Il piccolo borgo della Sardegna dove tutti vogliono andare a vivere

Vengono dalla Germania, dalla Francia, persino dalla Russia e dal lontano Canada. Il motivo è che le case costano un euro.

C’è un piccolo borgo della Sardegna dove molti stranieri si stanno trasferendo a vivere. Vengono dalla Germania, dalla Francia, persino dalla Russia e dal lontano Canada. Il motivo è che qui le case costano un euro. Certo, la cifra è simbolica, dato che in cambio di un prezzo super stracciato il nuovo proprietario ha l’obbligo di ristrutturare e di mantenere in ordine l’edificio che si accaparra.

Il borgo è quello di Ollolai, nel bel mezzo della Barbagia, circondato dal Parco nazionale del Golfo di Orosei e dalla Foresta di Montes, ed è sperduto nel nulla. Si trova a circa 900 metri di altitudine e d’inverno fa freddo. Secondo l’ultimo censimento che risale al 2016 erano 1.289 gli abitanti del borgo.

Tuttavia, in un’ora si raggiungono le splendide spiagge di Cala Gonone, in provincia di Nuoro, o se si va dalla parte opposta si arriva al delizioso borgo di Bosa, vicino a Oristano e alle spiagge della costa occidentale. Motivo in più per scegliere di trasferirsi a vivere in Sardegna.

Il progetto Case a un euro era stato lanciato dal Comune di Ollolai e in poco tempo aveva fatto il giro del web. Alcune case abbandonate e che nessun abitante poteva permetetrsi di ristrutturare erano ormai divenute dei ruderi. “Ho sempre pensato che il modo migliore per combattere lo spopolamento dei piccoli paesi sia quello di recuperare il patrimonio immobiliare”, aveva raccontato il Sindaco di Ollolai, Efisio Arbau, già un anno fa alla Nuova Sardegna.

Le case restaurate di Ollolai saranno destinate a finalità turistico-ricettive o abitative. E sono già molti gli imprenditori d’Oltreoceano che si sono dimostrati interessati all’investimento. Chi decide di venire a vivere qui o di aprire un’attività legata al turismo ha molte carte da giocarsi.

Il borgo è molto antico. I primi insediamenti umani risalgono al 4.000 a.C. Poi arrivarono clan di nuragici in fuga dalle pianure del Campidano per sottrarsi all’invasore Cartaginese, gli Iolaesi, il cui nome, nel tempo, mutò in Iliesi, da cui avrebbe avuto origine il paese. L’evento cruciale nella storia dell’antica capitale della Barbagia fu l’incendio del 5 agosto 1490, che distrusse gran parte dei rioni del villaggio, forse causato da diatribe tra famiglie opposte. Il borgo fu però ricostruito, anche più bello di prima.

Ora si possono visitare le chiese di San Michele Arcangelo con la cappella dedicata a San Bartolomeo apostolo, di Sant’Antonio di Padova e la chiesetta bizantina dedicata a San Basilio Magno. Dall’abitato si percorre una strada in salita, ma in buone condizioni, costeggiata da lecci, roverelle, eriche, cisti e timi ed elicrisi profumati su cui si affacciano le antiche case. Tra i massi, spuntano agrifogli e tassi ultracentenari e poco fuori dal paese vi è persino un antico insediamento nuragico. Se poi si sale a Sa Punta Manna, si raggiunge la finestra della Sardegna, detta così perché, dai suoi 1.126 metri di altezza, è possibile, nelle giornata limpide, spaziare lo sguardo sia sul Mar Tirreno sia sul Mar di Sardegna.

Inoltre, Ollolai è un borgo vivace dove si organizzano feste tutto l’anno. Solo quella dedicata a San Michele Arcangelo si tiene due volte, l’8 maggio e il 29 settembre. Poi c’è quella di San Basilio Magno (1 settembre) e quella dell’Immacolata, l’8 dicembre. La festa dedicata a Sant’Antonio abate, il 17 gennaio, e quella per San Giovanni Battista il 24 giugno. La festa di San Bartolomeo è però la più importante, dura tre giorni e si svoge in piena estate, dal 23 al 25 agosto. Infine, ogni anno a a luglio si tiene il suggestivo palio degli asinelli, una fiera dal sapore medievale durante la quale si sfidano i cinque rioni storici del paese. E per chi ancora non fosse contento, a Ollolai c’è pure la squadra di calcio, l’U.S. Ollolai, che gioca in Prima categoria.

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