lo fa con un mosaico paesaggistico sorprendente: in pochi minuti lo sguardo passa dalle onde che si infrangono contro la falesia ai boschi popolati da volpi, istrici, faine e cinghiali.

Per molto tempo questa costa rappresentò un punto strategico per il controllo delle rotte marittime. Le incursioni dei pirati barbareschi costrinsero il Granducato di Toscana a realizzare un sistema difensivo composto da torri e fortificazioni. Ancora oggi quelle architetture segnano il profilo del promontorio e contribuiscono al fascino di un paesaggio che pare appartenere a un’altra epoca. Il tratto di mare antistante, inoltre, viene chiamato il “Miglio Magico”, in quanto celebre per la presenza del corallo rosso e per i fondali che attirano studiosi e sub da decenni.

Cosa vedere nella zona di Calafuria

Oltre il richiamo azzurro del mare (che sì, è forte e chiaro), il territorio custodisce numerose memorie storiche che raccontano la necessità di difendere e collegare questo lembo di terra impervio. Ma a essere del tutto onesti la vera ricchezza risiede nell’incontro tra natura, architettura militare e sentieri panoramici.

Torre di Calafuria

Fra tutti gli edifici storici della zona, la Torre di Calafuria rappresenta probabilmente il simbolo più riconoscibile. Costruita nel XVI secolo durante il dominio mediceo, raggiunge approssimativamente 20 metri di altezza e faceva parte della rete di avvistamento predisposta contro gli attacchi provenienti dal mare.

La struttura presenta una pianta quadrata, un possente basamento inclinato e una scalinata elegante che conduce all’ingresso. Il ballatoio superiore sporge rispetto al corpo centrale, accentuando l’aspetto militare della costruzione. Dalla sua posizione privilegiata il panorama abbraccia l’intero tratto costiero.

Torre di Calafuria, Toscana
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La svettante Torre di Calafuria

Castello del Boccale

La collocazione del Castello del Boccale è assolutamente scenografica: è arroccato direttamente sopra una piccola insenatura e domina le acque del Tirreno da una piattaforma rocciosa che sembra emergere dal mare. L’edificio attuale deriva dalla trasformazione di una torre medicea del XVI secolo.

Nel corso dell’800 e del ‘900 venne ampliato secondo il gusto neomedievale, allora molto apprezzato dall’aristocrazia europea. Merlature, volumi slanciati e dettagli romantici contribuiscono a dar vita a uno degli scorci più fotografati dell’intera provincia livornese.

Castello del Boccale, Toscanan
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L’affascinante Castello del Boccale

Castello Sonnino

Su un promontorio verde che guarda verso la Cala del Leone appare il Castello Sonnino. La sua storia è legata alla figura di Sidney Sonnino, protagonista della politica italiana tra ‘800 e ‘900, più volte ministro e presidente del Consiglio.

Il maniero venne realizzato sui resti di una precedente fortificazione cinquecentesca e l’aspetto odierno richiama l’immaginario medievale attraverso torrette, murature massicce e profili merlati. La vista dalla costa restituisce l’impressione di una fortezza incaricata di sorvegliare il mare.

I sentieri della Riserva Naturale

L’anima più autentica di Calafuria si scopre lungo la rete escursionistica che attraversa la riserva. I percorsi salgono verso i rilievi retrostanti attraversando ambienti molto vari. Lecci, pini d’Aleppo, lentisco, mirto, corbezzolo e alloro accompagnano il tragitto con profumi intensi che cambiano durante l’anno.

Alcuni punti panoramici consentono di osservare contemporaneamente la costa livornese, il promontorio di Calafuria e le isole disseminate nel Tirreno. Tra i percorsi più suggestivi figura quello che conduce verso il Monte del Diavolo, rilievo che domina questo settore della costa.

Il Miglio Magico

Sotto la superficie marina si sviluppa uno degli ecosistemi più interessanti della Toscana. Le praterie di Posidonia oceanica occupano i fondali meno profondi, mentre più al largo compaiono pareti colonizzate da spugne, gorgonie e corallo rosso.

La varietà biologica ha reso quest’area un laboratorio naturale studiato da ricercatori e biologi marini. Per gli appassionati di snorkeling e diving, il cosiddetto Miglio Magico rappresenta uno dei siti più celebri dell’intero litorale toscano.

Le spiagge più belle di Calafuria

A Calafuria il rapporto con il mare assume una forma diversa rispetto a molte località della costa italiana. Da queste parti, infatti, prevalgono piattaforme naturali, insenature nascoste e piscine scolpite nella roccia. Proprio questa conformazione rende il paesaggio straordinariamente scenografico.

  • Scogli Piatti: uno degli accessi più semplici. Le superfici rocciose digradano gradualmente verso l’acqua e consentono un ingresso agevole. Le tonalità turchesi del mare risaltano particolarmente durante le prime ore del giorno.
  • Le Vaschine di Calafuria: antiche cave di arenaria utilizzate già in epoca etrusca e romana. L’azione del mare ha trasformato gli scavi in piscine naturali dalle forme geometriche sorprendenti. In alcuni punti risultano ancora riconoscibili gradini e tagli realizzati dall’uomo.
  • Sassoscritto: tratto caratterizzato da formazioni rocciose irregolari che creano piccoli anfratti e cavità naturali. L’acqua estremamente limpida permette di osservare il fondale già dalla superficie.
  • Cala del Leone: è una delle baie più affascinanti dell’intera zona. Racchiusa tra pareti rocciose e dominata dal Castello Sonnino, alterna ciottoli e sabbia grossolana.
  • Buca dei Corvi: piccola insenatura incastonata tra le rocce che conserva un’atmosfera particolarmente raccolta.
  • Baia della Crepatura:tratto costiero frastagliato che evidenzia la natura geologica della falesia livornese. Le sfumature rossastre della roccia mettono in scena un contrasto spettacolare con il blu del Tirreno.

Dove si trova e come arrivare

Calafuria occupa il settore meridionale del territorio comunale di Livorno, lungo la costa che conduce verso Quercianella. In automobile si raggiunge facilmente percorrendo la Strada Statale 1 Aurelia oppure seguendo la panoramica del Romito, considerata uno degli itinerari costieri più suggestivi della Toscana. Da Livorno bastano circa 15 minuti.

Chi arriva in treno può utilizzare la stazione di Livorno Centrale e proseguire tramite autobus locali diretti verso Antignano e Quercianella. Diversi punti di accesso alla riserva risultano raggiungibili anche in bicicletta grazie alla vicinanza con il centro cittadino.

L’arrivo a Calafuria coincide con una trasformazione del paesaggio: le architetture urbane restano alle spalle, la vegetazione si infittisce e il mare conquista lentamente tutta la scena. Poi compaiono le torri, le scogliere rossastre e quella luce tipica della costa livornese che, soprattutto nelle giornate terse, rende questo angolo di Toscana immediatamente riconoscibile.