Crespi d’Adda da scoprire in bicicletta: gli itinerari

Dal villaggio operaio Patrimonio Unesco in provincia di Bergamo si diramano splendidi percorsi tra storia, cultura e natura

Crespi d’Adda è considerata “la città ideale” del lavoro operaio. Fu realizzata tra Ottocento e Novecento dalla famiglia Crespi per l’industria del settore tessile cotoniero. Nel 1995 è stata inserita tra i siti Patrimonio dell’Unesco in quanto “Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa”.

In provincia di Bergamo, è uno dei luoghi più interessante da visitare in giornata per una gita fuoriporta, non lontano dalle principali città del Nord Italia.

Crespi d’Adda è anche un punto di partenza per organizzare escursioni in bicicletta andando alla scoperta dei dintorni del villaggio operaio e di altri siti industriali, ma anche di alcuni  testori nascosti.

Vi sono itinerari lungo il fiume Adda particolarmente affascinanti, da percorrere a piedi o sulla due ruote. Lungo la via Alzaia si risale il fiume lungo un percorso sterrato che giunge fino a Lecco. Lungo il percorso si arriva a Trezzo, dove si trovano la centrale idroelettrica Crespi-Taccani (oggi di proprietà dell’Enel) e i ruderi del castello medievale dei Visconti di Milano.

Tra Cornate e Paderno d’Adda si incontrano anche le centrali idroelettriche della Edison e il Naviglio di Paderno, oggi divenuto, insieme alle conche di navigazione e a tutte le opere idrauliche di quel tratto di fiume, l’Ecomuseo Adda di Leonardo.

E a Da Vinci è dedicato il traghetto di Imbersago, in provincia di Lecco. Il Traghetto di Leonardo è un particolare tipo di traghetto a mano, che prende il nome proprio dal suo (presunto) inventore e che è tuttora funzionante. Collega i moli di Imbersago e di Villa d’Adda.

Crespi d’Adda è raggiungibile anche da Milano partendo dal Naviglio Martesana detto anche Naviglio Piccolo, all’altezza di Cassina de’ Pomm. Risalento il corso d’acqua si raggiunge Vaprio d’Adda, restando tra l’Adda e il Martesana. A Vaprio imperdibile è la visita alla Villa Melzi, dove soggiornò anche Leonardo, e lo stabilimento ex Visconti di Modrone. E poi, su fino al villaggio di Crespi. Anche l’ex abitato industriale può essere girato in bicicletta. Le domeniche e nei giorni festivi Crespi d’Adda è Zona a Traffico Limitato, eccetto per i residenti (perché qualcuno ci vive ancora).

Crespi d’Adda è un luogo fuori dal tempo. Un microcosmo dove tutto è stato studiato affinché funzionasse alla perfezione e costruito secondo il principio per cui le cose utili potevano essere anche belle ed è un viaggio dentro un’aspirazione industriale, quella di Crespi, e alle origini di un’utopia.

Si possono visitare la casa padronale dei Crespi, quelle dei dirigent, degli impiegati e dei capireparto, ma anche quelle del medico e del parroco del villaggio e le case operaie. Girando per Crespi si incontrano anche il dopolavoro (ricavato nell’ex albergo), l’ospedale, la scuola, il campo sportivo, il lavatoio i bagni pubblici e anche il cimitero.

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Il villaggio operaio di Crespi d’Adda @123rf

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