La Grande Muraglia spagnola nascosta tra le acque turchesi di un canyon dimenticato: Finestres

Una cresta di pietra lunga centinaia di metri taglia il paesaggio dei Prepirenei e affonda nelle acque turchesi del lago di Canelles accanto a un villaggio abbandonato

Foto di Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Tra le strade secondarie della Spagna, ricche di boschi radi, pendii aridi e il senso di trovarsi in una parte del Paese lontano dai grandi itinerari turistici, quasi senza preavviso ci si ritrova al cospetto di una delle formazioni geologiche più insolite della penisola iberica. Due lunghissime pareti calcaree parallele affiorano dal terreno con una precisione sorprendente, disegnando una linea frastagliata che ricorda la sagoma di una fortificazione monumentale. In molti, infatti, la chiamano la “Grande Muraglia di Spagna” oppure la “Muraglia Cinese d’Aragona, ma il suo vero nome, però, è Roques de la Vila, anche se l’espressione più diffusa è Muralla de Finestres (Muraglia di Finestres).

Qualunque definizione si scelga, l’effetto resta identico: davanti agli occhi svetta una barriera naturale che sembra costruita da una mano umana, mentre in realtà rappresenta il risultato di processi geologici iniziati circa 100 milioni di anni fa. Attorno a essa, tra le altre cose, si estende il paesaggio severo del Montsec, catena prepirenaica modellata dall’acqua e dai movimenti della crosta terrestre.

Qui il fiume Noguera Ribagorzana ha inciso vallate profonde per millenni, fino alla realizzazione del bacino artificiale di Canelles negli anni ’60 del ‘900. Quest’ultimo ha inevitabilmente contribuito (e lo fa ancora) a rendere la scena ancora più spettacolare, anche perché qui emergono persino le tracce di una comunità che per secoli ha abitato le montagne e che, dopo la costruzione della diga, ha progressivamente lasciato la zona.

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