Yemen, l’isola di Socotra è un paradiso terrestre Patrimonio dell’Umanità

Nei suoi alberi scorre il “sangue di drago”, e la sua natura è straordinaria: l’isola di Socotra è un luogo lontano dalle rotte turistiche, ed è un sogno per chi pratica ecoturismo

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Appartiene allo Yemen, l’isola di Socotra, ma dista 350 chilometri dalle sue coste. È abitata prevalentemente da arabi, con minoranze asiatiche, slave e africane. Ma, soprattutto, il suo arcipelago (di cui fa parte insieme ad altre tre isole) è stato nominato nel 2008 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Il motivo è presto detto: qui, in questo remoto angolo d’Asia vicinissimo al Corno d’Africa, i turisti arrivano al rallentatore, permettendo alla sua biodiversità di piante e d’animali di procedere intatta.

Sull’isola di Socotra non ci sono resort, e i servizi sono spartani (gli hotel sono solamente cinque, ma i viaggiatori che si spingono fino a qui preferiscono le guesthouse o il campeggio sulla spiaggia). Ci sono però i meravigliosi sorrisi dei suoi abitanti, e c’è la natura. Che, a chi ci arriva, offre uno spettacolo che non ha eguali. Per secoli, la sua storia è stata avvolta dal mistero. La citava Virgilio, la conoscevano i Greci, la ricordò Marco Polo. Nel 1834 fu occupata dalla Gran Bretagna ma solo nel 1990, quando lo Yemen raggiunse l’indipendenza, il suo nome cominciò a circolare. A lungo vittima di una leggenda (nell’antichità, marinai e pescatori pensavano che i suoi abitanti fossero in grado di piegare i venti per far affondare le imbarcazioni, ma in realtà si trattava solamente dei forti monsoni che – tuttora – rendono l’approdo difficile in diversi periodi dell’anno), è la meta perfetta per chi vuole vivere una vera esperienza di ecoturismo. Sull’isola di Socotra vivono ad oggi 825 specie di piante, di cui il 37% si trova solamente qui. Tra queste, la più scenografica e conosciuta è la Dracaena Cinnabari. La sua forma è spettacolare, somiglia ad un grande ombrello aperto verso il cielo. Ma, dietro la sua fama, vi è soprattutto quella resina rossa detta “sangue di drago”, in passato usata come colorante e come incenso e oggi impiegata dagli abitanti del luogo per curare ferite, eczemi, infezioni gastro-intestinali e malattie delle vie respiratorie. Ci sono poi 192 specie di uccelli, 235 di coralli, 730 di pesci e 300 tra gamberi, granchi e aragoste.

Ma come si arriva all’isola di Socotra? È necessario appoggiarsi a tour operator specializzati, poiché ottenere un permesso per visitare lo Yemen può essere difficoltosa e trovare un volo per arrivare sull’isola ancora di più. Per arrivare in Yemen, si può volare con la Turkish Airlines (con scalo a Istanbul) o con la Yemen Airways (con scalo a Francoforte). Dalla capitale, San’a, si prende un volo – operato dalla Yemenia o dalla Felix Airways – che porta a destinazione in due ore. Una volta qui, ci si può spostare in autobus oppure noleggiare una jeep 4×4: vi è solamente una strada asfaltata che attraversa tutta l’isola.

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