Il Canyon di Studlagil in Islanda, con le sue colonne geometriche alte 30 metri (rimaste sommerse per secoli)

Qui è dove la terra si spacca rivelando un segreto custodito per millenni sotto metri di acqua gelida e impetuosa: lo straordinario Canyon di Studlagil

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

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Sapete che esistono tesori che la natura ha deciso di svelare soltanto di recente, quasi volesse premiare chi ha la pazienza di cercarli oltre le rotte turistiche classiche? È il caso del Canyon di Studlagil in Islanda, un monumento geologico rimasto sommerso dalla potenza del fiume Jökla fino a pochi decenni fa. Prima, infatti, gran parte delle sue pareti restava celata dall’impeto del corso d’acqua glaciale, poi il livello si abbassò in seguito agli interventi idroelettrici legati al complesso di Kárahnjúkar, e il canyon emerse con una chiarezza impressionante.

Davanti agli occhi compare una galleria naturale di colonne basaltiche (quasi) perfettamente verticali, ordinate con precisione tale da sembrare scolpite da mani umane. In realtà si tratta del lavoro lentissimo della Terra. Lava incandescente, raffreddamento rapido, fratture regolari ed erosione fluviale che nel corso del tempo hanno creato una sorta di cattedrale minerale.

Caratteristiche del canyon di Studlagil e formazione geologica

Studlagil si presenta con pareti basaltiche che raggiungono circa 30 metri di altezza e che, contemporaneamente, disegnano una gola stretta, sinuosa e dall’equilibrio sorprendentemente armonioso. Il basalto si origina dal raffreddamento della lava: quando la massa fusa perde temperatura con rapidità, tende a fessurarsi in forme poligonali regolari, spesso esagonali.

Nascono così colonne ravvicinate che ricordano canne d’organo, motivo per cui molti osservatori parlano di “organi di pietra”. In Islanda esempi celebri si incontrano anche presso Svartifoss, ma qui la scala del fenomeno e la continuità delle pareti generano un colpo d’occhio totalmente differente.

Per secoli il Jökla trascinò sedimenti glaciali, sabbia e limo colorando l’acqua di marrone lattiginoso. Lo fece con corrente forte e attraversamenti difficili. La valle visse a lungo con questo gigante turbolento e, dopo la realizzazione della centrale idroelettrica di Kárahnjúkavirkjun e del bacino di Hálslón, gran parte delle acque originarie venne deviata tramite lunghi tunnel sotterranei. Il livello del fiume calò di 7-8 metri circa e molte sezioni del canyon divennero visibili.

Quel cambiamento aprì un acceso dibattito nazionale: da una parte energia e sviluppo industriale, dall’altra la perdita di paesaggi storici e habitat naturali. Nonostante tutto, Studlagil rappresenta ancora oggi il volto inatteso di quella trasformazione, ovvero una meraviglia emersa da una ferita territoriale.

Nei mesi estivi, quando afflussi e precipitazioni restano contenuti, il fiume assume spesso tonalità turchesi o verde smeraldo. A fine agosto, con gli sfiori del bacino, l’acqua può tornare più scura e carica di sedimenti. Anche il colore, qui, racconta la storia del territorio. Ah, ricordatevi che in questa magnifica isola l’aria punge pure nei mese che per noi sono tendenzialmente bollenti.

Come visitare e cosa fare tra pareti laviche e sentieri della valle

Il lato orientale di Studlagil regala l’esperienza più intensa: dal parcheggio presso Klaustursel o dall’area successiva oltre il ponte parte il sentiero migliore. Il tracciato è semplice e il dislivello ridotto, mentre il panorama è assolutamente ampio sulla valle. Passo dopo passo il canyon si avvicina e le prime colonne iniziano a spuntare all’orizzonte come mura antiche.

Poi arriva l’angolo giusto, ovvero quello in cui all’improvviso la gola si apre e il contrasto cromatico travolge. Pietra grigio scuro, muschi verdi e acqua lattiginosa o turchese (secondo giornata e stagione), mentre le superfici delle colonne cambiano volto con la luce. Al mattino appaiono fredde e severe, in serata si scaldano di riflessi dorati.

Un tratto consente la discesa verso il bordo dell’acqua tramite rocce irregolari e corde fissate. Serve prudenza assoluta, soprattutto con fondo umido. Una volta in basso, l’impressione è quella di trovarsi dentro una navata naturale. Il suono del fiume rimbalza sulle pareti, il vento si attenua e lo spazio pare stringersi attorno al visitatore. Poco distante merita una sosta Stuðlafoss, cascata meno celebre ma elegantissima, incorniciata anch’essa da colonne basaltiche. Un gioiello laterale che molti superano troppo in fretta (ed è davvero un peccato).

Cascata di Stuðlafoss, Islanda
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La bella Cascata di Stuðlafoss in Islanda

Per chi fotografa, gli orari migliori cadono presto al mattino oppure in tarda serata durante l’estate boreale. La luce obliqua esalta geometrie e texture, mentre la presenza umana si riduce. In pieno giorno, durante l’alta stagione, il sentiero può risultare affollato.

Il lato occidentale mette a disposizione un accesso rapido tramite una piattaforma panoramica raggiungibile con lunga scalinata. Si tratta di una vista pratica per chi dispone di poco tempo, però limitata rispetto alla sponda est, che mostra il tratto più celebre e consente un contatto assai più diretto con il paesaggio.

Dove si trova e come arrivare

L’incredibile Canyon di Studlagil prende vita nell’Islanda orientale, per la precisione nella valle di Jökuldalur, area remota ma collegata bene durante la bella stagione. Il centro principale più vicino è Egilsstaðir, nodo stradale dell’Est, distante circa 1 ora d’auto. Dalla Ring Road, la strada nazionale n. 1, si devia sulla n. 923 nei pressi di Skjödólfsstaðir. Da lì il percorso entra nella valle interna tra prati aperti, colline morbide e fattorie disperse. Il tragitto già vale il viaggio: pecore libere, silenzio quasi totale e traffico minimo.

Per il lato est conviene seguire le indicazioni verso Klaustursel. Alcuni parcheggi risultano a pagamento e in stagione si trovano servizi essenziali. Dal ponte in legno o dalla seconda area di sosta si prosegue a piedi verso il canyon. Il periodo ideale per visitarlo è quello tra giugno e metà agosto. In questa fase dell’anno, infatti, la vegetazione è viva, i sentieri migliori e i colori sono più accesi. In inverno neve, ghiaccio e condizioni mutevoli rendono l’escursione molto più impegnativa.

Studlagil colpisce per un motivo semplice: unisce la precisione della geometria al disordine primordiale dell’Islanda. Sembra progettato, invece nasce dal caos del fuoco e dall’ostinazione dell’acqua. E (forse) è proprio questa contraddizione a renderlo assolutamente indimenticabile.