La straordinaria Isola di Creta, in Grecia, è nota in tutto il mondo per le sue spiagge “immacolate”, porticcioli veneziani, ulivi piegati dal vento e villaggi dipinti di bianco. Questo è davvero risaputo ovunque, ma poi arriva un qualcosa che lascia praticamente a bocca aperta. Parliamo di roccia, acqua gelida, pini profumati e pareti gigantesche. Sono le Gole di Samaria, che tagliano il settore sud-occidentale dell’isola, dentro il massiccio delle Lefká Óri, le Montagne Bianche.
E no, non è un posto da sottovalutare perché rappresenta uno dei canyon più spettacolari del Mediterraneo, dichiarato Parco Nazionale nel 1962 e inserito nella rete UNESCO delle Riserve della Biosfera nel 1981. Numeri impressionanti accompagnano il percorso: lunghezza pari a 16 km, ingresso settentrionale a 1.250 metri di quota e pareti in grado di salire fino a 500 metri sopra il letto del torrente.
Samaria porta addosso pure un’anima storica fortissima. Per secoli, infatti, rappresentò un rifugio strategico durante invasioni straniere e rivolte cretesi. Famiglie intere trovarono protezione tra queste “mura” naturali durante l’occupazione ottomana e sotto il controllo tedesco nella Seconda Guerra Mondiale. Lungo il tragitto, infatti, riaffiorano tracce di vite passate come piccole cappelle bizantine, resti di abitazioni in pietra e sentieri battuti da pastori e mercanti.
Indice
Origine e formazione delle Gole di Samaria
Samaria nacque grazie all’azione continua di un piccolo fiume sceso per millenni tra il Monte Volakias e le Lefká Óri. Acqua, vento e terremoti scolpirono una fenditura gigantesca dentro la montagna cretese. Il tratto simbolo porta il nome di Sideroporta, tradotto spesso “Porte di Ferro”, e qui la distanza tra le pareti scende fino a 3 metri, mentre la roccia sale verticale verso il cielo.
L’intera area custodisce oltre 450 specie vegetali e animali. Tante risultano endemiche di Creta, ma la regina assoluta è la kri kri, la rara capra selvatica locale. Agile, diffidente ed elegantissima, talvolta appare sopra uno sperone roccioso per pochi secondi, per poi sparire tra ginepri e cipressi.
Pure il nome (Samaria) possiede radici antiche: deriva dalla chiesa bizantina di Óssia María, edificata nel 1379. Attorno alla piccola struttura religiosa nacque l’omonimo villaggio, abitato fino alla creazione del parco nazionale. Gli ultimi residenti lasciarono le proprie case negli anni ’60, al punto che oggi restano edifici vuoti, muretti consumati e qualche fico selvatico.
Tra le storie tramandate dagli abitanti della regione è curiosa la leggenda di Chrisomalousa, giovane aristocratica dai capelli dorati entrata nella memoria popolare. Racconti locali parlano di un amore tragico, vendette veneziane e una vita trascorsa tra le mura della chiesa di Óssia María.
Presso Agia Roumeli, tra le altre cose, sorgeva l’antica città di Tarra, importante centro ellenistico e romano. Scavi archeologici hanno riportato alla luce monete, resti di templi e testimonianze bizantine.
Come visitare le Gole di Samaria e cosa vedere
Fin dai primi passi appare chiaro il motivo della fama mondiale di questo luogo della Grecia: Xyloskalo, il punto iniziale, spalanca una scalinata naturale scavata dentro una montagna severa. Questo rappresenta uno dei tratti più impegnativi per ginocchia e caviglie a causa del pietrisco, gradoni irregolari e lunghe discese che richiedono scarpe serie.
Dopo circa 2 km il canyon inizia a stringersi, mentre torrente, oleandri, platani giganteschi e pini creano un paesaggio quasi balcanico. Persino dell’acqua potabile sgorga da varie fontane lungo il percorso, elemento prezioso durante le (numerose) giornate torride. Il cuore emotivo della gola, però, arriva presso il villaggio abbandonato di Samaria con le sue case in pietra chiara, finestre vuote e sentieri silenziosi.
I guardiani del parco utilizzano alcuni edifici, mentre il resto appare fermo nel tempo. Accanto alle abitazioni spunta la chiesa di Óssia María con affreschi consumati e un campanile minuscolo. Più avanti emergono pareti gigantesche che stringono il passaggio fino alle celebri Porte di Ferro. I turisti abbassano spontaneamente la voce davanti a quella fenditura titanica, tanto che a rimbalzare sulle rocce è solo il rumore dell’acqua e delle rondini che sfrecciano sopra la testa.
La primavera rappresenta il periodo più affascinante per via della presenza di fiori selvatici che colorano il sentiero. Poi ci sono i torrenti che scorrono pieni e le temperature che restano gradevoli. L’estate porta invece il caldo feroce tipico della zona, insieme a una luce accecante sulle pietre bianche.
L’intero tragitto richiede mediamente tra le 5 e le 7 ore. Gli ultimi 2 km risultano pianeggianti e conducono verso Agia Roumeli, piccolo villaggio affacciato sul Mar Libico. Infine l’arrivo, che regala una soddisfazione fisica che sale sulla pelle e sulle gambe pesanti, ma sempre con un mare blu intenso davanti agli occhi.
Agia Roumeli vive senza automobili e possiede un’atmosfera semplice. Taverne familiari servono pesce fresco, feta, pomodori dolcissimi e birra ghiacciata. Pochi minuti servono per raggiungere la spiaggia di ciottoli e, dopo ore tra rocce e polvere, l’acqua trasparente del Mar Libico sembra una ricompensa perfetta.

Dove si trova e come arrivare
Le Gole di Samaria occupano il settore sud-occidentale di Creta, nella regione di Chania. L’aeroporto più vicino è proprio quello di Chania, collegato con Atene e varie città europee durante la stagione turistica. Anche la base migliore per l’escursione coincide quasi sempre con Chania, da dove partono autobus KTEL diretti a Omalos nelle prime ore del mattino (il tragitto necessita di circa 1 ora e attraversa villaggi montani, curve strettissime e boschi profumati).
L’ingresso al Parco Nazionale è attivo tra maggio e ottobre, salvo chiusure temporanee legate a piogge intense oppure rischio frane. Raggiunto il termine della gola, sono disponibili dei traghetti che collegano Agia Roumeli con Sougia, Hora Sfakion e Paleochora e, se dobbiamo essere onesti, il battello pomeridiano rappresenta parte integrante dell’esperienza: mare scurissimo, coste verticali e minuscole baie raggiungibili soltanto via acqua.
Parecchi visitatori scelgono pure il noleggio auto. Si tratta di una soluzione pratica, anche se richiede una certa organizzazione logistica. La vettura resta infatti sul lato nord della gola, mentre l’arrivo avviene sul mare. Per tale ragione autobus e traghetti costituiscono l’opzione più semplice.
Samaria lascia addosso stanchezza autentica, polvere sulle caviglie e una strana forma di gratitudine: qui la Creta turistica resta lontana anni luce.