Casa Batlló, ora si può soggiornare nell’edificio più famoso di Antoni Gaudí a Barcellona

Il capolavoro di Antoni Gaudí a Barcellona apre le porte del terzo piano dopo il restauro e, per la prima volta, permette di soggiornarci

Foto di Angelica Losi

Angelica Losi

Content writer & Travel Expert

Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Esistono spazi museali che sono un incanto, quasi usciti da una favola e quando aprono le porte con esperienze immersive e uniche conquistano; è il caso di Casa Batlló il capolavoro di Antoni Gaudí a Barcellona. Con un richiamo fortissimo al mare, soffitti ondulati e una luce che filtra dai vetri colorati sta per festeggiare un’iniziativa unica: proprio quest’anno, in occasione del centenario della morte del genio l’edificio più fotografato del Passeig de Gràcia apre per la prima volta al pubblico il suo terzo piano, un appartamento rimasto abitato dai discendenti della famiglia Batlló fino al 2019 e mai davvero accessibile ai visitatori.

Come soggiornare a Casa Batlló

L’appartamento al terzo piano è grande, circa 400 metri quadrati, e si distribuisce tra 10 ambienti originali: saloni, sale da pranzo, una biblioteca, camere private, spazi di rappresentanza. Non è pensato come un hotel, e non funziona come tale.

Alcuni spazi possono essere prenotati singolarmente attraverso il portale dedicato di Casa Batlló, separato dal circuito museale. Le fasce orarie vanno dalle 9 alle 22.30, e per il momento le disponibilità aperte riguardano solo maggio. I prezzi partono da circa 350 euro per due persone, fino a 700 a seconda dell’esperienza scelta, cene private incluse. Insomma, ci si soggiorna ma non si dorme all’interno… almeno per ora.

L’idea è quella di un luogo da abitare più che da visitare. Incontri privati, soggiorni esclusivi, esperienze gastronomiche intime. Il contrario della fila al biglietto, insomma. Un posto dove l’architettura smette di essere uno sfondo e diventa il motivo per cui sei lì.

Esterno di Casa Batlló
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Si può soggiornare nel terzo piano di Casa Batlló

Il progetto, tra restauro e la vita di Gaudí

Il restauro è stato ultimato nel 2025 e da maggio 2026 è pronto ad accogliere i visitatori. Il terzo piano era l’unica unità dell’edificio che non faceva parte del museo e che è rimasta incredibilmente vicina alla configurazione originale pensata da Gaudì tra il 1904 e il 1906.

Il lavoro minuzioso guidato dall’architetto Xavier Villanueva, ha riportato alla luce soffitti ondulati ricoperti da stucchi floreali nascosti per oltre un secolo, porte riadattate dallo stesso Gaudí, e perfino una maniglia originale finora sconosciuta.

Su questa base filologica si inserisce poi il lavoro di Paola Navone, fondatrice di Otto Studio, che ha curato gli interni contemporanei dello spazio. L’approccio è quello che chiunque conosca Navone si aspetterebbe: nessuna nostalgia messa in vetrina, nessuna ricostruzione da manuale.

Oggetti artigianali, tessuti, materiali naturali, arredi che dialogano con l’architettura senza fingere di essere d’epoca. “Mi sono riappropriata di questo spazio con un atteggiamento di rispetto”, ha raccontato la designer in una nota ufficiale condivisa.

Il centenario di Gaudí, morto il 10 giugno 1926, investito da un tram mentre camminava verso la Sagrada Família, sta trasformando il 2026 in un anno denso per Barcellona. La cattedrale incompiuta più famosa del mondo dovrebbe essere completata proprio quest’anno, chiudendo simbolicamente uno dei cantieri più lunghi della storia contemporanea. Ma mentre la Sagrada Família è il gesto monumentale, Casa Batlló racconta qualcosa di più privato: come Gaudí immaginava davvero la vita dentro i suoi edifici e forse proprio per questo quello spazio di luci, oggetti e colori ha un valore particolare.