Melfi, il borgo circondato dalle mura normanne

Tra storia e natura, il piccolo borgo di Melfi è una perla che vi regalerà grandissime emozioni

Piccolo gioiello incastonato nel verde della Basilicata, il borgo di Melfi è un luogo magico tutto da scoprire. Il suo centro abitato, risalente al periodo medievale, è ricco di bellezze architettoniche uniche al mondo. E tutt’attorno si stendono chilometri di natura incontaminata, dove potersi rigenerare in lunghe passeggiate.

Dove si trova Melfi

Situato nell’estremo nord della Basilicata, quasi al confine con la Campania e la Puglia, il paese sorge su un territorio prevalentemente collinare delimitato dal fiume Ofanto. Alle sue spalle è dominato dal Monte Vulture, un vulcano inattivo che oggi spicca per la sua natura selvaggia e rigogliosa. Melfi si trova in provincia di Potenza, ed è uno dei comuni più grandi della regione. Secondo alcune tra le teorie più accreditate, il borgo sarebbe nato attorno alla prima metà dell’XI secolo, sebbene vi siano state trovate tracce che fanno risalire i suoi primi abitanti al periodo del Neolitico. Ma è solo con l’avvento dei Normanni e in seguito di Federico II che il paese raggiunse il massimo splendore.

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Melfi – Fonte: 123rf

Melfi fu infatti luogo di grande rilevanza, nel passato: vi si tennero ben 5 concili papali, poi l’imperatore Federico II vi stabilì la sua residenza estiva e proprio qui promulgò la Costituzione di Melfi, codice di leggi che resse il Regno di Sicilia e che ancora oggi viene considerato un vero capolavoro di modernità dagli studiosi di giurisprudenza. A Melfi si è scritta la storia, ed è un (piccolo) pezzo d’Italia che racchiude alcune tra le più belle testimonianze del nostro passato medievale. Andiamo insieme alla scoperta delle sue meraviglie.

Il centro storico di Melfi

Una delle particolarità di questo borgo è la sua cinta muraria di origine normanna, l’unica esistente nell’Italia meridionale. L’intero centro storico è circondato da antichissime mura che si estendono per oltre 4 chilometri, e l’unico accesso oggi presente è la porta Venosina ad arco ogivale di origine sveva – le altre 5 porte sono state distrutte o versano oggi in pessimo stato. La fortificazione muraria è inframmezzata da torrioni di avvistamento che rendono il paesaggio del paese davvero caratteristico. E alle sue spalle, ecco sorgere l’imponente Castello di Melfi, uno dei più belli del sud Italia.

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Il Castello di Melfi – Fonte: 123rf

Nel centro storico del borgo ci sono davvero tantissime meraviglie da ammirare. Una di queste è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, oggi di aspetto barocco. Unica testimonianza del suo passato normanno è il campanile, che presenta uno stile prettamente romanico. Molto suggestive sono le piccole chiese rupestri scavate nel tufo, come ad esempio quella di Santa Margherita, che risale al 1200 e ospita al suo interno alcune pregiatissime opere d’arte. Il paese accoglie infine alcuni splendidi esempi di architettura rinascimentale e barocca, come Palazzo Araneo e Palazzo del Vescovado.

Tra natura e cinema

Anche i dintorni di Melfi sono veramente stupendi. A pochissima distanza dal centro abitato troviamo un’ampia riserva naturale regionale che ospita numerose specie vegetali e animali di cui l’intera zona è ricca. L’area sorge alle pendici del Monte Vulture e vi hanno spazio due bellissimi laghi di origine vulcanica, adagiati su quelli che un tempo erano crateri. Sono questi i laghi di Monticchio, comunicanti tra di loro eppure molto diversi, anche nel colore. Sulle acque dei due laghi si rispecchia l’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, che si erge su una grotta scavata nel tufo e che contiene bellissimi affreschi dell’XI secolo. Da quassù, la vista è a dir poco fenomenale.

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I laghi di Monticchio e l’Abbazia – Fonte: 123rf

Tutt’intorno, la natura cresce rigogliosa e selvaggia. Sono moltissimi i sentieri ben tracciati che permettono agli escursionisti, ma anche ai semplici amanti del trekking, di godersi qualche bella scarpinata in mezzo al verde. Da Melfi è possibile raggiungere a piedi il Monte Vulture, attraversando folti boschi e ammirando qualche scorcio mozzafiato. E non dovrebbe sorprenderci scoprire che questi luoghi sono stati più volte scelti per fare da sfondo ad alcuni dei capolavori del cinema italiano. Uno su tutti? Io non ho paura, il bellissimo film di Gabriele Salvadores del 2003.

I piaceri della tavola e le tradizioni

Dopo aver esplorato Melfi e i dintorni, è tempo di concedersi un buon pasto. Tipiche di queste zone sono le buonissime castagne che crescono sulle verdi colline che circondano il borgo: sono conosciute con il nome di “marroncini” e sono protagoniste indiscusse della Sagra della Varola, che ogni anno (in autunno inoltrato) allieta le vie del paese con spettacoli, musica e tante leccornie gustose. Molto pregiati sono anche l’olio di oliva del Vulture e un pregiato vino, l’Aglianico del Vulture DOC.

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Le campagne che circondano Melfi – Fonte: iStock

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