Ci sono città che si visitano e altre che, invece, si vivono. A raccontarci quali sono i luoghi da vedere almeno una volta nella vita è un’ex assistente di volo, Stefania, che in 30 anni di servizio ha avuto modo di conoscere alcune delle destinazioni più affascinanti del mondo.
Da Bangkok a Sydney, passando per Tokyo e Istanbul, il suo racconto restituisce quattro città molto diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di lasciare il segno.
Indice
Bangkok: dove caos e spiritualità convivono
«Bangkok è completamente diversa da quello a cui siamo abituati» inizia così il racconto della prima destinazione. Una città calda, umida e frenetica, dove il traffico e il caos delle strade convivono con una forte presenza della religione. Stefania ha vissuto per sei mesi nella capitale thailandese e proprio attraverso i suoi racconti è nata la curiosità per questa città. «La gente è di una cordialità che non avevo mai visto. Vivono molto per strada: negli angoli trovi persone che cucinano, mangiano sedute a terra, condividono gli spazi».
Al tempo stesso però, Bangkok è anche una città di contrasti. Ai grandi stradoni si affiancano templi riccamente decorati, come Wat Pho e Wat Arun, tra i luoghi simbolo della capitale. Wat Arun sorge sulla riva occidentale del Chao Phraya ed è caratterizzato dal grande prang decorato con porcellane e ceramiche. Un’altra attrazione incredibile sono i mercati: il Chatuchak Weekend Market è uno dei luoghi più conosciuti per lo shopping e viene indicato dall’ente del turismo thailandese come il più grande mercato del weekend al mondo. Per vivere invece un’esperienza decisamente particolare ci sono il Maeklong Railway Market, dove le bancarelle si trovano lungo i binari e vengono ritirate al passaggio del treno, e il Damnoen Saduak Floating Market, dove i venditori commerciano direttamente dalle barche.
«E poi c’è il cibo», racconta, «è buonissimo e molto particolare». Dai piatti della cucina di strada fino agli snack più insoliti, Bangkok è una città in cui anche mangiare diventa parte del viaggio. Per chi vuole continuare a esplorare, da Bangkok si possono raggiungere numerose destinazioni del Paese, dalle località balneari fino ad Ayutthaya, antica capitale del regno del Siam e oggi importante sito storico.
Sydney: dove la città incontra la natura
La seconda città della lista è Sydney, che conquista soprattutto per il suo equilibrio tra contemporaneità e natura.
«È modernissima, con l’Opera House, gli edifici e tutto quello che ci si aspetta da una grande città, ma allo stesso tempo hai la sensazione che la natura sia già dentro la città». E basta pensare a Bondi Beach, una delle spiagge più famose dell’Australia, raggiungibile facilmente dal centro e molto legata alla cultura del surf e dell’attività all’aria aperta.
Il rapporto con la natura, secondo il suo racconto, è una delle caratteristiche che più colpiscono chi arriva dall’Europa. E fuori dalla città le possibilità aumentano: le Blue Mountains, a circa 90 minuti da Sydney, offrono foreste, vallate, cascate e sentieri, con la celebre formazione delle Three Sisters. Per chi ha più tempo a disposizione, invece, c’è anche l’Outback australiano. L’Uluru, conosciuto anche come Ayers Rock, non si trova nei dintorni di Sydney, ma può essere raggiunto con un ulteriore volo.

«Sono fissati con la natura e con lo sport», racconta l’ex assistente di volo, «e una cosa che mi aveva colpito era vedere quanto presto le persone iniziassero ad allenarsi, le palestre erano già piene alle cinque del mattino!».
Anche il Natale qui assume un aspetto completamente diverso rispetto all’Europa: dicembre coincide con l’estate australiana, quindi non è insolito associare le festività alla spiaggia e alle giornate all’aperto. «Se vi dovesse capitare di passare un Natale qui, vi risulterà stranissimo vedere un albero di Natale piantato sulla sabbia!».
Tokyo: tra ordine, folla e tradizione
La terza destinazione è Tokyo, una città che può sembrare quasi impossibile da comprendere a un primo impatto. «È affollatissima, ci sono miliardi di persone», afferma Stefania. Eppure, nonostante la densità e il movimento continuo, ciò che colpisce è l’ordine: l’emblema di tutto ciò è lo Shibuya Scramble Crossing, l’incrocio che è diventato una delle immagini più riconoscibili della capitale giapponese. In alcuni momenti può essere attraversato contemporaneamente da più di mille persone, senza che il flusso si trasformi nel caos che ci si potrebbe aspettare.
Tokyo è anche la città della cultura pop, dei quartieri pieni di insegne luminose, dei negozi eccentrici e delle sale giochi. Tra queste, il pachinko è una particolare forma di intrattenimento molto diffusa in Giappone, basata su macchine verticali nelle quali piccole palline metalliche vengono lanciate attraverso un percorso di ostacoli.
Ma basta allontanarsi dalle zone più moderne per trovare un’altra Tokyo: «Ci sono templi bellissimi e tradizioni completamente diverse dalle nostre». Nei santuari giapponesi è possibile trovare, per esempio, le ema, tavolette sulle quali i visitatori scrivono desideri e preghiere. Anche gli omikuji, i tradizionali biglietti della fortuna, fanno parte dell’esperienza. È proprio questo contrasto tra tecnologia, cultura pop e tradizione a rendere Tokyo così particolare: una metropoli futuristica nella quale i rituali del passato continuano a essere presenti nella vita quotidiana.
Istanbul: tra moschee, Bosforo e gatti
L’ultima città della lista è Istanbul, una destinazione che, nel racconto dell’ex assistente di volo, colpisce soprattutto per la sua atmosfera.
Il Bosforo attraversa Istanbul e separa la parte europea da quella asiatica: uno degli aspetti più affascinanti della città è proprio la possibilità di passare da un continente all’altro in pochi minuti con un traghetto. Nel centro storico si concentrano alcuni dei luoghi più iconici della città, dalla Hagia Sophia alla Moschea Blu, passando per la Basilica Cisterna e il Palazzo di Topkapı. Anche qui ci sono dei mercati imperdibili, altro elemento che accomuna Istanbul alle altre destinazioni del racconto. Il Grand Bazaar, con le sue numerose strade coperte e migliaia di negozi, è uno dei mercati coperti storici più grandi e antichi del mondo.
«Essendo un’amante dei gatti, non potevo non innamorarmi di questa città!» aggiunge sorridendo Stefania. I gatti rappresentano infatti uno dei simboli più amati della città: ci vivono all’incirca 200.000 felini randagi, liberi e protetti dalla comunità.
Insomma, quattro città, quattro modi completamente diversi di vivere il viaggio. Ma il consiglio dell’ex assistente di volo sembra avere un filo conduttore: andare oltre i monumenti più fotografati e lasciarsi sorprendere da ciò che succede nelle strade, nei mercati, nei templi e nei quartieri. Perché spesso è proprio lì che una destinazione smette di essere soltanto un luogo da visitare e diventa un’esperienza da ricordare.