7 territori del Mediterraneo che danno il meglio in primavera

Dalla Provenza alle coste turche, dall'Andalusia a Tangeri: splendide mete di viaggio affacciate sul Mare Nostrum da scoprire tra aprile e giugno

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Lorenzo Calamai

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Dopo quattro continenti, diciassette paesi, quindici capitali ha scoperto che il più delle volte quello che cerchi non è poi così lontano da casa.

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Il Mediterraneo è un mare unico, un mondo intero compresso in una sola parola, in uno spazio unico fatto d’acqua, di terra e cultura. Un bacino che unisce sponde lontane tra loro per storia, lingua e colori, eppure da sempre collegate tra loro da un legame indissolubile.

Quando si parla di viaggio, il Mediterraneo richiama il mare, le vacanze estive, una questione fatta soprattutto di ombrelloni e code, di spiagge e bagnanti. C’è un modo per sfuggire a questo piccolo grande caos: giocare in anticipo sul tempo. A primavera, da aprile a giugno, il Mare Nostrum ha un volto luminoso, che si tinge di verde e di blu in ogni sua sponda, regalando al visitatore un fiume di bellezza.

Andalusia, Spagna

Scoprire l’Andalusia nel mese di aprile è un’esperienza che nessuno dovrebbe perdersi: i fiori d’arancio profumano e abbelliscono le strade di città come Siviglia e Cordoba, il cui clima caldo regala già un tepore pseudo-estivo. Nella prima delle due si può assistere alla Feria de Abril, una grande festa popolare che si svolge generalmente due settimane dopo la Settimana Santa e che trasforma la città in un brulichio di abiti a balze, musica tradizionale e pittoresche celebrazioni.

Regione tra le più calde d’Europa, in estate difficile da affrontare, l’Andalusia dà il meglio di sé in primavera: è infatti il momento giusto per visitare l’Alhambra di Granada con le sue eleganti geometrie di pietra, per percorrere i vicoli bianchi dei pueblos blancos dello splendido Parco Naturale della Sierra de Grazalema, per sedersi nei patios privati di Cordoba che a maggio vengono aperti al pubblico, durante il celebre Festival de los Patios, per scoprire giardini nascosti dal fascino unico.

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Veduta aerea dell’Alhambra di Granada

Le temperature si aggirano tra i 20 e i 26 gradi, il cielo è quasi sempre terso, e il rapporto qualità-prezzo è nettamente migliore rispetto ai mesi estivi.

Provenza, Francia

La lavanda è il simbolo della Provenza. Nel periodo della sua fioritura, tra metà giugno e metà agosto, la regione francese è investita da tantissime persone richiamate dal profumo e dalla bellezza di cotanto panorama. Eppure si può finire nella trappola di un turismo orientato più a una foto instagrammabile che alla scoperta di un territorio. Ecco perché la Provenza più bella si svela tra aprile e i primi di giugno, quando si presenta in un abito completamente diverso: prati verdi, ciliegi in fiore, i caratteristici borghi di pietra ocra pronti ad accogliere i viaggiatori nei loro mercati.

A Aix-en-Provence e Isle-sur-la-Sorgue i banchi traboccano di prodotti locali come asparagi, fragole e formaggi. Les Baux-de-Provence, il borgo arroccato tra le pietre grigie che domina la pianura delle Alpilles, lascia a bocca aperta per il suo contrasto tra il grigio della roccia e del suo castello e il verde della vegetazione circostante. Si può visitare l’Abbaye de Sénanque, la celebre abbazia cistercense circondata dai campi di lavanda, godendosi il silenzio che un luogo di spiritualità può donare.

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La meraviglia dei Baux-de-Provence

La Provenza è un luogo ideale per godersi un bike tour sotto il tiepido sole primaverile, col vento che porta verso le colline il profumo del mare.

Peloponneso, Grecia

Mentre le isole greche si preparano all’assalto estivo, il Peloponneso vive in primavera la sua stagione d’oro in una pace quasi assoluta. Questa penisola, collegata al resto della Grecia dall’istmo di Corinto, custodisce alcune delle testimonianze più importanti dell’antichità: il sito di Micene, culla della civiltà micenea e delle leggende narrate da Omero nell’Iliade; il Grande Teatro Antico di Epidauro, il più ben conservato dell’antichità, capace di ospitare 14mila spettatori in un luogo altamente scenografico; l’antica Olimpia, dove si svolgevano i giochi panellenici ogni quattro anni, i progenitori dei Giochi olimpici moderni; la lista potrebbe continuare ed allungarsi a dismisura.

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L’incredibile teatro antico di Epidauro

In primavera, il clima è estremamente gentile, le colline si coprono di verde e visitare le testimonianze di una delle più mirabolanti civiltà che il mondo antico abbia conosciuto diventa un piacere a cui è difficile mettere fine.

Da non perdere, tra le altre cose, Monemvasia, spettacolare borgo medievale arroccato su uno scoglio che si sporge sul mare, accessibile solo a piedi attraverso un’unica porta: in maggio è possibile passeggiare nelle sue stradine in pietra con assoluta tranquillità, cosa impensabile d’estate.

Costa Licia, Turchia

La Licia è una regione storica, che oggi non esiste più sotto tale nome. Corrisponde a un tratto della costa sud-ovest della Turchia, di fronte a Rodi. Qui le vestigia dell’antichità si fondono con uno dei tratti marittimi più selvaggi e spettacolari del Mediterraneo orientale: tombe rupestri scolpite nella roccia si affacciano su baie turchesi, antiche città greco-romane come Patara, Xanthos e Letoon (queste ultime patrimonio UNESCO) emergono tra la vegetazione della macchia mediterranea.

La primavera è la stagione ideale per percorrere la Lycian Way, uno dei trekking costieri più belli d’Europa: 540 chilometri di sentieri che collegano Fethiye a Antalya, e che tra aprile e giugno sono costellati di fiori selvatici. In questo periodo il caldo è ben sopportabile e le temperature già abbastanza calde per un bagno in mare.

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Tombe rupestri in Licia

La piccola isola di Kekova, di fronte al villaggio di Kaleköy, ospita un sito archeologico sommerso, dove i resti di un’antica città licia giacciono parzialmente sott’acqua, inabissati da un terremoto del II secolo. Si può visitare in barca e in primavera regala un’esperienza di rara bellezza.

Puglia, Italia

La ginestra fiorisce gialla sui muretti a secco, le mandorle si sono già trasformate in frutti, però ancora acerbi: è la magia della primavera in Puglia, nei mesi in cui questa regione, la più mediterranea d’Italia per morfologia, storia e carattere, esprime il meglio di sé con una discrezione che l’estate torrida e affollata non permette.

La Valle d’Itria, con i suoi trulli sbiancati a calce che punteggiano i pendii tra Alberobello e Locorotondo, è percorribile in bicicletta su strade secondarie quasi deserte.

Nel Gargano, il promontorio che si protende nell’Adriatico come uno sperone, ci si può beare di boschi, come la Foresta Umbra, tra i più antichi e intatti d’Italia. Le masserie aprono i battenti in primavera offrendo soggiorni di raro fascino tra ulivi secolari e orti curati.

Algarve, Portogallo

Già, l’Algarve non si specchia nel Mediterraneo: le sue sponde sono bensì baciate dalle onde dell’Oceano Atlantico, trovandosi ad ovest dello Stretto di Gibilterra. Eppure, innegabilmente, lo spirito di questa regione è profondamente mediterraneo. Non a caso il suo nome deriva da una parola araba, al-gharb, l’occidente.

Un viaggio in primavera in Algarve convincerà il viaggiatore di questo assunto. Basta infatti visitare i borghi imbiancati di Lagos e Sagres, scoprire la cucina a base di pesce fresco e olio d’oliva, ascoltare il dialetto frusciante e stretto degli anziani nei paesini per realizzare che l’affinità culturale di questa regione con il Mediterraneo va ben al di là della geografia.

Spiagge deserte, grandi onde e faraglioni monumentali caratterizzano la costa in primavera. A Sagres si può visitare la Fortaleza, luogo simbolo dell’era delle grandi esplorazioni del Cinquecento. Castelli, chiese e splendide meraviglie architettoniche dell’epoca araba rappresentano le principali attrattive dei borghi della regione.

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Il faro di Capo San Vincenzo, in Algarve: è il punto più a sud-ovest d’Europa

Tra aprile e giugno, le scogliere dell’Algarve si ricoprono di fiori selvatici come lavanda selvatica e iris. La Rota Vicentina, un sentiero costiero che attraversa il Parco Naturale do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, regala scorci di bellezza aspra e incontaminata ai camminatori che la affrontano.

Tangeri, Marocco

Tangeri è una città dal nome suadente, che evoca un immaginario esotico. Arroccata sulla punta settentrionale del Marocco, a soli 14 chilometri dall’Europa attraverso lo Stretto di Gibilterra, ha il carattere inquieto e brulicante delle città di frontiera.

In primavera, con temperature tra i 18 e i 23 gradi e una luminosità straordinaria, la città si presenta al meglio: la medina storica, con i vicoli stretti e le case azzurre, è un luogo dove perdersi; il souk offre ceramiche, tessuti e spezie in un caos affascinante; il Grand Socco, ufficialmente piazza 9 aprile 1947, segna il confine tra la città vecchia e la nuova ed è un luogo d’osservazione ideale per provare a comprendere la strana natura di questa città, continuamente al confine tra modernità e passato, Europa e Maghreb.

Da non perdere la Mendoubia, il vecchio palazzo del sultano da cui venne pronunciato il Discorso di Tangeri, centrale per l’indipendenza marocchina. Al suo interno si trovano splendidi giardini che ospitano un gigantesco baniano (Ficus benghalensis) di 800 anni. A Tangeri si trova anche la tomba di Ibn Battuta, uno dei più grandi viaggiatori di tutti i tempi nonché geografo dell’età medievale, che nacque qui nel 1304.

A pochi chilometri dalla città, a Capo Spartel, il punto più a nord-ovest del continente africano, si trovano le Grotte d’Ercole dove la roccia modellata dall’erosione marina forma una finestra naturale sul mare a forma di Africa rovesciata: un’immagine simbolica perfetta per una città che ha sempre guardato al di là dell’orizzonte.