Valle dei Sette Laghi, il grande anfiteatro d’acqua e roccia nel cuore delle Alpi Giulie

Un viaggio a piedi tra altipiani calcari, specchi d'acqua glaciali e rifugi di pietra incastonati nel Parco Nazionale sloveno, perfetto per chi cerca la montagna vera

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

6 min di lettura

Chiedi a SiViaggia

Il calcare bianco brilla sotto la luce del mattino, spezzato soltanto dalle chiazze d’erba dorata e dal blu profondo degli specchi d’acqua. La Valle dei Sette Laghi, chiamata in lingua locale Dolina Triglavskih Jezer oppure Valle dei Laghi del Triglav, incide il cuore carsico delle Alpi Giulie, in Slovenia.

Si sviluppa tra il lago di Bohinj, sul versante orientale, e la zona di Trenta, verso la valle dell’Isonzo, sotto le grandi montagne del massiccio del Triglav. Il nome, però, può trarre in inganno: i laghi permanenti sono 7, ma sono accompagnati da alcuni piccoli bacini che possono comparire o scomparire secondo le condizioni dell’acqua.

In basso ci sono boschi di abete rosso e larice, poi la roccia prende spazio fino a trasformare la valle in una successione di conche, lastre calcaree, ghiaioni e pareti. In mezzo a tutto questo, l’acqua assume tonalità diverse. Nero, verde, bruno, azzurro e acquamarina sono diventati parte della geografia stessa della valle.

Origine, formazione e leggende della Valle dei Sette Laghi

La forma attuale della valle nasce da una lunga storia geologica. Antichi ghiacciai hanno scavato le conche nelle rocce delle Alpi Giulie, lasciando depressioni successivamente occupate dall’acqua. Oggi abbiamo una sequenza di bacini distribuiti lungo un ambiente carsico d’alta montagna, con altitudini che salgono da circa 1.300 metri fino a oltre 2.000 metri.

L’acqua penetra facilmente nelle fratture del terreno e alimenta una rete sotterranea che rende particolarmente delicato l’equilibrio idrico della zona. Il paesaggio in superficie racconta quindi soltanto una parte della storia: sotto i piedi continua un sistema di circolazione tipico degli ambienti carsici.

Il lago più basso della sequenza è il Črno jezero, il Lago Nero, a circa 1.319 metri. Il colore scuro dipende dalla posizione del bacino e dall’ambiente boscoso che lo circonda. Più in alto compare il Dvojno jezero, il Lago Doppio, formato da due bacini vicini. Poi arriva il grande protagonista della valle, il Jezero v Ledvicah, conosciuto anche come Veliko jezero o Lago Grande. Ledvica significa rene in sloveno e il nome richiama la sua caratteristica forma allungata.

Jezero v Ledvicah, Slovenia
iStock
Il meraviglioso Jezero v Ledvicah

Salendo ancora si incontrano lo Zeleno jezero, il Lago Verde, chiamato così per le intense tonalità verdastre dell’acqua, e il Rjavo jezero, il Lago Bruno. A quote maggiori si trovano il Jezero pod Vršacem, noto anche come Lago sotto Vršac, e altri piccoli bacini che completano il sistema.

Una particolarità riguarda proprio il Jezero pod Vršacem. Le sue acque appartengono al bacino idrografico dell’Isonzo, mentre altri laghi della valle alimentano sistemi legati al versante della Sava. Nel Parco nazionale del Triglav passa infatti una importante linea spartiacque europea.

La storia naturale si intreccia con quella fantastica: le Alpi Giulie sono il regno di Zlatorog, il Camoscio dalle Corna d’Oro della tradizione slovena. Secondo la leggenda, l’animale possedeva corna d’oro in grado di indicare la strada verso un immenso tesoro nascosto tra le montagne. Un giovane cacciatore della valle di Trenta, accecato dalla passione e dalla brama di ricchezza, gli sparò. Dal sangue di Zlatorog nacquero i fiori del Triglav, capaci di restituire forza all’animale.

La vicenda, però, termina in modo drammatico: Zlatorog si vendica del cacciatore e distrugge il proprio regno montano. Il tesoro resta nascosto tra le cime. Ancora oggi la leggenda appartiene profondamente all’identità delle Alpi Giulie e aggiunge alla Valle dei Sette Laghi una dimensione quasi fiabesca.

La visita tra laghi, rifugi e paesaggi d’alta quota

La Valle dei Sette Laghi richiede una vera escursione alpina. Il percorso classico parte dalla zona del lago di Bohinj e affronta la parete di Komarča, un tratto ripido che porta rapidamente verso quote superiori. Superata Komarča, il terreno diventa più aperto e la roccia assume forme irregolari. Piccole cavità, lastre calcaree e depressioni raccontano la presenza antica dei ghiacci.

Il primo grande appuntamento è il Črno jezero, con il contrasto tra l’acqua scura, il verde degli abeti e le pareti calcaree che rende questo lago particolarmente suggestivo. Il Dvojno jezero offre un’atmosfera diversa. La presenza del rifugio rende la zona un punto naturale di pausa per chi affronta un itinerario di più giorni.

Il Veliko jezero, o Ledvica, merita una sosta più lunga. La forma a rene è evidente soprattutto dall’alto e le sue acque possono riflettere le montagne circostanti nelle ore più calme. Salendo verso le quote maggiori, la vegetazione lascia spazio al paesaggio carsico. Il terreno diventa quasi lunare e il colore della pietra domina la scena. Zeleno jezero aggiunge una pennellata verde intenso, mentre i bacini superiori regalano un ambiente più austero.

Per una visita completa serve preparazione fisica: i percorsi presentano dislivelli importanti, tratti rocciosi e tempi di percorrenza da giornata intera. La stagione escursionistica più favorevole va indicativamente da luglio a settembre, mentre primavera e autunno richiedono maggiore attenzione alle condizioni del terreno e della neve.

I rifugi costituiscono una parte importante dell’esperienza. La Koča pri Triglavskih jezerih si trova accanto al Dvojno jezero, mentre la Zasavska koča na Prehodavcih sorge più in alto, presso la zona dei Prehodavci. La balneazione nei laghi alpini è vietata e il campeggio libero è escluso. Il Parco nazionale protegge inoltre sorgenti, laghi, corsi l’acqua e habitat particolarmente fragili.

L’attenzione verso l’ambiente si percepisce anche nel silenzio: basta fermarsi qualche minuto presso un lago per distinguere il vento tra gli alberi, il rumore dell’acqua e i richiami degli animali.

Dove si trova e come arrivare

L’incantevole Valle dei Sette Laghi si trova nella parte centrale del Parco nazionale del Triglav, tra il lago di Bohinj e la Val Trenta. Per chi visita la Slovenia, il riferimento più pratico sul versante orientale è Bohinj, raggiungibile da Bled e collegato alla rete di trasporto pubblico.

L’accesso classico parte dalla zona di Ukanc e sale verso Komarča. È un itinerario impegnativo, adatto a escursionisti allenati, con una salita ripida nella prima parte e un successivo sviluppo attraverso la valle. Un’alternativa parte da Planina Blato o dalla zona di Vogar, tramite un percorso che attraversa antichi pascoli alpini e offre un approccio più graduale alla zona dei laghi.

Un terzo accesso arriva dalla Val Trenta, attraverso i Prehodavci. Si tratta di un itinerario più alpino, adatto soprattutto a escursionisti esperti e a chi desidera inserire la Valle dei Sette Laghi in una traversata più lunga. Per chi arriva dall’Italia, il versante occidentale delle Alpi Giulie mette a disposizione un collegamento naturale con la Slovenia attraverso il territorio dell’Isonzo.