Certosa di Pavia a pagamento, ma sono tanti i motivi per visitarla

La Certosa di Pavia diventa a pagamento: scopri arte, storia e fascino senza tempo di uno dei complessi più straordinari della Lombardia

Foto di Flavia Cantini

Flavia Cantini

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Content Writer specializzata nel Travel. Per lei il successo è fare da grandi ciò che si sognava da bambini e se, scrivendo, riesce ad emozionare, ha raggiunto il suo obiettivo.

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La Certosa di Pavia inaugura un nuovo capitolo della sua lunga storia, passando dalla gestione dei monaci a quella del Ministero della Cultura, tramite la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia. Lo straordinario capolavoro del tardo Medioevo e del Rinascimento italiano, da sempre meta di appassionati e studiosi, ha introdotto dal 2 gennaio un biglietto d’ingresso che sostituisce l’offerta libera, consuetudine legata per secoli alla comunità monastica.

L’esordio della nuova regolamentazione non ha frenato l’interesse del pubblico: nei primi giorni oltre tremila visitatori hanno varcato i cancelli, con picchi di affluenza già nella prima ora di apertura, quando più di cinquecento biglietti erano già stati emessi. Il cambiamento, pur segnando una svolta storica, non compromette l’esperienza: al contrario, permette di esplorare il complesso con maggiore calma e attenzione, e di tutelare e valorizzare un patrimonio artistico e architettonico di eccezionale ricchezza, capace di affascinare chiunque ne varchi la soglia.

Cosa ammirare alla Certosa di Pavia

Prima ancora di entrare, la facciata impone una sosta attenta: si tratta, infatti, di un trionfo di marmi, statue, rilievi e medaglioni che si sovrappongono in un racconto visivo complesso e affascinante.

Il percorso di visita trova poi il suo fulcro nella Chiesa, un prodigio di equilibrio tra gotico e Rinascimento, dove si concentrano alcune delle opere più significative dell’intero complesso, a partire dalle monumentali tombe dei Visconti e degli Sforza. Lo sguardo viene catturato dagli affreschi del Bergognone e di Bernardino Zenale, che animano transetto e abside con una pittura intensa e raffinata, capace di dialogare con l’architettura e di accompagnare in una dimensione di profonda suggestione. Il coro ligneo intarsiato dell’abside, con la sua precisione quasi illusionistica, rappresenta uno dei vertici dell’arte rinascimentale lombarda.

La splendida facciata della Certosa di Pavia
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Tutto il fascino della Certosa di Pavia

Accanto alla monumentalità della chiesa, i chiostri offrono una dimensione più raccolta. Il Chiostro Piccolo restituisce l’atmosfera della vita comunitaria dei monaci, con spazi pensati per il lavoro e la preghiera quotidiana, mentre il Chiostro Grande sorprende per l’ampiezza e la serenità che trasmette. Le celle dei monaci si affacciano su un porticato elegante, arricchito da raffinate sculture in cotto che lo rendono un unicum nel panorama architettonico italiano.

A sua volta il refettorio, decorato con la scena dell’Ultima Cena, testimonia come anche gli ambienti destinati alla vita quotidiana fossero concepiti come luoghi di bellezza e meditazione. Le sacrestie, particolarmente ricche, completano il percorso con porte intarsiate e affreschi di grande qualità.

Infine, non può mancare una tappa al Museo della Certosa, ospitato nel Palazzo Ducale: il percorso espositivo permette di approfondire la storia del complesso grazie a opere d’arte originali e una preziosa gipsoteca, che raccoglie calchi in gesso fondamentali per comprendere l’evoluzione decorativa e architettonica della Certosa.

Informazioni su prezzo e acquisto del biglietto

Come accennato, da quest’anno l’accesso al Complesso Monumentale e al Museo della Certosa di Pavia prevede un biglietto di ingresso con tariffa intera di 10 euro. I biglietti possono essere acquistati online sulla piattaforma ufficiale Museitaliani, sia tramite app per iOS e Android sia via browser web.

In alternativa, è possibile acquistare il biglietto in loco utilizzando i totem digitali presenti all’ingresso, compatibilmente con la disponibilità.