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“I suoni delle Dolomiti”, i concerti all’ombra del Patrimonio Unesco Trentino

Un’estate di appuntamenti con i migliori artisti internazionali che si esibiscono live davanti al pubblico in uno dei contesti paesaggisti più suggestivi delle Alpi

Al cospetto delle Dolomiti, Patrimonio Unesco, ogni estate, da 26 anni, si svolge uno degli eventi più spettacolari a cui si possa assistere: “I suoni delle Dolomiti”. Musica, sì, ma anche paesaggi e, soprattutto, emozioni.

Ne abbiamo parlato con Chiara Bassetti, direttore artistico di “I suoni delle Dolomiti” che ha spiegato che “I suoni delle Dolomiti è un festival che si svolge in quota in Trentino, tra le montagne iconiche, conosciute in tutto il mondo e propone un ciclo di concerti di vari generi musicali, con musicisti che arrivano da tutto il mondo, all’insegna della natura, quindi concerti molto ecologici, senza strutture di supporto quali palchi o sedie. Il pubblico sale a piedi lungo i sentieri delle Dolomiti insieme ai musicisti, si siede su un prato e ascolta questi grandi maestri interpretare brani bellissimi, al cospetto di queste montagne altrettanto suggestive”.

L’edizione 2021 vede protagonisti interpreti quali Gidon Kremer, Antje Wheitaas, Danilo Rossi, I Solisti Aquilani, ma anche il meglio della canzone d’autore italiana come Niccolò Fabi e Daniele Silvestri, del jazz, con artisti quali Paolo Fresu, e del tango, con un omaggio ad Astor Piazzolla, nell’anno in cui si celebra il centenario dalla sua nascita.

Un mese di appuntamenti – dal 23 agosto al 24 settembre – ambientati negli scenari più affascinanti delle Dolomiti trentine, raggiunti a piedi dal pubblico e dai musicisti che poi, tolti gli strumenti dagli zaini, si esibiscono in un contesto mozzafiato. Eventi attenti al rispetto dell’ambiente e capaci di mescolare arte e contatto con la natura.

L’edizione 2021 prende il via proprio da qui e promette un’estate diversa, con una première del festival che si tiene il 15 luglio a Passo Lavazè, nella verde Val di Fiemme, da secoli scrigno prezioso di legni utilizzati dai liutai. Qui, tra pascoli e abetaie, sono ancora visibili le cicatrici della tempesta Vaia che, nel 2018, ha distrutto boschi in varie parti delle Alpi e, allo stesso tempo, sono evidenti le tracce dell’impegno per la sua rinascita. Un legame quest’ultimo che da sempre segna il Trentino, consapevole della necessità di preservare il delicato equilibrio ambientale del territorio alpino.

Tante le splendide location dove si svolgono i concerti: Malga Canvere in Val di Fiemme per il tango di Piazzolla (il 23 agosto), Buffaure in Val di Fassa per l’esibizione di Carlos Gardel (27 agosto), Malga Brenta Bassa, sotto le cime delle Dolomiti di Brenta, per la musica argentina (17 settembre), Pale di San Martino per Antje Weithaas (25 agosto), Camp Centener, lo scenario dell’esibizione di Paolo Fresu e di Gaetano Curreri affiancati dal pianista Marcello Cassanelli e dal sassofonista Raffaele Casarano l’1 settembre.

Un appuntamento imperdibile è l’alba sulle Dolomiti: l’attesa del sorgere del sole assieme ai musicisti il 6 settembre, sul balcone naturale del Col Margherita, in Val di Fassa, con una vista incantevole su numerosi gruppi dolomitici, è all’insegna di Ludwig van Beethoven.
Ruota, invece, attorno alla figura del grande cantautore piemontese Gianmaria Testa l’evento del 20 settembre a Villa Welsperg, l’antica dimora nobiliare immersa in un paesaggio senza tempo nel gruppo delle Pale di San Martino.

Questo progetto è allo stesso tempo omaggio e incontro originale tra quattro artisti. Da un lato il noto attore, comico, conduttore, cantante, doppiatore Neri Marcorè assieme al chitarrista Domenico Mariorenzi che da tempo si confrontano con le canzoni di grandi cantautori e col repertorio di Testa e dall’altra il violoncellista Mario Brunello e il clarinettista Gabriele Mirabassi che con l’artista nato a Cuneo hanno collaborato e condiviso momenti creativi.

Il Festival propone altri due eventi da non perdere: l’8 settembre con Daniele Silvestri e il 24 settembre con Niccolò Fabi, ambientati entrambi in due contesti panoramici di grande suggestione, il Bait del Germano sulla Paganella con scorci sulle cime delle Dolomiti di Brenta e sulla Valle dei Laghi, il primo, e la Val Duròn nei pressi del rifugio Micheluzzi nelle Dolomiti di Fassa, il secondo.

Nello splendido scenario dei laghetti di Bombasel, sbarca sulle Dolomiti la Riot Brass Jazz Band il 3 settembre e il dialogo tra arte popolare e arte colta è al centro dell’evento del 22 settembre in Val di Fiemme (località La Porta) dove il Coro Sasso Rosso, da cinquant’anni interprete del repertorio popolare trentino e alpini, incontra i Virtuosi Italiani, un complesso di musicisti classici che ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri italiani.

E, infine, nello splendido scenario della Roda de Vael in Val di Fassa il 15 settembre, non poteva non esserci spazio anche per un quartetto d’archi, il Quartetto Van Kuijk, composto da giovani e affermati artisti internazionali. Ma questi sono solo alcuni dei concerti in calendario quest’estate.

Tutti gli eventi di “I suoni delle Dolomiti” hanno luogo alle ore 12, con l’eccezione dell’alba che è alle 6.30. I posti disponibili sono contingentati, la partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria attivabile da una settimana prima di ogni concerto dall’app Trentino Guest Card, dal sito del festival e dal sito dell’Azienda per il Turismo sul cui territorio si svolge l’evento. L’iscrizione e l’accesso al luogo dell’evento è consentito – fino ad esaurimento dei posti disponibili – esibendo il voucher ricevuto al momento della prenotazione.

Tutte le info su visittrentino.info.

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