Basilicata, un itinerario tra Paleolitico e Neolitico

Tra i Sassi di Matera, una delle città più antiche del mondo

La Basilicata vanta una storia molto antica, che ha lasciato tracce di un passato molto lontano e che si possono vedere ancora oggi sparse per tutto il territorio. Si tratta soprattutto di opere risalenti al periodo Paleolitico e Neolitico. Con questi termini si intendono due distinti periodi dell’Età della Pietra, e più precisamente il primo e l’ultimo.

Nel primo periodo la zona era abitata da un nostro progenitore, l’Homo Habilis. Egli aveva una postura eretta ed era in grado di costruire punte e lance per cacciare gli animali. Nella zona di Matera, sono stati ritrovati alcuni teschi di questo esemplare di ominide e di quello venuto in epoca successiva, l’Homo Erectus. Questi resti risalgono al Paleolitico Inferiore, cioè a circa settecentomila anni fa. L’area a quel tempo era molto diversa da come la vediamo oggi, soprattutto per la diversità della flora e della fauna. Qui vivevano le tigri con i denti a sciabola, ormai estinte, gli ippopotami, i rinoceronti e gli elefanti, oltre a orsi e cervidi.

Di questo periodo sono stati ritrovati, sempre nei pressi di Matera, alcuni rudimentali strumenti ricavati dalla scheggiatura di particolari pietre, come l’ossidiana, molto resistente. Nella Grotta di Tuppo dei Sassi si possono ammirare tutt’oggi alcune pitture rupestri rappresentanti scene di vita quotidiana dell’epoca.

Durante il periodo Neolitico si diffusero la tessitura e la ceramica incisa a crudo. Anche se le dimore principali dei nostri antenati erano da sempre le grotte, in questo periodo iniziano a fare la loro comparsa i villaggi trincerati, soprattutto nella zona della Murgia e nel Murgia. Si trattava di piccole capanne protette da profondi fossati, al cui interno sono state ritrovate frecce, asce e giavellotti con la punta di pietra lavorata.

In Basilicata sono stati ritrovati centinaia di manufatti in pietra, resti di ossa di animali lavorati, vasi di argilla, di ceramica e sepolture. Alcuni di questi ritrovamenti testimoniano il passaggio da cacciatori a raccoglitori e agricoltori. Alcuni dei reperti possono essere ammirati al Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola a Matera, il più antico museo di tutta la Basilicata. Fu fondato nel 1911 grazie alla donazione della ricca collezione di reperti che Ridola aveva completato nel corso di anni di scavi e ricerche sul territorio.

Immagini: Depositphotos

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