Regole per chi viaggia all’estero: cosa cambia dal 7 settembre

Il provvedimento, in vigore fino al 30 settembre, conferma alcune misure e ne introduce di nuove

A partire dal 7 settembre entra in vigore il nuovo Dcpm del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il provvedimento, in vigore fino al 30 settembre, conferma l’obbligo di sottoporsi a tampone per chi torna da quattro Paesi: Grecia, Croazia, Spagna e Malta.

La vera novità consiste nel fatto che, chi si trova all’estero, ora può rientrare, se c’è la necessità di raggiungere “la persona con cui si ha una stabile relazione affettiva, anche se non convivente”, una sorta di congiungimento con i propri affetti.

Invariate le regole per effettuare il test anti Covid-19 per chi torna dai quattro Paesi considerati ancora a rischio o vi abbia transitato nei 14 giorni precedenti al rientro: il tampone deve essere effettuato “al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile”, oppure “entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento” o ancora 72 ore prima di tornare in Italia nel Paese in cui si soggiorna.

Resta l’obbligo di comunicare subito il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, anche se si è asintomatici. Nell’attesa dell’esito del test si deve stare a casa in isolamento fiduciario.

La Farnesina ha diviso i Paesi i diversi gruppi.

Gruppo A: ne fanno parte San Marino e la Città del Vaticano per i quali non è richiesta alcuna nessuna limitazione.

Gruppo B: ne fanno parte i Paesi dell’Unione europea, dell’aerea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, Andorra, Principato di Monaco (a eccezione di Grecia, Spagna, Malta e Croazia) per i quali sono consentiti gli spostamenti da e verso l’Italia senza alcuna.motivazione specifica e quindi anche per turismo e senza obbligo di isolamento al rientro. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione (la trovate a questo link).

Gruppo C: ne fanno parte Bulgaria e Romania per i quali sono consentiti gli spostamenti per qualsiasi ragione ma, al rientro in Italia, vige l’obbligo di isolamento fiduciario e di sorveglianza sanitaria. È anche necessario compilare un’autodichiarazione.

Gruppo D: ne fanno parte Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia e Uruguay. Gli spostamenti da e per questi Paesi sono consentiti senza necessità di motivazione, quindi, come per il gruppo C, anche per turismo. Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria e compilare un’autodichiarazione.

Gruppo F: comprende quei Paesi per cui non è ancora permesso entrare in Italia, a eccezione dei cittadini italiani (e dell’Unione europea) e dei loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020. Questi Paesi sono: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Cosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Montenegro e Serbia. Ne è compresa anche la Colombia, a eccezione dei cittadini dell’Ue (inclusi gli italiani) e i loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020.

Possono rientrare da Cosovo, Montenegro e Serbia solo i cittadini dell’Ue (e quindi gli italiani) e i loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 16 luglio 2020.

Sono però previste alcune eccezioni per chi fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza o per chi transita, con un mezzo privato, sul territorio italiano per un periodo non superiore alle 36 or.

Per tutti i Paesi, comunque, il nostro governo raccomanda di consultare la scheda sul sito ViaggiareSicuri.it, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle autorità locali.

Per qualsiasi dubbio, il ministero degli Esteri ha studiato un questionario online che dovrebbe dare tutte le risposte personalizzate a chi ha dubbi su viaggi o rientri.

In ogni caso, non è permesso l’ingresso in Italia e nessuno che presenti sintomi legati al Covid-19 o li abbia presentati negli otto giorni precedenti al viaggio e neppure a chi abbia avuto contatti stretti con un positivo nei 14 giorni precedenti.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga delle norme anti Covid sul territorio nazionale fino al 7 ottobre 2020.

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