I luoghi di Gomorra – Le Origini, il nuovo prequel in onda su Sky

Un viaggio nella Napoli del 1977 tra periferie, centro storico e zone portuali che raccontano la nascita di Pietro Savastano e delle radici della nuova camorra

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Priscilla Piazza

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Laureata in cinema, teatro e spettacolo multimediale, oggi lavora come redattrice e social media manager freelance

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C’è una Napoli che non esiste più, ma che continua a vivere come una cicatrice luminosa sotto la pelle della città. È la Napoli del 1977: quella dei motorini senza casco, delle bische clandestine, dei sogni americani appesi alle vetrine di abiti importati e delle prime ombre lunghe dell’eroina. È qui che nasce Gomorra – Le Origini, il prequel Sky che non racconta un impero già costruito, ma il momento fragile e decisivo in cui tutto comincia.

Dal 9 gennaio 2026, la saga torna indietro nel tempo per mostrarci come Pietro Savastano è diventato Pietro Savastano. Gomorra lo fa riportando la macchina da presa nei luoghi reali dove Napoli ha imparato, spesso a caro prezzo, cosa significa potere, proprio in quelli popolari della Napoli Nord.

Di cosa parla Gomorra – Le Origini

Gomorra – Le Origini è la storia iniziale del boss più emblematico della serialità italiana. Siamo nel 1977, a Secondigliano. Pietro ha quindici anni, è povero, solo e affamato di futuro. Sogna la bella vita, le macchine lucide, l’amore, il rispetto. Il suo modello è Angelo ‘A Sirena, il giovane re del quartiere, che sembra possedere tutto quello che Pietro desidera.

Gomorra - Le Origini, foto backstage
Ufficio Stampa
Il cast sul set di Gomorra – Le Origini a Napoli

Quando un piccolo gesto lo fa entrare nelle grazie del clan Villa, Pietro mette il primo piede dentro un mondo che promette riscatto ma chiede obbedienza, sangue e silenzi. Attorno a lui si muove una Napoli che sta cambiando: contrabbando di sigarette, alleanze con la mafia siciliana, i primi traffici di eroina, nuove gerarchie criminali pronte a nascere. La serie racconta questo momento di passaggio con uno sguardo quasi archeologico: non solo un prequel, ma un viaggio nella genesi della criminalità moderna.

Dove è stata girata

La serie è stata girata quasi interamente a Napoli, scegliendo quartieri e spazi capaci di restituire non una cartolina, ma un’epoca. Le location non fanno da sfondo: sono personaggi silenziosi, carichi di memoria.

Secondigliano

È il cuore pulsante della serie – il Bar America, è stato ricostruito nella storica piazza di Nola. Qui nasce e cresce Pietro Savastano, ed è qui che si muovono le prime dinamiche di potere. Le strade, i palazzi popolari, i cortili interni raccontano una periferia che non è solo marginale, ma centrale nella geografia della camorra. Secondigliano diventa la mappa emotiva della serie: ogni angolo è una promessa o una minaccia, ma è in mostra anche la sua parte “più elegante”, il Corso Secondigliano. Infatti, per la gioielleria della famiglia di Imma è stato riaperto e allestito un negozio dismesso nel Corso San Giovanni a Teduccio, ricreando l’intero micro-quartiere commerciale. Qui la Napoli piccolo-borghese prova a restare immobile mentre tutto cambia.

Centro storico di Napoli

Le famiglie aristocratiche del crimine hanno le loro radici nel centro antico. Vicoli stretti, palazzi nobiliari, portoni monumentali: è qui che si respira l’idea di una camorra “antica”, fatta di dinastie e successioni, in contrasto con la nuova criminalità di strada che avanza dalle periferie.

Palazzo Caputo, la Scampia rurale

Il mondo di Pietro e dei suoi amici prende forma in Palazzo Caputo, una masseria immersa nella Scampia rurale degli anni ’70. Qui la serie racconta un’umanità povera ma compatta, fatta di cortili condivisi, spazi comuni, famiglie che sopravvivono grazie al senso di comunità. È la Napoli arcaica, dove l’infanzia convive con la miseria e i sogni sono ancora più grandi delle possibilità.

San Giovanni a Teduccio, i quartieri della sopravvivenza

A San Giovanni a Teduccio la produzione ha trovato edifici rimasti fermi nel tempo, perfetti per ricreare i micro-mondi popolari: cucine comuni, bagni condivisi, spazi compressi che raccontano un’epoca in cui la comunità era spesso l’unica salvezza.
Qui è stato anche ricostruito il negozio “glam” di abiti americani di Angelo ‘A Sirena, simbolo di un futuro che profuma di Stati Uniti e libertà.

Ex carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il percorso di ‘O Paisano si svolge interamente dentro il carcere. Le scene sono state girate in una struttura dismessa a Santa Maria Capua Vetere, ex carcere poi sede universitaria, che conserva ancora la configurazione detentiva originale. È un luogo che non ha bisogno di recitazione: le mura raccontano già tutto.

Le zone portuali e industriali

Il porto e le aree industriali diventano lo scenario perfetto per raccontare il contrabbando di sigarette, uno dei pilastri economici della Napoli degli anni Settanta. Spazi aperti, banchine, capannoni: luoghi di passaggio dove il mare non è poesia ma rotta commerciale, controllo, traffico.

Napoli, zona portuale
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La zona portuale della città di Napoli

Le navi cargo che sfiorano il porto di Torre Annunziata, la baia di Bagnoli stretta tra paesaggio industriale e costa, il promontorio di Nisida e Portici raccontano il respiro internazionale dei traffici, il confine tra legalità e contrabbando, tra partenza e ritorno.

Quartieri popolari della Napoli nord

Case basse, scale consumate, cortili dove tutti vedono tutto. Qui nella Napoli nord dei quartieri popolari si muove la vita quotidiana dei personaggi: famiglie, bambini, sogni piccoli e necessità grandi. Sono i luoghi che raccontano perché Pietro vuole cambiare vita prima ancora di come lo farà. Gomorra – Le Origini non è nostalgia, è il racconto di un momento in cui Napoli stava scegliendo, spesso senza saperlo, che tipo di futuro costruire. Guardarla oggi significa guardare dentro una città che ha inciso le proprie contraddizioni nella pietra, nei vicoli, nelle periferie e poi scoprire che, prima dell’impero, c’è sempre un ragazzo che sogna.