Splendida Rabat: 5 cose da ammirare nella capitale marocchina

Una delle perle del Marocco, ricca di storia e tradizione. La città vi aspetta con la sua atmosfera unica e meraviglie tutte da scoprire

Un vero e proprio gioiello fatto di edifici coloniali, di viali adornati dalle palme e da un’atmosfera cosmopolita: Rabat è una meta imperdibile per chiunque organizzi un viaggio in Marocco. Capitale del Paese, è il centro principale della cucina tradizionale e dell’architettura della nazione. Ed è tutta da ammirare.

Ammirare la Kasba degli Oudaia

Situata sulle alture della riva meridionale dell’estuario di Rabat, la Kasba degli Oudaia è unica nel suo genere con le sue pareti azzurre e bianche. Il nome proviene dalla tribù degli Oudaïa, che aveva il compito di sorvegliare la città. Visitando questo bellissimo quartiere fortificato potrete ammirare i magnifici bastioni o la porta dell’antica tribù, utilizzata oggi come saletta espositiva.

La via Jemâa attraversa tutta la Kasba e vi consentirà di scoprire la più antica moschea di Rabat, risalente al XII secolo. Qui si gode di un panorama mozzafiato sul mare e, per gli amanti dell’artigianato locale, nel quartiere è presente un atelier per la realizzazione di tappeti dove osservare il lavoro degli artigiani.

Visitare la necropoli di Chellah

Chellah (in arabo: شالة, Shālla) è un sito archeologico a nord di Rabat. Il sito è la prova della più antica presenza umana nel delta del fiume Bou Regreg, lungo le cui rive Fenici e Cartaginesi stanziarono diverse basi. Il complesso si trova al di fuori delle mura della città e occupa il sito della romana Sala, su una bassa collina coperta di vegetazione, rifugio delle cicogne nella stagione riproduttiva.

Gli scavi hanno rivelato la presenza di un importante agglomerato e infatti Chellah conserva le sembianze di una città romana, con i resti del Decumano Massimo, di un foro presso il quale si riconoscono le tracce della Curia, di una fontana monumentale e di un arco di trionfo.

I Merinidi scelsero questo luogo per edificarvi la loro necropoli nel XIV secolo. Circondata da una cinta di mura fortificate, vi si accede attraverso una porta monumentale, riccamente decorata e aperta ad arco acuto, ai cui lati sono poste due massicce torri merlate semi-ottagonali. All’interno della necropoli si trovano alcune tombe di marabutti (santi uomini che vivevano monasticamente in un ribāṭ) e, presso una sorgente trasformata in fontana per abluzioni, la necropoli reale con la tomba di Abū al-Ḥasan Bʿuthmān. Nella terrazza ai piedi del complesso si può ammirare il giardino alimentato dalle acque della vicina sorgente ʿAyn Mdafa.

Scoprire la torre di Hassan

La torre è il minareto di una moschea rimasta incompleta. Iniziata per ordine del sultano Yacoub al-Mansour, doveva diventare la più alta del mondo, ma i lavori si interruppero alla sua morte nel 1199 e raggiunse quindi solo i 44 metri, circa la metà dell’altezza pianificata.

Anche il resto della moschea fu lasciato incompleto, con solo la prima parte delle numerose mura e delle 200 colonne che dovevano essere innalzate. La torre, realizzata in mattoni rossi e i resti della moschea, insieme al moderno mausoleo di Mohammed V, dà vita ad uno dei più importanti complessi storici e turistici di Rabat.

Mangiare il cous cous

Chi non ha mai assaggiato il cous cous, non può perdere l’occasione di gustare questo piatto tipico formato da granelli di semola di frumento cotti al vapore, e conditi a seconda dei gusti con agnello, ceci, spezie e verdure.

A Raba troverete il meglio della cucina tipica, preparata da mani sapienti secondo la ricetta originale marocchina. In questa zona, infatti, vi è proprio un culto per la cucina e la preparazione dei condimenti, senza contare l’altissima qualità dei prodotti utilizzati. La ricetta per antonomasia del piatto nazionale marocchino è il cous cous di carne alle 7 verdure.

Esplorare il mausoleo di Mohammed V

Costruito in onore del padre del Marocco moderno, vi è sepolto il re alauita scomparso nel 1964. Pochi, forse solo i diretti interessati, sanno che questo grandioso monumento funebre in marmo travertino, progettato dall’architetto vietnamita Vo Toan in stile ispano-moresco ed elevato sulla collina più alta della città, è stato interamente costruito da mani italiane.

Anche i materiali sono italiani: precisamente provengono dalle cave di Carrara e di Serre di Rapolano, piccolo centro della provincia di Siena. Il complesso, con la vicina moschea di Hassan e il suo minareto, costituisce la più importante attrazione turistica della capitale.

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