Turismo terza età, viaggi per anziani

Aumentano sempre più gli anziani che vogliono godersi viaggi in giro per il mondo

Hanno lavorato una vita, cresciuto i figli e i figli dei figli. Ora grazie alla pensione, a un buono stato di salute e a molto tempo libero a disposizione, sono nella migliore condizione per godere di quelli che ormai sono considerati a tutti gli effetti i loro anni migliori: questo l’identikit degli over sessanta, protagonisti di un notevole trend di crescita del turismo organizzato.

I dati lo confermano: nel 2008, 261mila ultrasessantacinquenni (pari al 29,4%) hanno prenotato tramite i Cral aziendali e solo nel trimestre estivo dello stesso anno quasi il 22% degli over 65, secondo l’Istat, ha fatto almeno una vacanza preferibilmente breve – da uno a tre giorni – con netta prevalenza di mete come la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana in Italia, di Spagna, Tunisia, ed Egitto nel Mediterraneo, e di Germania, Francia e Gran Bretagna in Europa.

Inclini a dar molto valore al tempo e attenti al portafogli, i viaggiatori della terza età sono turisti esigenti che a una vacanza chiedono svago, compagnia piacevole, bellezze naturalistiche ma anche itinerari culturali ben studiati e non eccessivamente stressanti, guide all’altezza, efficienza, strutture al riparo da cattive sorprese e soprattutto proposte e servizi personalizzati.

Molti alberghi, per esempio, si sono attrezzati per garantire il massimo del comfort a una clientela non più giovanissima: camere ben illuminate, quindi, barriere architettoniche ridotte al minimo, maniglie d’appoggio e tappetini antiscivolo nelle docce, apparecchi telefonici, telecomandi e sveglie con numeri ingranditi, ascensori ampi e dall’accesso agevole senza contare il menu, a base di piatti leggeri e privi di grassi. E la sera, intrattenimento e divertimento di qualità.

Niente vacanze anonime mordi e fuggi, quindi, in cui l’all inclusive diventi una scusa per sfruttare il turista e portarlo in giro come un pacco postale senza attenzione alla sua soddisfazione. E soprattutto niente vacanze da pensionati in pantofole: la parola “vecchi” è ormai bandita dal dizionario politically correct.

Gite, soggiorni termali, viaggi organizzati: il ventaglio dell’offerta proposta dall’Associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà abbraccia gemellaggi e scambi di ospitalità, turismo solidale, visite a mostre, musei, siti storici e archeologici, magari precedute dalla frequenza a corsi di storia dell’arte o a laboratori di attività artistico-espressive.

L’imperativo è tener viva la curiosità e l’elasticità mentale, che molto probabilmente conoscono una stagione molto più fiorente e ricca di stimoli culturali rispetto a quella che ha caratterizzato l’attività lavorativa. E a far la parte del leone, poi, tra i viaggiatori coi capelli d’argento sono sopratutto le donne, attive e dinamiche il doppio dei loro coetanei maschi: non di rado le si incontra in gruppo con le amiche di sempre o, nel massimo sprezzo del più resistente dei tabù, anche sole, in compagnia solo del proprio indomito spirito di avventura.

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