Basta alzare lo sguardo lungo la strada che sale sopra il piccolo villaggio di Doolin per cogliere una sagoma inconfondibile: quella del Castello di Doonagore, che si staglia contro il cielo con il suo profilo slanciato, quasi fosse un punto di riferimento naturale lungo la costa occidentale dell’Irlanda. Da lassù lo sguardo abbraccia prati attraversati dal vento, muretti in pietra, il blu intenso dell’Atlantico e, nelle giornate limpide, anche le Aran Islands, tre isole che custodiscono alcune delle tradizioni gaeliche più antiche del Paese.
Non sorprende sapere, infatti, che ancora oggi numerose imbarcazioni dirette verso il molo del borgo utilizzano il castello come punto di orientamento, segno di una presenza in grado di mantenere intatto il proprio valore anche dopo oltre 500 anni. Rispetto ad altre fortezze irlandesi aperte al pubblico, Doonagore è di proprietà privata, quindi il suo fascino si lascia ammirare soltanto dall’esterno. Proprio questa distanza, però, contribuisce a renderlo ancora più magnetico.
Il merito è anche delle sua torre, la quale presenta una caratteristica forma circolare (piuttosto rara rispetto alle più comuni tower house quadrangolari irlandesi), mentre attorno si sviluppa un piccolo recinto murato che contribuiva alla difesa dell’intero complesso.
Indice
Breve storia del Castello di Doonagore
La vicenda del Castello di Doonagore attraversa alcuni dei momenti più turbolenti della storia irlandese. Nei primi secoli la proprietà passò più volte tra due delle famiglie più influenti della contea, protagoniste delle lotte territoriali che caratterizzarono buona parte del Medioevo irlandese. Nel 1570 apparteneva a Sir Donald O’Brien e soltanto 12 anni più tardi entrò nelle mani degli O’Connor, prima di finire sotto il controllo della Corona inglese.
Nel 1583 venne assegnato a Turlough O’Brien di Ennistymon, passaggio che riflette perfettamente il clima politico instabile dell’epoca. L’episodio destinato a segnare per sempre la fama della torre arrivò nel 1588: durante la ritirata della Invincibile Armata spagnola, una delle navi della flotta naufragò lungo questa costa battuta dalle onde dell’Atlantico. Circa 170 superstiti raggiunsero la terraferma con la speranza di trovare salvezza.
Il finale si trasformò invece in una tragedia. Per ordine dell’Alto Sceriffo della contea di Clare, Boetius MacClancy, i sopravvissuti vennero impiccati presso il castello oppure sulla vicina altura chiamata Cnocán an Crochaire, tradotta come “Collina dell’Impiccato”. Una delle pagine più oscure legate alla presenza spagnola in Irlanda e che continua ancora oggi ad accompagnare il nome di Doonagore.
Dopo la ribellione irlandese del 1641 la proprietà passò a John Sarsfield nell’ambito delle redistribuzioni territoriali imposte durante l’epoca cromwelliana. Nei secoli successivi arrivò la famiglia Gore, alla quale si devono importanti lavori di recupero. Con il trascorrere del tempo, tuttavia, anche questi interventi persero efficacia e la struttura tornò progressivamente verso uno stato di degrado.
La rinascita prese forma nel XX secolo grazie all’imprenditore irlandese-americano John C. Gorman, che lo acquistò. Tra gli anni ’70 il progetto di restauro restituì alla torre buona parte dell’aspetto originario seguendo antichi disegni e documentazioni storiche. Ulteriori opere di consolidamento interessarono l’edificio nel 2012, in seguito ai danni provocati da un incendio elettrico avvenuto l’anno precedente.
Come visitare il Castello di Doonagore
Una visita al Castello di Doonagore regala soprattutto emozioni legate al paesaggio. L’accesso agli interni resta precluso poiché l’intero complesso appartiene ancora alla famiglia Gorman e anche il terreno circostante rientra nella proprietà privata. Proprio questa particolarità spinge lo sguardo verso ciò che circonda la torre.
Salendo lungo la ripida strada che parte da Doolin, il castello compare poco alla volta fino a dominare completamente il panorama. La prospettiva dal basso valorizza la sua imponenza e permette di apprezzare la verticalità della struttura, quasi fosse un antico faro di pietra rivolto verso l’oceano.
Dal tratto stradale adiacente si aprono scorci magnifici sull’Atlantico. Le Aran Islands affiorano all’orizzonte, mentre la campagna della contea di Clare alterna pascoli verdissimi, muri a secco e dolci rilievi modellati dal tempo. Luce e nuvole cambiano volto al panorama nel giro di pochi minuti, regalando immagini sempre diverse.
Molti fotografi scelgono le prime ore del mattino oppure il tramonto, momenti in cui la pietra assume tonalità calde, il profilo della torre acquista maggiore profondità e il contrasto con il mare crea una delle immagini simbolo dell’intera Wild Atlantic Way.
Una raccomandazione merita particolare attenzione: non ci sono parcheggi lungo il tornante che conduce al castello, la carreggiata risulta stretta e la curva limita fortemente la visibilità. Poco più avanti compare un piccolo spazio capace di accogliere appena 1 automobile, soluzione decisamente più sicura rispetto alla sosta lungo il bordo della strada.
Dove si trova e come arrivare
Il Castello di Doonagore sorge circa 1 km sopra il villaggio di Doolin, nella contea di Clare, lungo la celebre Wild Atlantic Way che attraversa la costa occidentale dell’Irlanda. La collina offre una visuale privilegiata su Doolin Point, sull’Atlantico e sulle Aran Islands. Dal centro del villaggio bastano circa 3 minuti in automobile, mentre il tragitto a piedi richiede più o meno 20 minuti.
Gran parte del percorso affronta una salita piuttosto impegnativa, ricompensata da panorami che diventano sempre più ampi con l’aumentare della quota. Chi arriva dalle Cliffs of Moher raggiunge Doonagore in circa 8 minuti di guida, trasformando facilmente la torre in una tappa naturale durante l’esplorazione della costa di Clare. Poco distante partono anche i traghetti diretti alle Aran Islands, mentre il Burren offre uno dei paesaggi carsici più spettacolari d’Europa.

Fra tutte le fortezze disseminate lungo questo tratto d’Irlanda, Doonagore possiede una personalità tutta sua: soltanto una torre antica, il rumore costante dell’oceano, una collina battuta dal vento e la sensazione che quei muri custodiscano ancora racconti in grado di attraversare i secoli.