10 chilometri dalla costa, 3 secoli indietro nel tempo: benvenuti a Buje, la sentinella dell’Istria

Il pittoresco borgo arroccato su un colle dove la pietra arenaria incontra l'olio extravergine d'oliva e la Malvasia: è l'incantevole Buje

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

6 min di lettura

Chiedi a SiViaggia

Buie, Buje in croato, si fa notare dall’alto della sua collina prima ancora di essere raggiunto. In questa zona, infatti, le strade salgono attraverso un paesaggio morbido, fatto di vigne, uliveti, campi e lembi di bosco, poi la sagoma della cittadina prende forma sopra il verde. A distinguerla sono soprattutto i campanili e le tracce delle antiche fortificazioni, elementi che raccontano subito la sua lunga storia.

La posizione aiuta a capire il carattere di Buje: il territorio si sviluppa tra il fiume Quieto e la Dragogna, corso d’acqua che segna il confine con la Slovenia, mentre la costa dista circa 10 km. Per quanto riguarda la sua storia, i primi insediamenti risalgono all’epoca del bronzo, ma a lasciare veri e propri segni nell’ architettura del borgo è stata, senza dubbio, la presenza veneziana.

Mura, torri, stemmi, un Leone di San Marco e palazzi dalle forme gotiche accompagnano il percorso verso la parte più alta dell’abitato. A tutto questo si aggiunge una vocazione enogastronomica particolarmente forte: attorno si trovano 23 aziende vinicole inserite nella celebre strada del vino del Buiese, mentre gli uliveti alimentano una produzione di olio apprezzata per intensità, profumi e varietà.

Cosa vedere a Buje

Il centro storico di questo borgo della Croazia chiede uno sguardo attento, perché molte delle sue testimonianze sono integrate nella vita quotidiana del villaggio stesso.

La chiesa parrocchiale di San Servolo

Nel punto più importante del nucleo antico sorge la chiesa dedicata a San Servolo, patrono della città. L’edificio attuale presenta forme barocco-classiciste e occupa il sito di precedenti edifici religiosi, tra cui una chiesa romanica e, secondo la tradizione storica locale, un antico tempio romano.

L’interno custodisce sette altari e un organo a una tastiera realizzato nel 1791 da Gaetano Callido, celebre organaro veneziano. Una stele di epoca romana è inoltre incastonata in una delle pareti laterali, particolare che rende ancora più evidente la stratificazione storica del luogo.

Il campanile di San Servolo

Accanto alla parrocchiale si alza uno dei campanili più alti dell’Istria. La torre risale al XV secolo ed è separata dalla chiesa, secondo una soluzione architettonica diffusa in molti centri storici dell’area.

Il campanile è impreziosito dal Leone di San Marco, datato 1480, e da diversi stemmi. Il vero spettacolo arriva però dall’alto, con un panorama che abbraccia i paesaggi della regione e, in condizioni favorevoli, permette di distinguere territori appartenenti a Croazia, Slovenia, Italia e Austria.

La chiesa di Santa Maria della Misericordia

Scendendo verso Piazza della Libertà compare la chiesa di Santa Maria della Misericordia, struttura del XV secolo legata a una storia curiosa: secondo la tradizione, una statua della Beata Vergine venne portata da Venezia da un abitante facoltoso e lasciata davanti alla porta della città durante la notte.

Chiesa di Santa Maria della Misericordia, Buje
iStock
La facciata della Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Al mattino la statua risultò impossibile da spostare, e quindi la soluzione fu costruire attorno a essa una chiesa. All’interno si trova una pregevole statua lignea della Madre della Misericordia, considerata tra le più belle dell’Istria.

La torre di San Martino e le mura

La cinta medievale venne rinnovata tra XV e XVII secolo e ancora oggi accompagna il profilo del centro storico. La torre di San Martino rappresenta una delle parti meglio conservate delle antiche mura cittadine. Attorno alle fortificazioni si sviluppa una trama di vicoli lastricati, architetture storiche e scorci improvvisi sul paesaggio istriano.

Il Museo etnografico

Negli ambienti addossati alle mura seicentesche trova spazio il Museo etnografico, ospitato in uno storico edificio affacciato sulla piazza principale.

La collezione raccoglie oggetti dell’artigianato e della cultura popolare del Buiese. Particolarmente suggestiva è la ricostruzione di una vecchia abitazione istriana, completa di cucina e camera da letto.

Le strade del vino e dell’olio

Fuori dal centro storico sono le colline a diventare protagoniste, con le vigne che si alternano agli ulivi formando uno dei paesaggi agricoli più caratteristici di questa zona del Paese.

La strada del vino riunisce 23 produttori rinomati, con malvasie fresche e fruttate, terrani intensi e altre varietà locali. Accanto al vino, come già accennato, corre la tradizione dell’olio d’oliva.

Cosa fare a Buje

Dopo aver osservato pietre, torri e campanili, il territorio invita a spostare l’attenzione sulla tavola. Il Buiese ha una personalità gastronomica costruita attorno a vino, olio, tartufi, salumi, selvaggina e prodotti stagionali.

  • Degustare i vini locali: per conoscere le cantine del territorio attraverso la malvasia, il terrano e altre varietà istriane, spesso direttamente presso i produttori.
  • Seguire la strada dell’olio: porta tra gli uliveti e nelle aziende agricole familiari, con assaggi dedicati a un prodotto centrale nella cultura gastronomica locale.
  • Assaggiare le specialità istriane: significa incontrare prosciutto crudo, pancetta, pasta fatta in casa, tartufi, selvaggina e piatti legati alla tradizione contadina.
  • Scoprire la birra artigianale San Servolo: aggiunge una parentesi più contemporanea al viaggio, tra birra prodotta localmente, piatti alla griglia e focaccia alla birra.
  • Raggiungere Momiano: borgo dal passato medievale con un celebre castello, immerso nel paesaggio viticolo dell’Istria nordoccidentale.
  • Percorrere gli itinerari ciclistici: tra vigne e uliveti seguendo una rete di percorsi legata alla vocazione rurale della zona.
  • Visitare le grotte dell’area: regala una prospettiva completamente diversa sul territorio. La grotta Baredine scende nel sottosuolo per circa 132 metri e presenta un percorso turistico di quasi 300 metri, mentre Mramornica è conosciuta per la varietà cromatica delle sue concrezioni e per una stalagmite lunga 13 metri.
  • Vivere la Festa dell’uva: porta nel centro un’atmosfera più vivace durante settembre, tra degustazioni, giochi, balli e concerti.

Dove si trova e come arrivare

Il borgo di Buje si trova nell’Istria settentrionale, circa 10 km dal mare, tra il fiume Quieto e la Dragogna. La cittadina sorge sulla sommità di una collina e il centro storico occupa la parte più alta dell’abitato. L’auto rappresenta una soluzione pratica per esplorare il territorio, soprattutto per collegare Buje ai borghi medievali e alle aziende agricole disseminate sulle colline. Anche la bicicletta permette di seguire il paesaggio rurale attraverso strade e percorsi tra vigneti e uliveti.

La posizione rende il paesino una base interessante per conoscere l’Istria del Nord. Momiano, Grisignana e Piemonte d’Istria si trovano nei dintorni, mentre verso la costa si raggiungono le località balneari e l’area di Canegra.

Quando la luce inizia a calare, il centro storico assume un aspetto ancora più particolare: le pietre delle viuzze si scaldano di colore, le torri emergono sopra i tetti e la campagna intorno alla collina si allunga verso il mare. La città resta piccola, raccolta e profondamente istriana, ma il paesaggio che la circonda sembra molto più grande di lei.