Viaggio nel Bhutan: cosa vedere assolutamente

Il Bhutan è un Paese situato tra India e Tibet ribattezzato "Paese della Felicità": ecco cosa non deve mancare nella tua lista di cose da vedere

Il Bhutan è un luogo che ispira magia e spiritualità ed è in grado di evocare in un istante misteri, natura incontaminata e pura avventura. Nella mente di ogni viaggiatore questo paese situato tra India e Tibet alle pendici dell’imponente catena dell’Himalaya è una vera e propria icona, un luogo fuori dal tempo da esplorare a cuore aperto almeno una volta nella vita. Si tratta di uno stato estremamente particolare, ricco di delicati contrasti.

Un paese dove il rispetto delle tradizioni è alla base della vita dei suoi abitanti e dove televisione e radio, potenziali fonti di contaminazione del bagaglio culturale, sono state solo di recente introdotte, ma in cui la famiglia reale comunica attraverso il profilo Instagram della sua giovanissima regina Jetsun Pema Wangchuck. Un territorio piacevolmente sospeso tra passato e presente e legato a doppio filo alla pratica del Buddismo ed alla devozione spirituale, che permea anche vita politica ed economica.

Organizzare un viaggio in Bhutan: come arrivare e documenti necessari

Il modo più comodo di entrare nei confini del Bhutan è tramite i voli della compagnia di bandiera Druk Air, che partono generalmente da Bangkok o Katmandu ed atterrano nell’unico aeroporto del paese, a Paro. E’ possibile raggiungerlo anche via terra, attraverso i due cammini che partono dall’India ed entrano in Bhutan uno dal lato est ed uno dal lato ovest. Un aspetto estremamente importante di cui tenere conto nella pianificazione di un tour del Bhutan è la richiesta del visto di ingresso: allo scopo di preservare il paese dall’assalto dei turisti, il governo bhutanese ha introdotto anche un visto tra i più onerosi al mondo, che costa ben 250 $ al giorno.

Una crescita improntata sulla felicità

Si sente spesso parlare del Bhutan è come “il Paese più felice al mondo”: la ragione risiede nel fatto che nel corso degli anni ‘70 il sovrano Jigme Singye Wangchuck introdusse un importante concetto, quello della massimizzazione della Felicità Interna Lorda, e lo pose alla base di ogni sua scelta economica e politica. La crescita umana, la conservazione dell’ambiente, lo sviluppo equo e la protezione del patrimonio culturale sono obiettivi considerati sacri ed alla base della governance. Una scelta coraggiosa e decisamente illuminata.

Cosa vedere in Bhutan

La gran parte del paese si trova su rilievi che superano senza sforzo i 3000 metri di quota, con picchi che sfiorano i 7000. Il Bhutan è solcato da profonde vallate e grandi fiumi ed è punteggiato da templi e villaggi incredibilmente pittoreschi. Tra un borgo e l’altro, natura incontaminata ed allevamenti di yak. Un viaggio in Bhutan non può che iniziare dalla sua capitale, Thimphu. È famosa per essere la sola capitale al mondo senza semafori: introdotti a titolo di esperimento sono stati ritenuti troppo impersonali dai suoi abitanti che continuano a preferire i gesti dei vigili locali che dirigono il traffico in guanti bianchi.

Tra monumenti più rappresentativi di Thimphu e dello stile architettonico bhutanese, sono il Tashichoedzong, monastero buddhista e fortezza nella periferia nord della città ed il moderno monastero Drubthob Goemba anche noto come monastero di Zilluka. Celebri sono anche il monastero del Tango e quello di Chagri ed il Palazzo Dechencholing, dove nacque nel 1955 l’attuale sovrano. È un must fermarsi a Thimpu per avere un assaggio del lento scorrere della vita locale e chiacchierare con i monaci all’interno dei monasteri, sempre aperti a costruttivi confronti con gli stranieri in visita. Punakha è invece l’antica capitale del Bhutan ed suo dzong, il Punakha Dzong, è tra i più belli dell’intero paese.

L’imponente edificio si trova su un isolotto alla confluenza dei fiumi Pho Chhu e Mo Chhu, e come gli altri dzong del paese rappresenta una costruzione tipicamente votata a centro religioso, amministrativo, militare e sociale. Racchiude al suo interno stupefacenti cortili, statue, templi e raffigurazioni spirituali. È proprio a Punakha che ogni anno si svolge uno dei festival più importanti del Bhutan, il Punakha Tshechu Festival: questa festività religiosa tinge la città di folklore e la anima di un mix travolgente di musiche popolari e testi sacri del Buddismo. I monaci indossano in quest’occasione maschere tradizionali molto colorate e ballano creando coreografie delle più impressionanti ed emozionanti che si possa avere la fortuna di osservare.

Poco distante dallo dzong si trova un ponte sospeso lungo quasi 250 metri che attraversa il corso del fiume, luogo perfetto per godersi la pace e la serenità della natura che circonda la cittadina di Punakha. Tra Phunaka a Thimpu si trova invece il Dochula Pass, un tipico passo himalayano disseminato di cipressi avvolti dalla foschia e bandiere votive colorate, i cui mantra svolazzano placidi al vento e diffondono un forte misticismo nell’aria.

Una perla davvero allegra e pittoresca del Bhutan è Paro. Il suo edificio più famoso è l’antico Rinpung Dzong, risalente al XVII secolo, ed è affascinante gironzolare per le vie del paese mescolandosi tra i locali e curiosare tra le bancarelle del mercato, magari assaggiando la gustosa carne di yak che i venditori espongono con fierezza. Infine, è d’obbligo includere in un tour del Bhutan una tappa al monastero di Taktsang, il cui nome in lingua locale significa “il nido della tigre”.

Secondo la leggenda il monastero fu fondato da Guru Rinpoche, colui che portò il Buddismo in Bhutan, ed è considerato il luogo più sacro di tutto il paese: si dice che Rimpoche restò in questo nido difficilmente accessibile in compagnia di una tigre per svariati mesi, concentrato su preghiera e meditazione. Il tempio, situato ad oltre 3000 metri di quota, è raggiungibile solamente a piedi, ed è uno straordinario esempio delle atmosfere mistiche e trascendentali del Bhutan, immerse in scenari naturali mozzafiato.

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