Villa Ada, il bunker segreto di Roma usato dalla famiglia reale riapre al pubblico

Il bunker segreto di Villa Ada, rifugio sotterraneo della famiglia reale, riapre al pubblico dopo cinque anni: un viaggio tra storia e misteri nascosti sotto Roma

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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Roma è una città che non smette mai di sorprendere ed è per questo che la si chiama “eterna”. Basta scendere qualche metro sotto la superficie – letteralmente! – per scoprire storie dimenticate, architetture nascoste e frammenti di passato che tornano improvvisamente a vivere. È il caso del bunker segreto di Villa Ada, uno dei parchi più amati della capitale, che dopo cinque anni di chiusura riapre finalmente al pubblico.

Questo luogo sembra uscito da un romanzo storico o da una serie Tv ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale: corridoi sotterranei, stanze protette e un rifugio costruito nel momento in cui il cielo sopra Roma, purtroppo, non era più sicuro. Oggi, grazie a un progetto di riqualificazione e alla collaborazione tra istituzioni e associazioni culturali, questo spazio torna a essere visitabile dal pubblico e si prepara a diventare una nuova tappa per chi ama scoprire la città più segreta.

Il bunker di Villa Ada, rifugio sotterraneo dei reali

Nel cuore verde di Roma, sotto i sentieri e gli alberi di Villa Ada, si nasconde un luogo che racconta una pagina intensa della storia italiana. Il bunker segreto fu costruito tra il novembre 1942 e il giugno 1943, quando i bombardamenti sulla capitale cominciavano a diventare una minaccia concreta durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo rifugio antiaereo non era destinato alla popolazione, ma progettato per un uso esclusivo: proteggere la famiglia reale di Casa Savoia. Una struttura sotterranea pensata come rifugio sicuro in caso di attacchi aerei, nascosta nel sottosuolo del parco.

Villa Ada, bunker, Roma
ANSA
Sguardo all’interno del bunker di Villa Ada

Il bunker si sviluppa interamente sottoterra per oltre 200 metri quadrati e ha una forma circolare piuttosto particolare. All’interno si trovano sette ambienti: due stanze principali, due bagni, un’anticamera e due locali di servizio. Spazi essenziali ma progettati per resistere alle emergenze, con muri spessi e una struttura capace di proteggere da eventuali bombardamenti.

Negli ultimi anni il sito era diventato uno dei luoghi più misteriosi e intriganti per chi ama scoprire la Roma meno conosciuta, grazie al lavoro di divulgazione dell’associazione Roma Sotterranea, che da oltre un decennio racconta e valorizza i segreti nascosti sotto la città. Dopo una prima apertura al pubblico avvenuta nel 2016, il bunker era stato però nuovamente chiuso nel marzo del 2021 allo scadere della convenzione per la gestione del sito. Da allora è rimasto silenzioso e inaccessibile fino alla recente riapertura che restituisce ai visitatori un pezzo di storia poco conosciuta della capitale.

Interno, bunker, Villa Ada, Roma
ANSA
Spazi interni del bunker sotterraneo a Villa Ada

Riapertura del bunker di Villa Ada e come visitarlo

I lavori per la riapertura del bunker si sono concentrati soprattutto sulla stabilizzazione dei pendii sotto cui si trova la struttura sotterranea, zone che negli anni erano state soggette a forte erosione. Attraverso interventi di ingegneria naturalistica è stato infatti possibile consolidare il terreno e rendere nuovamente sicuro l’accesso al bunker.

Bunker sotterraneo Villa Ada, Roma
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Un altro dettaglio del bunker di Villa Ada

Allo stesso tempo, grazie a questi lavori sono stati ripristinati i percorsi che conducono sia all’ingresso del rifugio sia alla sommità della collina delle Cavalle Madri, uno dei punti panoramici del parco. Nelle aree circostanti sono state messe a dimora circa 900 nuove piante forestali tra specie arbustive e vegetazione autoctona, con l’obiettivo di favorire biodiversità e stabilità del terreno.

Oltre alle visite guidate, sono previste attività culturali, eventi artistici e iniziative pensate per raccontare la storia del luogo in modo coinvolgente. Negli spazi esterni, invece, potranno essere organizzati anche percorsi trekking e attività sportive, integrando il racconto storico con l’esperienza del parco.