Cosa fare nella Région du Midi-Pyrénées, nei Pirenei francesi

Viaggio nella Région du Midi-Pyrénées, da Tolosa a Lourdes, nei Pirenei francesi, e poi verso la neve e le cascate del Cirque di Gavarnie.

Nel sud ovest della Francia, verso il confine con la Spagna, il Midi-Pirenei è una delle più grandi, ricche e variegate aree del territorio metropolitano francese. Dal 1° gennaio 2016 confluita amministrativamente nella regione Occitania, il Midi-Pirenei presenta ai suoi visitatori un ampio ventaglio di attrattive: la bellezza dei paesaggi, la qualità di vita e la ricchezza culturale.

Da un punto di vista climatico, la regione può essere divisa in due parti: la settentrionale, principalmente pianeggiante, con clima mite e relativamente piovoso, e la meridionale, montuosa, con un clima più freddo e più piovoso. Le aree pianeggianti attorno a Tolosa, la principale città della Région du Midi-Pirenei, sono talvolta sferzate dal cosiddetto “vent d’autan”, equiparabile allo scirocco, un vento caldo e secco che soffia nella zona, in particolare nel Rousillon, nella Linguadoca, oltre che a Tolosa.

Il momento migliore per visitare il Midi-Pirenei è la stagione primaverile, quando le temperature sono calde ma non troppo. Nei mesi estivi le temperature salgono e, in definitiva, il periodo comunque consigliabile è compreso tra i mesi di aprile e settembre.

A Tolosa, tra le sue molte bellezze storiche ed architettoniche, bisogna almeno visitare la basilica di San Saturnino (Saint-Sernin), santo martire e primo vescovo di Tolosa che lì è sepolto. Uno dei massimi esempi di architettura romanica del sud della Francia, la basilica è dal 1998 patrimonio dell’umanità per l’Unesco in quanto tappa francese del cammino per Santiago di Compostela.

L’edificio, in mattoni di cotto e pietra calcarea chiara, è nobile compendio del romanico, per le strutture architettoniche, le sculture di Bernardo Gilduino, per gli affreschi che sono conservati all’interno. La chiesa ha pianta a croce latina, una torre del campanile a pianta ottagonale, un nartece sulla facciata ovest, il portale Miégeville, una navata centrale costituita da undici campate, con volta a botte alta 21 metri, un transetto lungo 64 metri, il coro concluso da abside semicircolare, due organi a canne.

Sempre a Tolosa, di grande richiamo è la chiesa dei Giacobini che fa parte del convento dei frati domenicani che sorge nel centro della città, fra il Campidoglio e la Garonna. Fabbricato in mattoni, l’intero complesso è considerato gioiello dell’arte gotica in Linguadoca. Dal 1369 la chiesa è dedicata a San Tommaso d’Aquino e ne accoglie la sua tomba, non più il relativo mausoleo del XVII secolo, distrutto durante la Rivoluzione francese.

L’edificio misura 80 metri di lunghezza per 20 metri di larghezza; le colonne sono alte 22 metri – tra le più alte dell’architettura gotica – e, in corrispondenza dell’abside, c’è il cosiddetto “palmizio”, la maestosa colonna che sale a 28 metri, una meraviglia da ammirare con l’intrecciarsi delle nervature che sorreggono il peso della struttura. Il campanile, esterno, è ottagonale.

Nel Midi-Pirenei, un po’ più a nord di Tolosa, ad Albi, un altro edificio religioso richiama l’attenzione dei turisti per l’imponenza della sua struttura: si tratta della cattedrale di Santa Cecilia, la cui costruzione richiese due secoli di lavori, dal 1282 al 1480. La cattedrale ha il carattere di chiesa-fortezza, per la sua posizione sopraelevata.

Il campanile-torre della cattedrale di Albi che la sorveglia, sul lato corto della navata, rende l’edificio, di fatto, privo di facciata. L’ingresso si trova sul fianco destro, all’altezza della sesta campata; l’interno (circa 100 metri di lunghezza per 30 di larghezza) è a navata unica di 12 campate con cappelle laterali a pianta quadrata sormontate da un matroneo.

Il giro delle cattedrali nel Midi-Pirenei può continuare, spostandosi ancora a nord, puntando a Rocamadour, meraviglioso e caratteristico borgo medievale, città sacra di devozione mariana detta dei “sette santuari”. Oppure, dirigendosi a sud ovest questa volta, poco fuori regione, raggiungendo Lourdes e il suo celebre Santuario.

Terza meta al mondo di pellegrini che giungono da tutto il mondo, Lourdes è la città mariana per antonomasia, dove si venera Nostra signora di Lourdes apparsa secondo la tradizione nel 1858 a Bernardette Soubirous. Cittadina, infrastrutture e basilica in stile neogotico di metà secolo XIX, raccontano le tappe di questa storia.

Ma la regione offre, all’attenzione dei suoi visitatori, anche il Castello di Foix, edificato a partire dal X secolo, o lo spettacolare Ponte Valentré che attraversa il fiume Lot a ovest di Cahors. Oppure, tornando ad Albi, il Museo dedicato ad Henri de Toulouse-Lautrec che si trova nel Palais de la Berbie (ex sede arcivescovile) e raccoglie più di mille opere dell’artista francese che qui era nato nel 1864.

O, ancora, il Canal du Midi, il canale artificiale lungo 241 chilometri che collega il fiume Garonna al Mediterraneo, tra le città di Tolosa e Sète. O il Cirque di Gavarnie, circo naturale di origine glaciale – tutto cime innevate e splendide cascate – situato nel massiccio montagnoso dei Pirenei. Sono tutti particolari, questi, che indicano l’estrema, affascinante varietà del Midi-Pirenei, una regione che non finisce mai di sorprendere.

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