Arroccato maestosamente sulle creste frastagliate delle Corbières, nel sud della Francia, il Castello di Peyrepertuse sembra sospeso tra cielo e roccia come un pensiero medievale rimasto a metà strada tra la terra e il mito. Non è un castello che si “incontra”: è un castello che si conquista, salendo lungo sentieri di pietra, vento e silenzio. Da lontano appare come una nave di pietra arenata in quota, da vicino rivela la sua vera natura: non una fortezza, ma una sentinella del tempo.
Qui non si viene solo per la vista, anche se il panorama sulle vallate dell’Aude è di quelli che fanno ricalibrare il concetto di orizzonte, ma per entrare in una storia fatta di eresie, frontiere contese e resistenza spirituale. Peyrepertuse non racconta una sola epoca, l’attraversa.
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Castello di Peyrepertuse, la fortezza dei Catari
Il primo grande mito che abita queste mura è quello dei Catari, il movimento religioso medievale considerato eretico dalla Chiesa di Roma. Tra il XII e il XIII secolo, Peyrepertuse divenne uno dei loro rifugi più importanti. Non tanto per la ricchezza – qui non ce n’era, ma per la posizione: difficile da raggiungere, facile da difendere, perfetta per sparire.

Dopo la crociata albigese, il castello – tra i più famosi della Francia – fu assorbito nel sistema difensivo del regno e trasformato in una delle cosiddette “cinque figlie di Carcassonne”, la linea di fortezze che proteggeva il confine con la Corona d’Aragona. Da luogo di dissenso spirituale diventò macchina militare, senza mai perdere la sua aura di isolamento e mistero.
La struttura che vediamo oggi è frutto di questo doppio destino: spirituale e strategico. Mura sottili che seguono la roccia, camminamenti vertiginosi, torri che sembrano prolungamenti della montagna. Qui l’architettura non doma la natura, ci si appoggia, si adatta, la ascolta.
Visitare Peyrepertuse oggi
Raggiungere il Castello di Peyrepertuse richiede un minimo di organizzazione, perché non è servito direttamente dai mezzi pubblici. Il modo più comodo è sicuramente l’auto, fino al parcheggio ai piedi del castello, nel villaggio di Duilhac-sous-Peyrepertuse, da cui si prosegue a piedi lungo un sentiero panoramico di circa 20-30 minuti.
Chi preferisce i mezzi pubblici può arrivare in treno fino a Limoux, a circa 40 km, poi da lì prendere un taxi o un autobus locale fino al villaggio. In alternativa, durante la stagione turistica, diverse agenzie propongono escursioni organizzate in pullman da Carcassonne o Perpignan, ideali per chi vuole vivere la salita panoramica senza guidare.
Arrivare a Peyrepertuse è già parte dell’esperienza (di fatto, il trekking fino alla cima di questa straordinaria architettura militare medievale è mozzafiato, letteralmente). Dopo aver lasciato l’auto nel piccolo parcheggio sottostante, si sale a piedi lungo un sentiero che lentamente svela la fortezza.
Una volta in cima, la ricompensa è doppia: la vista che spazia fino ai Pirenei nelle giornate limpide e la sensazione rara di camminare in un luogo che non è stato addomesticato dal turismo. Il percorso tra le mura permette di esplorare le due parti del castello – la fortezza bassa e la “donjon” superiore – collegate da una scalinata scolpita direttamente nella roccia.