Escursioni e sentieri in Val Codera

La Val Codera, in cima al Lario, è la meta ideale per gli appassionati di montagna e di escursioni nella natura: scopri cosa vedere

Con i piedi nel lago di Mezzola e gli occhi rivolti verso il pizzo Badile, il Cengalo e le Alpi che separano l’Italia e la Svizzera: così è la Val Codera, valle laterale della Val Chiavenna, in cima al Lago di Como, luogo perfetto per gli appassionati di escursioni alla scoperta della montagna nella sua purezza. A servire la Val Codera, infatti, non è una strada ma ancora una mulattiera.

Il torrente Codera e il lago di Mezzola

I sentieri della Val Codera si possono seguire risalendo la valle scavata dal torrente omonimo da Novate Mezzola. Il paese affacciato sul lago di Mezzola, in cima al Lario, si può raggiungere in auto o utilizzando la ferrovia, che corre lungo la direttrice da Colico a Chiavenna. Da Novate la strada è percorribile a piedi. Alcune escursioni sono adatte anche alle bici da montagna. Dalla frazione di Mezzolpiano si imbocca la mulattiera che permette l’ascesa attraverso il bosco, con tratti a gradoni. Passando per Avedée, si arriva a Codera e al rifugio Osteria Alpina.

Il ponte sul Codera e il Tracciolino

Dal sentiero che sale da Novate occorre superare il bel ponte di pietra sopra il torrente per intercettare il sentiero che scende verso il borgo San Giorgio. Proprio questa località è la prima tappa per un’altra possibilità di escursione, ovvero il sentiero del Tracciolino. Si tratta di un percorso molto suggestivo, scavato nella roccia, che corre per una decina di chilometri lungo il tracciato della ferrovia costruita nel secolo scorso per collegare la Val Codera e la Val dei Ratti. Diverse le gallerie da attraversare lungo la via sino ad arrivare alla casa dei guardiani della diga di Moledana. La discesa è da Verceia.

Via d’accesso al sentiero Roma

La Val Codera rappresenta inoltre una via di accesso al sentiero Roma, una delle più classiche Alte Vie delle Alpi che unisce tra loro il Rifugio Gianetti, il Rifugio Bonacossa, il Ponti e l’Omio. Il percorso, molto impegnativo per lunghezza e per il suo svolgersi in alta montagna, richiede grande preparazione. Dalla Val Codera, una volta raggiunto il rifugio Brasca, ci si può collegare al sentiero Roma, mettendo tuttavia in conto che l’escursione lungo l’intero sentiero è tanto impegnativa che andranno pianificate con accuratezza le tappe necessarie, in relazione alla propria condizione. Ancora più sù, si può salire sino al pizzo Badile e al pizzo Cengalo, al confine con la Svizzera.

Escursioni, queste, che richiedono una preparazione adeguata e non possono essere improvvisate da chi non abbia esperienza e allenamento per affrontare la montagna. Sempre salendo fino al Brasca si può inoltre proseguire verso il bivacco Pedroni-Del Prà, a circa 2.600 metri di altezza sul livello del mare. Un’altra opzione, che richiede anch’essa la suddivisione dell’escursione di più tappe, prevede ancora una volta la salita fino al Brasca. Da lì ancora sù fino al bivacco Valli, alle spalle del Ligoncio, e il proseguimento verso il bivacco Casorate-Sempione. Prima di incamminarsi lungo uno qualunque dei sentieri della Val Codera, tuttavia, è opportuno verificare con i gestori dei rifugi le condizioni per ricevere ospitalità, in particolare alla luce dell’emergenza sanitaria che all’inizio del 2020 ha imposto cambiamenti di radicale importanza nelle abitudini in termini di condivisione degli spazi.

Un tuffo nel lago dei picapreda

Se poi, dopo tanta fatica, si cerca un po’ di relax restando ai piedi delle montagne, vale la pena di raggiungere il tempietto di San Fedelino, testimonianza di fede e armonia con la natura che si trova a poca distanza dalla Val Codera, là dove il torrente Mera si butta nel lago di Mezzola. Per apprezzare il piccolo gioiello che impreziosisce l’imbocco della Val Chiavenna, da Novate, è breve e suggestivo il percorso su imbarcazione via lago. Dall’altro lato del lago di Mezzola, al centro di splendidi scorci mentre si è in quota, inoltre, merita attenzione la riserva naturale Pian di Spagna. All’interno dell’area protetta si snodano percorsi – accessibili a tutti – come quello che dal ponte del Passo porta al Sasso di Dascio. I tracciati permettono di apprezzare la flora e la fauna di questo territorio a ridosso del Lario, un tempo casa dei picapreda, ovvero gli scalpellini che scavavano la roccia nella zona di Novate.

Vista sulla Val Codera

Vista sulla Val Codera @Shutterstock

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