A Roma, probabilmente, succede molto più spesso che in altre località del mondo: ci sono talmente tante meraviglie che, alle volte, alcune di queste passano quasi del tutto inosservate. Lasciando il flusso continuo di Piazza di Spagna per salire verso Trinità dei Monti, per poi infilarsi in vie più raccolte, si arriva tra Via Sistina e Via Gregoriana, dove appare uno degli edifici più eccentrici dell’intero centro storico. Si chiama Palazzo Zuccari, anche se quasi tutti i romani lo indicano con un altro nome, molto più evocativo e decisamente più diretto: la Casa dei Mostri.
Perché lo soprannominano così? La risposta, in realtà, arriva senza bisogno di troppe spiegazioni, in quanto basta osservare la facciata che guarda Via Gregoriana. Lì c’è un enorme portale scolpito nella forma di una bocca spalancata, con labbra di travertino, arcate che sembrano zigomi e finestre laterali trasformate in volti inquieti. In una città dominata da equilibrio rinascimentale, prospettive misurate e facciate armoniose, questo edificio sceglie un’altra lingua preferendo il colpo di scena.
Il fatto ancora più curioso è che il quartiere attorno conserva la compostezza aristocratica del rione Campo Marzio. Uno scenario estremamente raffinato, quindi, ma dove Palazzo Zuccari opta per l’eccesso, la fantasia e l’invenzione pura. Ed è proprio qui che comincia il suo fascino.
Indice
Breve storia di Palazzo Zuccari
Per capire questo sorprendente edificio di Roma bisogna tornare intorno al 1590, quando la Città Eterna viveva una stagione artistica straordinaria, alimentata da cantieri religiosi, committenze nobiliari, trasformazioni urbane e grandi famiglie in cerca di prestigio. In quel contesto arrivò l’idea di Federico Zuccari, pittore e intellettuale molto lontano dallo stereotipo dell’artista silenzioso. L’uomo acquistò un terreno sopra gli antichi giardini di Lucullo, una delle aree più prestigiose della Roma classica, e decise di costruivi qualcosa che somigliava alla propria personalità.
Fu così che nacque una dimora privata, uno studio, un luogo destinato alla pittura, alla riflessione e persino agli incontri culturali: un manifesto personale, prima ancora di una casa. La volontà di edificare una facciata mostruosa si deve (probabilmente) a suggestioni già presenti nella cultura manierista, con richiami evidenti al Parco dei Mostri di Bomarzo.
Per entrare bisognava attraversare simbolicamente una bocca infernale, quasi un passaggio iniziatico. Oltre quella soglia, invece, compariva un giardino elegante, con siepi, rose, fontane e piccoli spazi pensati per la contemplazione. In sostanza, aveva dato vita a una provocazione artistica perfettamente riuscita.
Alla morte di Zuccari, nel 1609, il pittore avrebbe voluto trasformare la proprietà in una residenza dedicata agli artisti. Il progetto iniziale prese un’altra strada, anche se in fondo il destino del palazzo finì comunque per rispettare quello spirito. Nel corso del ‘600 e del ‘700 la struttura venne ampliata, sopraelevata e modificata.
Un passaggio decisivo arrivò nel 1702, quando la proprietà fu legata a Maria Casimira Sobieska, regina di Polonia, figura centrale nella vita culturale romana del periodo. Durante la sua permanenza venne incaricato Filippo Juvarra, che realizzò il celebre portico con 6 colonne sul lato di Piazza Trinità dei Monti, introducendo una nota scenografica dal gusto pienamente settecentesco.
Palazzo Zuccari diventò così una tappa del Grand Tour, il lungo viaggio culturale compiuto dai giovani aristocratici europei tra arte, archeologia, letteratura e musica. Qui soggiornarono personalità di primo piano, tra cui Johann Joachim Winckelmann, Jacques-Louis David e Joshua Reynolds. Alla fine di tutto, quindi, il desiderio originario di Federico Zuccari aveva trovato una sua forma concreta.
Come funziona la visita a cosa vedere a Palazzo Zuccari
È praticamente inevitabile affermare che la prima sorpresa arriva già dalla strada. Via Gregoriana possiede una calma rara per il centro di Roma e già questo è impressionate, poi, all’improvviso, compare quel volto di pietra. Avvicinarsi al portale produce ancora un effetto quasi cinematografico, poiché le proporzioni sono studiate per colpire. Il naso funge da chiave di volta, gli occhi dominano la composizione, mentre le sopracciglia diventano architettura.
Oggi quel varco conduce alla Bibliotheca Hertziana, uno dei più importanti centri di ricerca al mondo dedicati alla storia dell’arte italiana. La sua nascita moderna si deve a Henriette Hertz, collezionista e mecenate che acquistò il complesso nel 1904. Fu lei a commissionare un nuovo corpo architettonico al posto dell’antico giardino, ampliando radicalmente la proprietà e creando una biblioteca destinata a studiosi internazionali.
Alla sua morte, nel 1913, il patrimonio librario venne destinato al governo tedesco e divenne il cuore dell’istituto che ancora oggi occupa il palazzo. Dal 2013 il complesso accoglie anche un intervento contemporaneo progettato da Juan Navarro Baldeweg, architetto spagnolo che ha inserito nuovi volumi, passerelle, vuoti verticali, luce naturale e strutture leggere in dialogo con la parte storica.
Le visite ordinarie restano legate soprattutto ad attività accademiche e di ricerca, anche se in diversi periodi dell’anno vengono organizzati tour guidati gratuiti, spesso in occasione di eventi culturali o aperture straordinarie. Chi riesce a entrare scopre sale decorate da Zuccari, soffitti affrescati, ambienti storici sopravvissuti ai secoli e una biblioteca scenografica che unisce pietra antica, vetro, linee contemporanee, scale leggere e prospettive verticali. In poche parole, ci si ritrova al cospetto di uno di quei casi in cui Roma sceglie di raccontare due epoche diverse nello stesso istante.
Dove si trova e come arrivare
Palazzo Zuccari occupa un angolo strategico del centro storico della Capitale, proprio nel punto in cui Via Sistina incontra Via Gregoriana, nella parte alta di Trinità dei Monti. L’accesso più suggestivo parte dopo aver salito la celebra scalinata di Piazza di Spagna, da dove basta proseguire per pochi metri verso sinistra e seguire Via Gregoriana. In meno di 2 minuti compare la facciata “mostruosa”.
Chi arriva con la metropolitana può utilizzare la fermata della Metro A presso Spagna, una delle uscite più comode per raggiungere il palazzo. Da lì, il percorso richiede approssimativamente 5 minuti. Anche una passeggiata dal Pincio rappresenta una scelta eccellente, in quanto il tragitto attraversa terrazze panoramiche, scorci sul centro storico, ville nobiliari e prospettive che accompagnano perfettamente l’incontro finale con la Casa dei Mostri.
Ed è proprio questo il dettaglio che rende Palazzo Zuccari unico: Roma prepara lo sguardo con bellezza classica, ordine, simmetria e luce dorata. Poi, senza alcun tipo di preavviso, spalanca una bocca di pietra nel mezzo della città e ricorda che il genio, molto spesso, preferisce sorprendere.