I sette laghi di Rila, dove natura e spiritualità si fondono

Sono sette e delle vere meraviglie della natura: il trekking che vi porta alla scoperta dei magici sette laghi di Rila

Nel Nord-Ovest della Bulgaria, a circa 90 chilometri a sud di Sofia, prende vita il Parco Nazionale di Rila che con i suoi  81.000 ettari di estensione è uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Paese. Una meta che deve essere assolutamente scoperta da tutti coloro che amano le escursioni in montagna, il trekking, le passeggiate in mezzo alla natura ma anche la storia, l’arte e la cultura.

Trekking nei sette laghi di Rila

Tra le vare meraviglie da visitare in questo parco spettacolare ci sono i sette laghi di Rila. Situati a un’altitudine che oscilla tra i 2100 e i 2500 metri, sono di origine glaciale e sono collegati tra loro da piccoli ruscelli. Ma non solo. La cosa più interessante è che sono raggiungibili attraverso un suggestivo percorso di trekking che si snoda tra spettacoli della natura e panorami incantati fatti di vette e cascate.

A vostra disposizione c’è persino una seggiovia che conduce al Rila Lake Hut, il vero punto di inizio del sentiero. Da qui potrete avventurarvi in un percorso ad anello di circa 15 chilometri. In totale i sentieri percorribili sono 2, ma in entrambi i casi è necessario prendere in considerazione almeno 4/5 ore di cammino.

I particolari nome dei sette laghi di Rila

I sette laghi di Rila hanno dei nomi davvero particolari in quanto riflettono la loro essenza. Il Rene, che è il lago numero 1, è così chiamato perché le sue sponde sono le più ripide. Una meraviglia dalla natura situata a un’altitudine di 2282 metri .

Poi il lago numero 2 che è detto l‘Occhio a causa della sua forma ovale. Situato a 2440 metri di altitudine, è noto anche come il Cuore ed è il più profondo di tutti e sette.

Il lago numero 3 è chiamato la Lacrima per le sue straordinarie acque limpide. Probabilmente è il meno famoso di tutti poiché difficile da raggiungere in quanto situato su una ripida collina a 2535 metri di altezza.

Il Gemello, invece, è il lago numero 4 che può vantare questo nome per la grandezza della sua superficie. Poi ancora il numero 5, il Trifoglio, così chiamato per la forma irregolare e le sponde basse, il Lago Pesce, ossia il numero 6 che sfoggia questo nome per l’allevamento di pesce e che si distingue per essere il meno meno profondo di tutti, e il Lago Inferiore, numero 7, che si aggiudica questo titolo in quanto il più basso come altitudine con i suoi 2095 metri.

Cos’altro vedere nel Parco Nazionale di Rila

Il Parco Nazionale di Rila è un’area naturale protetta della Bulgaria in cui svetta il monte Mussala che con i suoi i 2925 metri sul livello del mare rappresenta la vetta più elevata del massiccio del Rila. Vi basti pensare che dalla sua sommità, nelle giornate limpide, si dovrebbero riuscire a vedere tutte le principali catene montuose del Paese.

La fauna è rappresentata da un numero considerevole di vertebrati, ben 178 specie. Tra le principali ci sono il camoscio dei Balcani, il cervo, il capriolo, l’orso bruno, il lupo, il gatto selvatico, la puzzola marmorizzata, la faina, la donnola, lo scoiattolo e molto altro ancora.

Non meno ricca è l’avifauna con le sue 99 specie come l’aquila imperiale orientale che è persino elencata nella Lista rossa delle specie animali a rischio di estinzione a livello globale.

Oltre a una natura preziosa e ai sette laghi di Rila, da queste parti c’è da ammirare anche il maestoso Monastero di Rila, il più grande e celebre di tutta la Bulgaria. Questa meraviglia si trova a un’altitudine di 1147 metri e oggigiorno è considerato uno dei più importanti monumenti culturali, storici e architettonici di tutto il Paese.

Quello che vi ritroverete di fronte, infatti, è un vero capolavoro che si è guadagnato lo status di monumento storico nazionale nel 1976, oltre a essere patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1983.

Il Monastero di Rila è circondato da un fossato a cui è possibile accedere attraverso due grandi e speculari portali. All’interno vi si trova un edificio di quattro piani con 300 celle, un ampio cortile sacro, una chiesa centrale e la torre del despota Hrelio.

Meravigliose sono le opere che vi sono custodite. Tra le più celebri da non perdere sono, per esempio, gli affreschi di Zaharij Zograf, le icone e gli splendidi mosaici di richiamo bizantino. Di primo impatto vi sembrerà più una fortezza che un monastero a causa delle sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie.

Inoltre, al suo interno prende vita un museo che probabilmente è il luogo più sottovalutato dell’intero del complesso. Esso comprende 4 esposizioni separate – un museo storico, uno etnografico, un’esposizione di icone e una stanza tradizionale bulgara.

Il pezzo più importante è la croce di Rafail intagliata nel legno che rappresenta 104 scene religiose con 650 miniature. Un lavoro che ha richiesto ben 12 anni per essere completato e che è costato la vista a colui che ha deciso di crearlo.

Nella mostra etnografica è possibile ammirare i costumi tradizionali bulgari provenienti da diverse parti del Paese, mentre nell’esposizione delle icone si possono vedere alcune delle icone più antiche del monastero.

A un’ora di cammino dal monastero, invece, da non perdere è la grotta di Ivan Rilski, dove il santo trascorse gli ultimi venti anni della sua vita. Il suo interno si presenta piuttosto buio, ma nonostante ciò questa stretta fessura naturale nella roccia è conosciuta come il “buco del miracolo”.

Per secoli, infatti, i pellegrini l’hanno raggiunta per cercare di arrampicarsi attraverso il buco ed emergere sulla collina sovrastante. L’ascesa ha un significato simbolico in quanto si crede che solo i puri di cuore possano compierla tutta.

Insomma, il Parco Nazionale di Rila nasconde veramente tantissime meraviglie. È bene sapere, però, che il periodo più indicato per avventurarsi nel trekking che porta alla scoperta dei sette laghi di Rila è l’estate. Durante la bella stagione, infatti, le temperature sono gradevoli, non vi è un alto rischio di precipitazioni e, soprattutto, il percorso è completamente libero.

Il rischio che si corre se effettuato nel periodo invernale è che i laghi gelino e che la neve arrivi a sfiorare anche i due metri. In questo modo il percorso sarebbe completamente sommerso ed orientarsi diventerebbe difficile, oltre che abbastanza pericoloso.