Egitto: inaugurato il Viale delle Sfingi di Luxor

Una maestosa cerimonia ha dato il via alla riapertura al pubblico del più grande museo a cielo aperto del mondo: il Viale delle Sfingi di Luxor, in Egitto, luogo dall'importanza unica

Si è tenuta in Egitto una splendida cerimonia volta a inaugurare il Viale delle Sfingi di Luxor. Dopo la traslazione di mummie di faraoni al Cairo dell’aprile scorso, è stata portata in scena un’altra spettacolare valorizzazione del patrimonio archeologico di questo Paese.

Un tripudio di luci, percussioni e bellezze monumentali hanno dato il via alla riapertura di questo affascinante corridoio di più di 2,7 chilometri fiancheggiato da circa 1.200 statue, che collegava i templi di Karnak e Luxor nell’antica capitale faraonica di Tebe.

Una strada davvero emozionante, fondata dal faraone Amenhotep III appartenente alla XVIII dinastia (la prima dinastia del cosiddetto Nuovo Regno), che conta oltre 3.000 anni di vita e che è arcinota per le sfingi tradizionali e criocefale, ossia con corpo di leone e testa di ariete.

Il tutto è stato documentato con un evento televisivo (di cui potete vedere un estratto nel video) iniziato alle 18:30 italiane. Un vero e proprio spettacolo arricchito da immagini dei templi riprese da droni, calde luci di riflettori e fiaccole, avvenenti presentatrici in abito da sera, documentari turistici e balletti su imbarcazioni sul Nilo.

Il Viale delle Sfingi, conosciuto anche come il ‘Sentiero dell’Agnello’ o il ‘Sentiero degli Dei’, è quel percorso in cui si ritiene che i pellegrini abbiano preso la strada per visitare i templi e adorare le loro divinità. E, grazie a questo progetto, Luxor diventerà il più grande museo a cielo aperto del mondo, secondo il Ministero del Turismo egiziano.

Questo tragitto fu scoperto nel 1949 e, nei decenni che seguirono, vi furono ritrovati numerosissimi resti antichi. La ricostruzione è iniziata nel 2005, ma da allora è stata interrotta a causa della situazione politica egiziana e della mancanza di fondi.

Secondo i geroglifici sulle pareti di uno dei templi, qui vi si teneva una festa chiamata “Opet” con processioni e ballerini per celebrare la ricchezza che l’annuale inondazione del Nilo portava ai campi. In base a ciò che è riportato sui registri, al tempio si recò anche una flotta di barche sacre.

Un sito dall’importanza davvero unica e che ha finalmente riaperto al pubblico dopo ben 150 anni. E il protagonista dell’introduzione di questo evento dalla risonanza mondiale è stato il presidente Abdel Fattah al-Sisi che ha visitato il tempio di Luxor con la guida del ministro delle Antichità, Khaled al-Anani.

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