La Svizzera premia la pianura della Lorze come Paesaggio dell’anno 2026

La pianura della Lorze, intatta tra urbanizzazione e natura, è il Paesaggio svizzero dell’anno 2026: la motivazione

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Flavia Cantini

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In un Paese come la Svizzera, dove la bellezza del paesaggio è quasi un marchio identitario, parlare del “più bello di tutti” può sembrare un azzardo. Eppure, nel 2026, questo titolo simbolico ha trovato un destinatario preciso: la pianura della Lorze, nel Cantone di Zugo.

Si tratta del riconoscimento di una visione lungimirante, condivisa e difesa nel tempo dagli stessi svizzeri: infatti, la designazione a “Paesaggio dell’anno 2026” da parte della Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio non premia semplicemente un luogo, ma un modello di gestione del territorio che ha saputo resistere alle pressioni della crescita urbana.

In un contesto urbano in continua espansione, la pianura è diventata simbolo di equilibrio tra sviluppo e conservazione, un raro esempio in cui la pianificazione ha scelto di non costruire.

Il “polmone verde” in un territorio in espansione

La pianura della Lorze si estende in un’area che negli ultimi decenni ha vissuto una forte crescita demografica e infrastrutturale: dal 2000, la popolazione del Cantone di Zugo è aumentata di circa un terzo e ha trasformato il territorio in uno dei poli più dinamici della Svizzera. In un simile scenario, la pianura si presenta come un vero e proprio “polmone verde”, un’area aperta che contrasta con la densità urbana tutt’intorno.

Il riconoscimento del 2026 mette in evidenza proprio questo: mentre città e comuni si sviluppano, la pianura resta uno spazio libero e vitale.

Una protezione costruita nel tempo

Veduta aerea della pianura nel Cantone di Zugo, Svizzera
iStock
Veduta panoramica della pianura nel Cantone di Zugo

La forza della pianura della Lorze risiede nella solidità delle scelte politiche che l’hanno preservata. Già nel 2004, l’area è stata sottoposta a una protezione vincolante che l’ha sottratta in via definitiva all’edificazione. Ma è nel 2012 che un piano direttore ha stabilito in modo inequivocabile che la pianura non avrebbe mai ospitato terreni edificabili.

Così, progetti ambiziosi e invasivi, come la costruzione di un aeroporto, di un aerodromo militare o di un tracciato autostradale sono stati abbandonati. Anche le infrastrutture di trasporto sono state escluse dalla pianura, a garanzia di una continuità ecologica e paesaggistica sempre più rara in Europa.

Natura, biodiversità e qualità della vita

Oggi la pianura della Lorze è diventata un laboratorio vivente di biodiversità, un ambiente in cui flora e fauna possono svilupparsi in modo relativamente indisturbato. Il corso del fiume Lorze è stato deviato in un nuovo letto, così da creare habitat naturali più ricchi e diversificati.

Allo stesso tempo, l’area è pienamente integrata nella vita quotidiana delle persone: escursionisti e ciclisti la frequentano regolarmente, in un equilibrio tra fruizione e rispetto dell’ambiente.

Un premio condiviso

Il riconoscimento di “Paesaggio dell’anno 2026” non è stato attribuito a un singolo ente, ma a un insieme di attori che hanno contribuito alla salvaguardia della pianura. Il premio, del valore di 10.000 franchi, è stato assegnato al Cantone di Zugo, alla città di Zugo e ai comuni di Baar, Cham e Steinhausen, oltre alla Corporazione di Zugo che rappresenta i proprietari fondiari.

Una dimensione collettiva che si è rivelata fondamentale: la pianura della Lorze è il risultato di una collaborazione tra istituzioni, cittadini e proprietari, un esempio di governance condivisa che ha saputo resistere alle pressioni economiche e urbanistiche.