Come viaggeremo nell’estate 2026: la voglia di partire resiste, ma le abitudini di viaggio cambiano

Secondo il Global Travel Confidence Index 2026 di Allianz Partners, si viaggerà ancora molto nell’estate 2026 ma con più attenzione a costi, sicurezza e meta

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Sara Boccolini

Travel Blogger

Laureata in Scienze del Turismo, ama da sempre viaggiare. Travel Blogger dal 2012 e Content Creator, alterna zaino in spalla a bagaglio a mano.

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Secondo il Global Travel Confidence Index 2026 pubblicato da Allianz Partners, il settore turistico globale si prepara a un’estate 2026 caratterizzata da una forte voglia di partire, ma anche da nuove abitudini di viaggio influenzate da costi crescenti, incertezza geopolitica e maggiore attenzione alla sicurezza.

L’indagine, realizzata su circa 11.000 intervistati in dieci mercati chiave (Italia, Cina, Francia, Germania, Regno Unito, India, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera e Stati Uniti) con il supporto di Ipsos, mostra un quadro chiaro: viaggiare resta una priorità assoluta, ma cambiano le modalità con cui le persone organizzano le proprie vacanze. Nonostante le tensioni internazionali e le pressioni economiche, il 74% dei viaggiatori dichiara l’intenzione di partire anche nel 2026, segno che la domanda turistica rimane solida e resiliente.

Una domanda di viaggio ancora forte, ma sempre più vicina a casa

Il desiderio di vacanza non diminuisce, ma si adatta al contesto globale. Oltre sette intervistati su dieci considerano il viaggio estivo un elemento irrinunciabile, mentre per l’86% rappresenta una vera priorità personale. Allo stesso tempo, emerge una chiara tendenza verso destinazioni più vicine e facilmente raggiungibili: il 42% degli intervistati prevede di restare nel proprio Paese per le vacanze estive 2026 (in linea con il dato italiano), con una forte preferenza per località costiere, rurali o montane (31%) e, in misura minore, per le città (19%), scelte soprattutto per il rapporto qualità-prezzo.

Questo fenomeno si inserisce in un più ampio ripensamento del modo di viaggiare: non solo destinazioni domestiche, ma anche soggiorni più brevi, flessibili e orientati alla praticità. In diversi mercati, come Italia, Francia e Spagna, la quota di viaggi interni resta particolarmente elevata, mentre paesi come Svizzera e Paesi Bassi mostrano una maggiore propensione a viaggiare all’estero.

Parallelamente, cresce anche la ricerca di esperienze significative: oltre il 54% dei viaggiatori dichiara di voler partecipare a eventi culturali, concerti, festival o attività immersive, confermando l’ascesa del turismo esperienziale come elemento centrale delle vacanze 2026.

Costi, sicurezza e nuove abitudini di consumo turistico

Accanto alla voglia di partire, emergono però diverse preoccupazioni che influenzano le scelte dei viaggiatori. Oltre il 70% degli intervistati teme l’impatto dei conflitti internazionali sull’economia globale, mentre oltre la metà ha già modificato o riconsiderato la propria destinazione a causa di restrizioni, controlli alle frontiere o percezioni legate alla sicurezza personale. A pesare sono anche i timori per ritardi aerei, cancellazioni, smarrimento dei bagagli e problemi sanitari.

Un altro fattore decisivo è quello economico. Il 61% dei viaggiatori afferma di ridurre le spese non essenziali per poter sostenere il budget delle vacanze, mentre quasi la metà ha già adattato il proprio viaggio in base ai costi. Il budget medio globale si attesta intorno ai 1.572 euro a persona, con forti differenze tra Paesi: si passa dagli 800 euro previsti in India ai 2.580 euro della Svizzera, mentre Italia, Francia e Spagna restano sotto la media globale.

In questo scenario, anche il comportamento dei viaggiatori cambia: maggiore attenzione alla pianificazione, scelta di offerte più flessibili e crescente utilizzo di strumenti digitali per organizzare ogni fase del viaggio. L’estate 2026 si delinea così come una stagione in cui il turismo non rallenta, ma si trasforma, adattandosi a un mondo più complesso e in continua evoluzione.