Viaggio in Val d’Aran, dove si parla una lingua sconosciuta

Una lingua che parlano pochissimi persone, ma che è assolutamente identificativa di una zona d'Europa che sembra uscita da un libro di fiabe

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Serena Proietti Colonna

Travel blogger

PhD in Psicologia Cognitiva, Travel Blogger, Coordinatrice di Viaggio e Redattrice Web di turismo, una vita fatta di viaggi, scrittura e persone

Stando a quanto riportato da alcune delle statistiche più recenti in materia, attualmente ci sono circa 6.700 lingue parlate in tutto il mondo. In poche parole, oltre alle più pronunciate come il cinese, l’inglese, l’hindi/urdu, lo spagnolo, il russo e l’arabo, ne esistono altrettante meno note. Non è il caso dell’italiano che è comunque parlato da circa 70 milioni di persone. Ciò non toglie, però, che vengano ancora fatti discorsi attraverso l’uso di idiomi antichissimi che risultano praticamente sconosciuti.

Come il linguaggio usato in Val d’Aran, una fiabesca zona a ridosso dei Pirenei che si distingue per essere un posto dove la natura e le montagne dominano praticamente tutto.

L’aranese, l’antichissima lingua della Val d’Aran

Siamo in Spagna, anche se in realtà ci troviamo a meno di duecento chilometri da Tolosa, in Francia. E proprio qui sorge la Val d’Aran che vanta una posizione e una storia particolari e dove viene preservata una lingua antichissima, ma ancora del tutto viva.

Si chiama aranese, ed è una lingua molto peculiare che deriva dal latino, ma che allo stesso tempo si è evoluta in maniera diversa rispetto a lingue come lo spagnolo e l’italiano.

Vi basti sapere che l’aranese era un dialetto della lingua occitana diffusa in un’ampia area che si estendeva più o meno dalla parte occidentale dell’Italia fino ai Pirenei, quindi in gran parte della Francia del Sud.

Con il passare del tempo, però, la lingua occitana fu rimpiazzata dai dialetti della lingua d’oïl, per poi lasciare spazio – anche se non ovunque – al francese che conosciamo oggi. Tuttavia, le sorti dell’aranese furono differenti: a inizio anni Novanta venne riconosciuta come lingua autonoma dal governo catalano e dal 2010, assieme allo spagnolo e al catalano, è una delle tre lingue ufficiali di tutta la Catalogna.

Ciò vuol dire che viene studiato nelle scuole elementari della valle, che ci sono libri, giornali e programmi radiotelevisivi in lingua, così come cartelli e indicazioni stradali. Stando a una ricerca effettuata dal governo locale nel 2019, attualmente la lingua aranese è parlata da circa 4mila persone, ossia il 40 per cento della popolazione totale, che generalmente è in grado anche di leggerla e scriverla.

Cosa fare in val d’Aran

Visitare la Val d’Aran, quindi, è come fare un viaggio in un altro continente pur rimanendo in Europa. Un luogo che è in grado di conquistare chiunque vi ci metta piede grazie alla sua bellezza e alla sua storia.

Questa fiabesca valle è circondata da montagne che raggiungono i 2000 e i 3000 metri di altitudine e si presenta al visitatore come un paradiso incontaminato. Fare una vacanza da queste parti vuol dire avere a disposizione piste ciclabili, da sci, poter fare passeggiate in folti boschi e molto altro ancora. Non mancano di certo cultura, una ricca tradizione eno-gastronomica e tante possibilità di divertimento e relax.

La Val d’Aran, tra le altre cose, è persino detentrice di prestigiosi riconoscimenti. Per esempio, nel 2014 è stata la prima destinazione di montagna nel mondo a ottenere la certificazione di turismo sostenibile “Biosphere Destination” dall’Istituto di Turismo Responsabile, ente associato all’Unesco e all’Organizzazione Mondiale del Turismo. Tutto questo specifica che è una meta di viaggio sostenibile e di eccellenza, attenta al rispetto dell’ambiente e alla salvaguardia del suo magnifico paesaggio alpino. Ma cosa vedere in questo luogo europeo che pare incantato?

Cosa visitare in Val d’Aran

A livello turistico la storia della Val d’Aran è piuttosto recente: fino al 1948 è rimasta un avamposto inaccessibile. In quell’anno, però, venne ultimata una galleria per collegare la cittadina principale della valle, Vielha, al resto della Spagna. Oggigiorno – e per fortuna – le cose da visitare sono numerosissime.

La prima che vi consigliamo è per l’appunto Vielha, una cittadina frenetica che si distingue per sembrare un tappeto di case in pietra e ardesia, negozi di sport invernali e appartamenti per la villeggiatura.

Essa è dominata della chiesa di Sant Miquèu e si rivela la destinazione ideale in cui fermarsi prima di partire per un’escursione, per le piste da sci o per altre indimenticabili avventure da fare nella valle.

Chi ama la natura, invece, non può di certo perdersi la Saut deth Pish, una cascata spettacolare che da molti è stata persino definita una delle più belle di tutta Europa. In realtà sono due flussi d’acqua: uno superiore che è alto circa venti metri, e uno inferiore di più o meno cinque metri di altezza.

Coloro che adorano gli sport invernali devono necessariamente dirigersi verso la stazione sciistica Baqueira Beret, una delle migliori di tutta la Spagna. Delle piste però che potremmo definire esclusive in quanto sono frequentate principalmente da una clientela di un certo livello, come per esempio i reali spagnoli. Non a caso gli impianti di risalita sono ottimi e danno accesso a circa 156 chilometri di piste situate a quote comprese tra 1500 e 2510 metri di altitudine.

Imperdibile anche Salardú che conserva un aspetto più informale rispetto alle vicine località. Nella sua parte più alta sorge una chiesa, ma un tempo vi si innalzava un castello. La piazza principale, che si trova nella zona più antica, sfoggia invece una pregevole fonte del secolo XVIII. Bellissima anche la chiesa di Sant Andreu dove all’interno è custodito il Cristo di Salardú, scultura romanica della fine del secolo XII.

Da queste parti si possono praticare numerose attività come l’ippica, il golf, il nuoto, le escursioni sui numerosi itinerari segnalati, e la pesca. Degno di nota anche Bagergue, un villaggio tranquillo e pieno di fiori, che si rivela perfetto per i trekking solitari che regalano maestosi scorci sulle montagne.

Infine, chi preferisce gli sport acquatici può concedersi giornate indimenticabili nei laghi, rapide e cascate della valle. Il fiume Garona, per esempio, durante il disgelo è il paradiso per chi vuole praticare rafting. C’è poi il parco avventura NaturAran dove divertirsi su pareti adatte per l’arrampicata e in cui attraversare un impressionante ponte tibetano. Poi il parco naturale Aran Park dove passeggiare tra orsi, cervi lupi e altri animali della zona.

Insomma, la Val d’Aran con la sua particolare posizione, storia e cultura è un territorio che vale la pena visitare durante tutte le stagioni, un’area ornata dalle cime bianche dei Pirenei, abbracciata dal verde più intenso della vegetazione e soprattutto contraddistinta da una forte identità.