Lavoreremo da grandi, tutte le location del film di Antonio Albanese

Da Orta San Giulio ad Ameno, i borghi che costellano il Lago d'Orta sono i protagonisti paesaggistici del film di Antonio Albanese, in uscita a febbraio nelle sale

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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Arriva al cinema il 5 febbraio Lavoreremo da grandi, il nuovo film di Antonio Albanese che sceglie il Lago d’Orta e i suoi borghi come palcoscenico di una storia corale, grottesca e profondamente umana. Girato nell’arco di otto settimane, il film è stato realizzato interamente nei Comuni della Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte, sullo sfondo di uno dei laghi più intimi e melanconici d’Italia. Ecco le principali location del nuovo attesissimo film di Antonio Albanese.

Di cosa parla

La storia si concentra su poche ore e su quattro figure fragili e disallineate: Umberto, musicista senza lavoro e padre fallimentare; Gigi, ubriaco cronico appena diseredato; Beppe, idraulico schiacciato da una madre invadente; e Toni, giovane scapestrato che entra ed esce dal carcere.

Qui, tra silenzi d’acqua, centri storici sospesi nel tempo e paesaggi che sembrano eterni, prende forma la vicenda di una compagnia scompigliata di uomini ai margini, protagonisti di una lunga giornata destinata a deragliare. È infatti in questo microcosmo lacustre che una notte ad alto tasso alcolico innesca una catena di errori, fughe e situazioni paradossali. La scelta delle location non è casuale: il Lago d’Orta, con la sua bellezza trattenuta e malinconica, amplifica il contrasto tra il paesaggio e il caos umano che lo attraversa.

Dove è stata girata

Lago d’Orta

Il Lago d’Orta è il grande protagonista del film. Piccolo rispetto ai grandi laghi lombardi, ma carico di fascino, diventa lo spazio ideale per raccontare una storia di uomini bloccati, sospesi come le sue acque. Le riprese valorizzano scorci naturali panoramici, rive appartate e riflessi che restituiscono un senso di immobilità apparente. È uno specchio d’acqua che da decenni affascina il cinema italiano, proprio per la sua capacità di suggerire introspezione, attesa e malinconia.

Isola di San Giulio
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Vista aerea dell’Isola di San Giulio sul Lago d’Orta

Orta San Giulio (NO)

Orta San Giulio è uno dei borghi più rappresentativi del lago e si pone come uno dei set principali del film. Il centro storico, con le sue stradine acciottolate, le architetture caratteristiche e l’affaccio sull’acqua, è pervaso da un’atmosfera sospesa nel tempo. Qui si concentrano ambienti urbani ed edifici di culto che dialogano con il paesaggio naturale circostante. Non è la prima volta che Orta seduce il grande schermo: il suo fascino discreto ha già attirato registi come Giuseppe Tornatore, che nel 2016 vi ambientò alcune scene de La Corrispondenza.

Pella (NO)

Sulla sponda opposta del lago, Pella offre una prospettiva diversa ma complementare del lago. Il suo centro storico, fatto di architettura rurale, strutture essenziali e angolini splendidi, restituisce un senso di quotidianità. È un luogo meno patinato, più ruvido, che si presta perfettamente a raccontare vite ordinarie e fragili come quelle dei protagonisti. Le riprese a Pella sfruttano il dialogo costante tra spazi urbani e natura, mostrando come il paesaggio lacustre influenzi i gesti e le relazioni.

San Maurizio d’Opaglio (NO)

San Maurizio d’Opaglio entra nel film con i suoi ambienti urbani e il centro storico, mostrando un volto più vissuto e quotidiano del territorio. Le location selezionate restituiscono un senso di concretezza e normalità, elementi fondamentali per ancorare la storia a una dimensione realistica. In questo contesto, la deriva grottesca degli eventi appare ancora più stridente.

Miasino (NO)

Miasino introduce nel film un elemento di eleganza, ma discreta. Il borgo, con le sue ville storiche aggiunge una dimensione visiva più raffinata al racconto. Qui il paesaggio naturale panoramico dialoga con edifici di pregio, creando un contrasto sottile tra bellezza formale e disordine umano. Le scene girate a Miasino contribuiscono ad ampliare il respiro visivo del film, mostrando come il territorio del Lago d’Orta sia composto da microcosmi differenti, ciascuno con una propria identità.

Miasino, borgo
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Vista della chiesa nel borgo di Miasino

Ameno (NO)

Ameno completa il mosaico delle location con il suo centro storico e il contesto naturale circostante. Nel borgo si incontrano ambienti urbani e non solo, paesaggi che restituiscono una dimensione intima. Il paese diventa spazio ideale per le sequenze più sospese e paradossali del film, quelle in cui il tempo sembra dilatarsi e i personaggi restano intrappolati nelle conseguenze delle proprie azioni. Ameno incarna perfettamente l’anima del Lago d’Orta: un luogo apparentemente quieto, capace però di accogliere storie cariche di tensione e ironia amara.