A Castel di Guido è stata scoperta una villa romana e si può già visitare

Una straordinaria villa romana riemerge a Castel di Guido: il sito è già accessibile grazie a un trekking archeologico tra storia e natura

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Angelica Losi

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Per lavoro è Content writer, per diletto viaggia. Appassionata di turismo enogastronomico, fotografa tutto per inscatolare i ricordi e poi li racconta online.

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Non una ricerca autorizzata ma una segnalazione di scavi clandestini ha riscritto la storia di Castel di Guido, nell’area periferica di Roma. Proprio qui è riaffiorata un’antica villa romana e grazie a una soffiata anonima è stato possibile intervenire, prima bloccando lo scavo abusivo e poi tutelando il bene di età imperiale.

La scoperta della villa romana

Le indagini, dirette dall’archeologa Alessia Contino della Soprintendenza, hanno portato alla luce ambienti straordinariamente ben conservati. Murature alte fino a un metro e mezzo, mosaici ancora leggibili, intonaci dipinti. L’atrio della villa è stato individuato con precisione: al centro c’è l’impluvium, la vasca destinata a raccogliere l’acqua piovana, circondato da decorazioni geometriche e vegetali che lasciano intuire la cura con cui tutto era stato concepito.

Attorno all’atrio si sviluppano vani pavimentati a mosaico e strutture legate alle attività produttive della villa. Non solo un luogo di rappresentanza, quindi, ma uno spazio vivo, funzionante. Tra i reperti emersi, uno in particolare colpisce: una statua frammentaria in marmo bianco pregiato che raffigura un uomo barbuto mentre sorregge un piccolo animale, forse un vitello, forse un maialino. Con ogni probabilità si tratta del dio Silvano, divinità agreste, protettore dei boschi e dei campi. La statua è ora allo studio.

La villa si trova nell’area di Lorium, un territorio dove le fonti storiche attestano già la presenza di una proprietà imperiale legata all’imperatore Antonino Pio. Prima di lui ci aveva soggiornato Adriano, e dopo di lui Marco Aurelio. La villa appena scoperta non era nota prima d’ora, e potrebbe essere appartenuta a esponenti dell’aristocrazia romana in rapporti stretti con questo circuito imperiale.

Mosaici della villa romana di Castel di Guido
Ministero della Cultura
I meravigliosi mosaici emersi

L’importanza della scoperta

Roma non finisce al Colosseo, né al Pantheon. La ricchezza archeologica di questa città si estende nelle campagne, nelle tenute, negli appezzamenti che in superficie sembrano solo terra e sterpaglie. Castel di Guido lo dimostra di nuovo.

La qualità dei materiali, dei mosaici, degli intonaci dipinti lascia intuire proprietari di rango elevato. Non gente qualunque. Persone probabilmente inserite in quella rete di potere e cultura che gravitava attorno alla corte antonina, in un territorio che era, a tutti gli effetti, un’appendice della vita imperiale fuori dalle mura di Roma.

Come visitarla

Sabato 20 giugno la Soprintendenza apre lo scavo al pubblico. Potrete partecipare a un trekking archeologico gratuito con partenza alle 17.00 e alle 18.15. Il percorso dura tra un’ora e mezza e due ore, copre circa un chilometro a piedi, e porta fino ai resti della villa. I mosaici sono in corso di restauro e si possono ammirare in situ. È necessario prenotarsi, portare scarpe comode, vestiti adeguati e una bottiglietta d’acqua. Non capita spesso di poter mettere gli occhi su una scoperta appena emersa eppure prenotando è possibile partecipare a un trekking archeologico indimenticabile.

La dichiarazione ufficiale del ministero della Cultura Alessandro Giuli ha parlato dell’operazione come un intervento esemplare di tutela e ricerca; dopotutto si è lavorato sia sulla messa in sicurezza sia sulla scoperta che ha aperto nuove prospettive sulla conoscenza del territorio imperiale romano e della periferia della capitale.