La Certosa di Pavia inaugura un nuovo capitolo della sua lunga storia, passando dalla gestione dei monaci a quella del Ministero della Cultura, tramite la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia. Lo straordinario capolavoro del tardo Medioevo e del Rinascimento italiano, da sempre meta di appassionati e studiosi, ha introdotto dal 2 gennaio un biglietto d’ingresso che sostituisce l’offerta libera, consuetudine legata per secoli alla comunità monastica.
L’esordio della nuova regolamentazione non ha frenato l’interesse del pubblico: nei primi giorni oltre tremila visitatori hanno varcato i cancelli, con picchi di affluenza già nella prima ora di apertura, quando più di cinquecento biglietti erano già stati emessi. Il cambiamento, pur segnando una svolta storica, non compromette l’esperienza: al contrario, permette di esplorare il complesso con maggiore calma e attenzione, e di tutelare e valorizzare un patrimonio artistico e architettonico di eccezionale ricchezza, capace di affascinare chiunque ne varchi la soglia.
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Cosa ammirare alla Certosa di Pavia
Prima ancora di entrare, la facciata impone una sosta attenta: si tratta, infatti, di un trionfo di marmi, statue, rilievi e medaglioni che si sovrappongono in un racconto visivo complesso e affascinante.
Il percorso di visita trova poi il suo fulcro nella Chiesa, un prodigio di equilibrio tra gotico e Rinascimento, dove si concentrano alcune delle opere più significative dell’intero complesso, a partire dalle monumentali tombe dei Visconti e degli Sforza. Lo sguardo viene catturato dagli affreschi del Bergognone e di Bernardino Zenale, che animano transetto e abside con una pittura intensa e raffinata, capace di dialogare con l’architettura e di accompagnare in una dimensione di profonda suggestione. Il coro ligneo intarsiato dell’abside, con la sua precisione quasi illusionistica, rappresenta uno dei vertici dell’arte rinascimentale lombarda.

Accanto alla monumentalità della chiesa, i chiostri offrono una dimensione più raccolta. Il Chiostro Piccolo restituisce l’atmosfera della vita comunitaria dei monaci, con spazi pensati per il lavoro e la preghiera quotidiana, mentre il Chiostro Grande sorprende per l’ampiezza e la serenità che trasmette. Le celle dei monaci si affacciano su un porticato elegante, arricchito da raffinate sculture in cotto che lo rendono un unicum nel panorama architettonico italiano.
A sua volta il refettorio, decorato con la scena dell’Ultima Cena, testimonia come anche gli ambienti destinati alla vita quotidiana fossero concepiti come luoghi di bellezza e meditazione. Le sacrestie, particolarmente ricche, completano il percorso con porte intarsiate e affreschi di grande qualità.
Infine, non può mancare una tappa al Museo della Certosa, ospitato nel Palazzo Ducale: il percorso espositivo permette di approfondire la storia del complesso grazie a opere d’arte originali e una preziosa gipsoteca, che raccoglie calchi in gesso fondamentali per comprendere l’evoluzione decorativa e architettonica della Certosa.
Informazioni su prezzo e acquisto del biglietto
Come accennato, da quest’anno l’accesso al Complesso Monumentale e al Museo della Certosa di Pavia prevede un biglietto di ingresso con tariffa intera di 10 euro. I biglietti possono essere acquistati online sulla piattaforma ufficiale Museitaliani, sia tramite app per iOS e Android sia via browser web.
In alternativa, è possibile acquistare il biglietto in loco utilizzando i totem digitali presenti all’ingresso, compatibilmente con la disponibilità.