Nel cuore verde della Biscaglia, lontano dalle grandi direttrici turistiche e protetta da un fitto bosco atlantico, emerge una costruzione che sembra frutto di un’illusione: il Castello di Butrón. Esso, infatti, appare come una struttura fuori scala rispetto al paesaggio rurale della provincia dei Paesi Baschi.
Guglie, torri sottili, tetti in ardesia e mura scenografiche restituiscono una visione che fa riferimento all’Europa centrale più che al nord della Spagna. Chiamato in lingua originale Castillo de Butrón, sorge nel territorio di Gatika su un’altura rocciosa abbracciata dal fiume omonimo, all’interno di una foresta antica che filtra la luce e amplifica il carattere teatrale dell’insieme.
Alla sua base esiste una torre medievale nata per difesa e controllo territoriale e, proprio attorno a quel nucleo, nel XIX secolo prese forma questo maniero romantico che è frutto di suggestioni europee. Il risultato che si può ammirare oggi è un edificio concepito per colpire l’immaginazione, quindi più vicino a una scenografia che a una dimora.
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La storia del Castello di Butrón
Le origini di questo posto vanno cercate molto indietro nel tempo, quando il paesaggio della Biscaglia era frammentato in piccoli territori controllati da famiglie nobiliari in perenne competizione. Nel XIII secolo la famiglia Butrón decise di stabilire qui il proprio centro di potere attraverso una casa-torre, una costruzione severa, compatta e pensata per resistere e per affermare autorità.

Nel corso del XIV secolo, però, il clima si fece ancora più teso. Le guerre banderizas, che divisero la nobiltà basca tra Oñacinos e Gamboinos, trasformarono la zona in un campo di scontri continui. Fu così che il V Signore di Butrón scelse di rafforzare la struttura esistente, ampliandola e adattandola a una realtà fatta di assedi, vendette e alleanze fragili.
Quando le lotte cessarono, anche la funzione del maniero perse importanza: senza una minaccia concreta, mantenere una simile struttura risultava inutile e costoso. L'edificio venne perciò progressivamente lasciato al suo destino e, con il passare dei decenni, la vegetazione riprese possesso della collina di Mendichu.
Il cambiamento arrivò in pieno Ottocento, in un'epoca affascinata dal Medioevo e dalle sue suggestioni. Nel 1878 Narciso de Salabert y Pinedo, marchese di Torrecilla, acquistò le rovine e decise di dare forma a un sogno romantico. Affidò il progetto a Francisco de Cubas, architetto colto e aggiornato sulle tendenze europee.
Cubas, ispirato dalle teorie di Viollet-le-Duc e dall’estetica neogotica allora in voga, immaginò un castello gotico-militare in grado di sedurre visivamente. Vennero così integrate torri, merlature, garitte e caditoie in una composizione ricca e scenografica, più vicina a un ideale romantico che a una ricostruzione filologica. Nel 1879 l'edificio assunse l'aspetto attuale, ovvero nettamente diverso dalle fortezze tradizionali dei Paesi Baschi.
Cosa vedere al Castello di Butrón
L'esperienza (purtroppo) si concentra esclusivamente sull'esterno: è una struttura privata. Potrebbe sembrare una limitazione (e in parte lo è), però basta avvicinarsi alle mura per rendersi conto che l'impatto visivo compensa ampiamente questa mancanza.
Già dall’esterno, infatti, si percepisce la sua complessità. Il recinto murario segue un tracciato irregolare ed è scandito da 4 torri angolari che richiamano modelli medievali filtrati attraverso la sensibilità ottocentesca. Al centro svetta la Torre del Homenaje, massiccia, verticale e costruita in pietra da sillería, con muri di grande spessore che restituiscono una sensazione di solidità quasi eccessiva. Attorno a questo nucleo si sviluppa una fitta sequenza di elementi difensivi ricreati con grande attenzione scenografica.
Lo sguardo viene poi catturato dai tetti, uno degli elementi più sorprendenti del Castello di Butrón. I chapiteles in legno rivestiti di ardesia si stagliano contro il cielo basco con un’eleganza inconsueta per la Spagna. Le cresterie decorative accentuano il profilo frastagliato dell'edificio, rendendolo immediatamente riconoscibile anche da lontano. Alcuni vani presentano archi a ferro di cavallo, dettaglio che introduce suggestioni orientaliste tipiche dell'eclettismo ottocentesco.
C'è poi un grande parco ad abbracciarlo: si estende per oltre 35.000 metri quadrati. Specie autoctone convivono con alberi ornamentali introdotti nel XIX secolo. Palme, querce e faggi danno vita a un paesaggio sorprendente per questa latitudine, rafforzando la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di inatteso. L'edificio, tra le altre cose, appare e scompare tra il fogliame a seconda del punto di osservazione.
È importante sapere che la proprietà privata determina l'assenza di un calendario di visite turistiche regolari. Oggi la struttura viene utilizzata soprattutto come location per eventi esclusivi, in particolare matrimoni, scelta che limita fortemente l'accesso interno. In rare occasioni, tuttavia, si tengono eventi speciali che permettono di intravedere le sue mura. Va specificato, inoltre, che dal 2024 vi si stanno svolgendo profondi lavori di restauro.
Leggende e curiosità
Il suo aspetto gotico ha alimentato racconti suggestivi fin dal momento della ricostruzione. L'edificio venne spesso associato a storie di vampiri, presenze oscure e rituali immaginari. Un'aura che, volente o nolente, trovò conferma simbolica nel cinema: negli anni Sessanta il divenne set di Malenka, primo film horror del cinema spagnolo. La presenza di Anita Ekberg rafforzò il legame tra il luogo e un immaginario inquietante.
Un altro elemento singolare riguarda la progettazione degli interni, pensati più per evocare un'atmosfera militare che per garantire comfort. Scale esterne, passaggi complessi e ambienti poco funzionali rendono evidente l'intento scenografico dell’opera.
Come già accennato, il Castello di Butrón attualmente sta subendo un enorme piano di restauro che non risulta ancora terminato. Per cui chissà, magari un domani diverrà anche un sito aperto al pubblico.
Come arrivare
L'affascinante Castello di Butrón sorge tra Bilbao e la costa cantabrica, più precisamente a Gatika. Si tratta di un minuto borgo che risulta facilmente raggiungibile sia dalla capitale basca sia da località costiere come Plentzia o Bakio. L'accesso avviene tramite strade provinciali che attraversano un paesaggio collinare ricco di boschi e prati.
Chi preferisce il trasporto pubblico può affidarsi alle linee Bizkaibus che collegano Bilbao con i comuni limitrofi. Le fermate si trovano a breve distanza dal parco. Un'area di sosta gratuita accoglie i veicoli privati nelle immediate vicinanze del ponte d'accesso. Da lì, una breve salita introduce alla visione completa dell’edificio.
La visita, come già detto, si svolge all’esterno ma la buona notizia è che la fortezza si può osservare da diverse angolazioni. Una dimensione esclusiva, quindi, ma che senza ombra di dubbio contribuisce al suo fascino: è una presenza enigmatica nel paesaggio basco, sospesa tra storia, invenzione e desiderio.