Scoprire Oslo con lo slittino

Oslo in inverno si imbianca e ghiaccia riempiendosi di vita

Rintanata all’imboccatura di un profondo fiordo, circondata dall’immensa foresta della Marka, Oslo in inverno si imbianca e ghiaccia riempiendosi di vita. La città si sveglia presto. Il cuore del divertimento è Holmenkollen, la collina poco a Nord: oltre 2600 km di piste per lo sci da fondo, di cui 90 km illuminati fino a sera per scendere in un’atmosfera da sogno. Gli impianti furono aperti per i Giochi Olimpici invernali del 1952 e da allora sono un punto di riferimento per le discipline sciistiche norvegesi. Nella torre del trampolino (il salto è una gara molto seguita e amata dagli abitanti di Oslo) si trova un Museo dello sci ricco di curiosità, mentre dalla cima si gode una vista spettacolare che dalla città si allarga su tutto il fiordo.

Si scende lungo le piste disseminate di piccole casette e chalet di legno dove bere qualcosa di caldo o assaggiare ciambelle alla cannella. Per lanciarsi in una corsa sullo slittino la pista ideale è quella di Korketrekkeren, raggiungibile in metropolitana. Due chilometri dalla collina di Frognerseteren a Midtstuen, tracciati ai primi del Novecento, per 255 metri di discesa da fare in velocità, col freddo che pizzica il viso. È adatta a tutti e ci si impiegano circa 10 minuti, dopo di che di può riprendere la metro per risalire e rifare un’altra discesa proprio tra quei boschi che le leggende raccontano essere popolate di creature mitiche e straordinarie. Come i Troll, alcuni pietrificati e confusi con le rocce, gli Haugefolket o i Tusser, entrambe creature sotterranee o le Hudrefolk, fate delle montagne e delle foreste. Alcune storie raccontano di uomini spariti nei boschi, vittima di qualche incantesimo altre di persone tornate per raccontare di mondi magici.

Per pattinare si può andare alla pista di Narvisen, in pieno centro proprio vicino al Parlamento. Anche qui non mancano i chioschetti di cioccolate e caffè caldissimi, l’ideale per scaldarsi le mani, panini, hot dog, caramelle, biscotti di pan pepato e i lussekatter, tipici dolcetti da gustare a S. Lucia preparati con lo zafferano e l’uvetta. Sotto Natale la tradizione a tavola celebra anche il Lutefisk, un corroborante piatto di stoccafisso le cui origini i norvegesi fanno risalire orgogliosamente ai vichinghi e la cui laboriosa preparazione inizia a novembre e le Pinnekjøtt, gustose costolette di agnello affumicate e poi cotte al vapore. Sempre in centro città c’è il meraviglioso parco di Vigeland: un vero e proprio museo all’aperto con prati, fontane e una sfilata di statue, ben 192 (opera di Gustav Vigeland, da cui il nome del parco). Rappresentano le tappe della vita dell’uomo ma in inverno sembrano bambini che ridono per la neve, famigliole che si abbracciano, anziani curvi per proteggersi dal freddo.

I mezzi di trasporto sono un modello di efficienza, ma volendo il centro si può girare a piedi perché tutto è a portata di mano. Dalla via principale Karl Jonas Gate – che a dicembre è tutta illuminata per il Festival della Luce – che lo attraversa fino al Palazzo Reale si possono raggiungere lo Stortinget, ossia il Palazzo del Parlamento, la Fortezza di Akershus, che domina il lungomare ed è una delle principali attrazioni, il porto Aker Brygge, un ex sito industriale oggi risistemato e zeppo di negozietti e ristorantini (c’è anche un centro commerciale), il Radhuset (il Municipio) nella cui piazza si tiene il tradizionale mercatino di Natale con specialità gastronomiche, dolcetti, decorazioni per l’albero e artigianato locale.

Dal lungomare parte il traghetto per Bygdoy, la penisola in cui sono concentrati i moltissimi musei, circa una cinquantina. Da non perdere: il Museo Munch dedicato alla vita dell’artista; il Museo Ibsen, in quella che fu la sua ultima casa; il Norks Flokmuseum (Museo del Folklore Norvegese) anche lui con un mercatino natalizio in cui trovare idee regalo, stoffe, caldi e maglioni, sciarpe e guanti di lana e un parco puntellato di tipiche casette in legno, fattorie e persone in costume che spiegano usanze e tradizioni e infine il Vikingskipshuset, ossia il Museo delle Navi Vichinghe, dove sono conservate tre bellissime imbarcazioni e un slitte di legno di quasi tremila anni fa.

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