Vacanze al mare, boom di prenotazioni in Italia: le mete più gettonate

Le prenotazioni balneari crescono del 66% nel 2026: italiani e stranieri premiano le spiagge più amate d'Italia

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Flavia Cantini

Content writer & Travel Expert

Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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L’estate 2026 si apre all’insegna di una forte crescita per il turismo balneare italiano: i primi dati relativi alle prenotazioni online degli stabilimenti confermano infatti un andamento positivo con un’accelerazione della domanda che coinvolge sia il mercato domestico sia quello internazionale.

Secondo gli insight diffusi da Spiagge.it, piattaforma specializzata nella prenotazione online degli stabilimenti balneari, il valore complessivo delle prenotazioni ha raggiunto quota 11,3 milioni di euro: si tratta di una crescita del 48% rispetto al 2025, accompagnata da un aumento ancora più marcato del numero delle prenotazioni effettuate che sono passate da 63.000 a 105.000 unità, con un incremento del 66% nell’arco di un solo anno.

Le località più prenotate dagli italiani

L’analisi delle destinazioni che hanno raccolto il maggior numero di prenotazioni durante il ponte del 2 giugno evidenzia una distribuzione geografica piuttosto ampia, che coinvolge sia le località dell’Adriatico sia quelle del Sud Italia.

In cima alla classifica si colloca Jesolo, che ha registrato circa 2.000 prenotazioni e che si conferma uno dei punti di riferimento del turismo balneare nazionale grazie alla sua ampia offerta ricettiva e alla capacità di attrarre famiglie, giovani e turisti provenienti da diverse regioni italiane.

Seguono Grado con 1.600 prenotazioni e Monopoli con circa 1.500. Risultati significativi arrivano anche dalla Campania, dove Vico Equense raggiunge le 1.300 prenotazioni e numeri importanti vengono registrati inoltre da Castel Volturno, con 1.110 prenotazioni, mentre Meta e Bacoli si attestano entrambe attorno alle 1.000 prenotazioni.

Veduta del Lido di Jesolo, Veneto
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Splendido panorama del Lido di Jesolo

Cresce il peso del turismo domestico

Uno degli aspetti più interessanti emersi dai dati riguarda il rafforzamento della domanda interna: gli italiani si rivelano, infatti, il principale motore della crescita del mercato balneare online.

Nel confronto con il 2025, le prenotazioni effettuate dagli utenti italiani sono aumentate da 45.000 a 79.000 unità, registrando una crescita del 73%, un incremento che ha determinato anche un aumento del peso relativo della domanda nazionale sul totale delle prenotazioni, passata dal 72% al 75%.

Il dato testimonia una rinnovata propensione degli italiani a trascorrere le vacanze sulle coste nazionali e conferma la centralità del turismo domestico all’interno delle dinamiche del settore balneare.

Gli stranieri continuano a scegliere le spiagge italiane

Accanto alla forte crescita della componente italiana, anche il mercato internazionale mostra segnali positivi: le prenotazioni provenienti dall’estero sono passate da 18.000 a 26.000 unità, registrando un aumento del 48% rispetto allo scorso anno.

Pur rappresentando il 25% del totale delle prenotazioni, la domanda internazionale continua a svolgere un ruolo importante per molte destinazioni turistiche: tra le mete preferite dai turisti stranieri emerge nettamente Positano, che concentra il 22% delle prenotazioni estere. La celebre località della Costiera Amalfitana mantiene un forte appeal internazionale e consolida la propria posizione tra le mete marittime più apprezzate al mondo.

Alle sue spalle troviamo Grado con il 12% delle prenotazioni internazionali, Monterosso al Mare con l’8% e Monopoli con il 6%. Anche Paraggi spicca tra le località più richieste dagli stranieri con il 3% delle prenotazioni provenienti dall’estero.

Per quanto riguarda i mercati di provenienza, gli Stati Uniti si confermano il principale bacino internazionale e generano il 40% delle prenotazioni straniere. Germania e Austria seguono entrambe con una quota dell’11%, mentre il Regno Unito rappresenta l’8% e la Svizzera il 6%.