Alta Valtaro, una perla verde tra Liguria e Toscana

È uno dei gioielli naturalistici meglio custoditi d'Italia, ma ancora troppo poco conosciuto

Al confine tra la Liguria e la Toscana, c’è uno dei gioielli naturalistici meglio custoditi d’Italia. È l’Alta Valtaro, in provincia di Parma. Punteggiata e delimitata dai Comuni di Albareto, patria del fungo porcino, Bedonia, famoso per le antiche botteghe artigiane, Borgotaro, che è un po’ la Capitale dell’Alta Valtaro, Compiano, con il suo castello, e Tornolo, a poca distanza dal quale passa l’antica strada Romana, la Via Claudia, è una valle ricca di percorsi naturalistrici, meno noti rispetto alle più blasonate zone montane del nostro Paese.

A voler quantificare i chilometri di sentieri che attraversano la valle, si rischia di ricominciare ogni volta il conto. Chi abita da queste parti ha preso l’abitudine di roteare la mano, a indicare che ce ne sono centinaia, tra quelli di montagna, che si spingono ai confini regionali, e quelli che portano sul terreno le tracce profonde delle mountain bike o il leggerissimo indizio di tranquille passeggiate lungo il Fiume Taro.

A giudicare dai numerosi servizi di noleggio (anche di e-bike) e dalle proposte di escursione guidata a cura di autentici esperti del sellino, gli amanti delle due ruote e i maniaci del ciclismo sono i benvenuti.

Compiano-valtaro

Il borgo di Compiano @Nemesia Studio

Chi preferisce spostarsi a piedi, affidandosi ai grandi conoscitori del territorio, non può che rimanere abbagliato di fronte alla varietà di avventure ideate dalle guide trekking di Taro Ceno, che prevedono una proposta particolarmente fitta di itinerari da percorrere. Tra questi, il percorso che porta alla Cascata delle miniere di rame di Santa Maria del Taro oppure gli itinerari che, costeggiando il fiume, si spingono fino alla Diga di Borgotaro o al Groppo di Tornolo, autentica piscina naturale dove rinfrescarsi nel cuore di un panorama verdissimo, avvolgente e incantato.

Albareto

Il paese di Albareto @Nemesia Studio

Attorno a tutto questo, ci sono le imponenti cime del Molinatico, del Pelpi e del Penna, montagne con pareti da scalare per i più arditi, ma anche universi verdi attraversati da sentieri praticabili che si spingono, tra rifugi e chalet, fino a luoghi incantevoli come il Lago Martino, dove vivono i tritoni e volano le libellule, curiosamente dette “depresse” perché blu.

Se sulla vetta del Molinatico rimangono due cippi di Maria Luigia che delimitano il Ducato di Toscana da quello di Parma, nell’Oasi dei Ghirardi – riserva naturale regionale inserita nei Parchi del Ducato – ci sono un centro visite attrezzato e sei sentieri segnati e battuti che si inoltrano in una dimensione magica e inconsueta, dove tutto l’anno si organizzano eventi e incontri per osservare i cervi volanti o imparare a conoscere e rispettare la biodiversità.

Val-Taro

@Turismo Val Taro

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