Anche Tokyo ha la sua “Sagrada Família” ed è protagonista di un’impresa incredibile

Tra Tokyo e Barcellona nasce un legame inatteso: Arimaston e Sagrada Familia fanno del cantiere permanente la loro essenza creativa

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Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Se c’è una città frenetica in cui gli edifici spuntano, scompaiono e cambiano nel giro di una generazione quella è sicuramente Tokyo, ma tra tutte le costruzioni una ha tracciato qualcosa mai accaduto prima. L’ Arimaston Building, che è stata soprannominata “la Sagrada Familia giapponese”, non è finita sotto le ruspe ma nel 2025 è stata ricollocata, sollevata (fondamenta incluse) e spostata a circa 10 metri di distanza. La tecnica giapponese chiamata hikiya ha reso questo luogo famoso in tutto il mondo.

Arimaston Building, la Sagrada Familia di Tokyo

L’Arimaston Building risponde all’ossessione dell’architetto Keisuke Oka che da ormai 20 anni costruisce l’edificio lasciando che cambi forma nel tempo. Il risultato è qualcosa di bizzarro e più che un palazzo sembra una scultura dove abitare con tanto di irregolarità, contrasti materici e un’anima che sembra viva. La costruzione è una delle più particolari del quartiere di Mita e con un ritmo tutto suo trasforma il paesaggio di Tokyo.

Il richiamo a Gaudí non nasce da una somiglianza estetica. Le forme sono diverse, i linguaggi lontani. A unire Barcellona e Tokyo è piuttosto il rapporto con il tempo: quello di un’opera che cresce lentamente, attraversa gli anni e rifiuta l’idea di una fine imposta.

Il cantiere diventa così parte dell’architettura, quasi la sua forma più autentica. Non conta soltanto il giorno in cui tutto sarà concluso, ma ogni gesto, ogni aggiunta, ogni trasformazione che continua a dare vita all’edificio. Come se costruire, in fondo, fosse già il traguardo. Oka ha iniziato a lavorare sull’Arimaston nel 2005 e non ha mai smesso.

Il nome giapponese dell’edificio suona quasi inventato e unisce i caratteri di formica, trota e nibbio; pur non avendo un significato ben definito l’idea dell’architetto Oka era quella di evocare il mondo animale lasciando che il nome potesse essere tanto strano quanto l’edificio realizzato.

Quello che colpisce dell’Arimaston non è tanto il risultato quanto il metodo. Oka ha costruito gran parte dell’edificio da solo, mescolando e trasportando il cemento a mano, senza macchinari pesanti né un piano definitivo da rispettare. Nel tempo ha riscritto pezzi di struttura aggiungendone e correggendone mentre il progetto cresceva.

Le irregolarità che caratterizzano le superfici sono studiate così come le curve non simmetriche e le aperture che tagliano la facciata in obliquo. In un’intervista recente lo stesso Oka ha ridimensionato il mito del genio solitario spiegando che la sua immaginazione è limitata e ringrazia le collaborazioni con gli altri che in modo operoso gli hanno permesso di aprire nuove porte.

Arimaston Building, la vista dall'esterno
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Il legame tra Arimaston Building e la Sagrada Familia

Dove si trova e come raggiungerla

L’Arimaston Building si trova nel quartiere di Mita a Tokyo, in un’area piena di edifici e vita nella zona di Minato. Per poter raggiungere e vedere dal vivo la “Sagrada Familia” giapponese bisogna prendere come riferimento la stazione di Mita dove si arriva con le linee Toei Asakusa e Toei Mita. Percorrendo a piedi la salita di Hijirizaka si arriva velocemente, in alternativa è possibile sfruttare le stazioni di Tamachi ed Akabanebashi proseguendo a piedi con una breve passeggiata.

L'Arimaston Building visto dall'interno
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Gli incredibili interni dell’Arimaston Building