Incastonato tra acque turchesi e ripide montagne che si ergono dal Mare Adriatico, Perast (che in italiano chiamiamo Perasto) è un villaggio eccezionale, al punto che spesso viene paragonato a un fiordo nordico (anche se dal punto di vista geologico non lo è). Il motivo di questo parallelo è molto semplice: il borgo prende vita tra le Bocche di Cattaro (o Baia di Kotor o di Kotorska), un complesso sistema di bacini comunicanti che penetra l’entroterra del Montenegro.
Ma non è solo questo a renderlo speciale. Il visitatore che arriva da queste parti, infatti, si rende conto che Perast, a differenza delle cittadine fortificate che punteggiano la Dalmazia, è praticamente privo di mura difensive. La protezione era affidata a torri d’avvistamento e, soprattutto, al coraggio dei suoi abitanti, navigatori scelti dalla Serenissima Repubblica di Venezia per avere il privilegio di custodire il prezioso Gonfalone di San Marco.
Inoltre, la presenza di due isole antistanti (una artificiale e una naturale) aggiunge una dimensione quasi teatrale al paesaggio.
Indice
Cosa vedere a Perast
Partiamo dal presupposto che, secondo le più recenti statiche, Perast conta circa 250 anime. Un numero minuscolo, ma per un territorio enormemente affascinante e costellato di abitazioni con balconi fioriti e stemmi araldici scolpiti nel marmo. L’atmosfera che si avverte, infatti, è quella di una nobile malinconia, poiché la popolazione odierna è ormai una frazione minima rispetto a quella dei secoli passati.
Nostra Signora delle Rocce
La Nostra Signora delle Rocce (Gospa od Škrpjela) è uno dei due isolotti che si possono scorgere osservando l’orizzonte marino. Questo fazzoletto di terra emerge a breve distanza dalla riva ed è interamente artificiale e nato grazie a dei navigatori: ispirati dal ritrovamento di un’icona della Madonna con Bambino su una roccia nel 1452, iniziarono a depositare pietre intorno al sito, espandendolo gradualmente fino a formare una piattaforma stabile.
A dominare la struttura c’è una graziosa chiesa con cupola azzurra che tra le sue mura custodisce 68 dipinti di Tripo Kokolja, artista locale che portò il dinamismo barocco in questo remoto avamposto. Anche se, a essere del tutto onesti, l’attrazione che spesso attira maggior attenzione è l’arazzo Jacinta Kunić, in quanto realizzato con fili di seta intrecciati a capelli umani, la quale impiegò 25 anni per finirlo.

Isola di San Giorgio
Conosciuta in loco come Sveti Đorđe o Sveti Juraj, l’Isola di San Giorgio è naturale e piena di cipressi verdissimi e secolari. Tra le fronde di questi alberi si nascondono un’abbazia benedettina risalente al XII secolo e il cimitero storico della nobiltà locale. L’edificio sacro mostra profili romanici e mura di cinta che dialogano con il colore smeraldo degli alberi, mettendo in scena una delle immagini più emblematiche dell’intera baia.
In sostanza, è uno di quegli angoli a cui è impossibile resistere ma, proprio per questo, l’accesso al pubblico è limitato a particolari occasioni religiose. La si può quindi ammirare quasi esclusivamente da lontano. Ma ciò che potrebbe sembrare un vero peccato, è in realtà una forza. In questo modo infatti, il sito preserva il suo carattere austero e mistico.
Chiesa di San Nicola
Al centro di questa perla del Montenegro, più precisamente nella piazza principale, svetta una torre campanaria alta 55 metri (primato lungo la costa adriatica orientale. E sì, non è affatto una misura da poco). È quello della Chiesa di San Nicola, una struttura che fonde elementi romanici, rinascimentali e barocchi.
Sembrerebbe che le sue campane furono fuse a Venezia e che il loro suono si riverberi contro le pareti rocciose del monte San Cassiano, creando un’eco emozionante che avvolge l’intero golfo. La torre, tra le altre cose, offre accesso a piattaforme panoramiche che svelano vedute sulla baia, sulle isolette e sulle montagne verdeggianti.
Palazzo Bujović
Volete ammirare un esempio veramente superbo di architettura aristocratica del XVIII secolo? Allora dovete dirigervi verso il Palazzo Bujović, nell’estremità occidentale del borgo, che sfoggia proporzioni, balconate e decorazioni magistrali. Vi basti pensare che è avvolto da una leggenda che narra che il proprietario, fiero della bellezza della costruzione, chiese all’architetto se fosse possibile realizzarne una superiore. Alla risposta affermativa, il nobile fece gettare l’artista in mare dal balcone per garantire l’unicità della propria dimora.
Attualmente le sale ospitano il Museo Civico, custode di modelli navali, armi antiche e documenti rari che spiegano la supremazia marittima di questo piccolo centro.
Palazzo Smekja
Il Palazzo Smekja è invece una residenza civile che oggi forma parte dell’Heritage Grand Hotel. È un albergo di lusso, e quindi (a meno che non si è ospiti) visibile solo dall’esterno lungo il litorale. Ma quel che è certo è che con le sue linee barocche e finestre ornate riflette perfettamente la ricchezza accumulata attraverso commerci veneziani e difese contro pirati.
Cosa fare a Perast
Vi diamo subito un consiglio: se volete davvero vivere Perast dovete rallentare e assecondare i ritmi naturali delle maree e dei venti locali, come la bora o lo scirocco.
- Navigazione verso gli isolotti: in genere la si effettua a bordo di piccole imbarcazione in legno guidate da pescatori locali, con una vista nitida sulle facciate dei palazzi che sembrano galleggiare sullo specchio d’acqua.
- Assaggio della pasticceria storica: per provare la Torta di Perast, dolce a base di mandorle, limone e liquore maraschino la cui ricetta parrebbe risalire al XVII secolo.
- Esplorazione dei vicoli nascosti: abbandonare la strada costiera per inerpicarsi lungo le scalinate antiche che salgono verso la montagna rivela un mondo segreto di giardini interni pieni di buganvillee e fichi.
- Bagno nelle acque limpide della baia: sono presenti piattaforme in pietra utilizzate anche dagli abitanti.
- Escursione verso la fortezza di Vranovo Brdo: seguendo sentieri tra macchia mediterranea e rocce calcaree.
- Partecipare alla Fašinada il 22 luglio: celebrazione in cui i residenti remano al tramonto per depositare pietre su Nostra Signora delle Rocce (proprio come fecero i navigatori per crearla).
Come arrivare
La soluzione più suggestiva per arrivare a Perast prevede l’utilizzo di un’auto a noleggio partendo da Cattaro (Kotor) o da Castelnuovo (Herceg Novi). Bisogna tenere a mente, però, che durante i mesi estivi il transito dei veicoli nel centro abitato è limitato ai residenti.
Un’alternativa valida consiste nell’utilizzare i motoscafi che salpano regolarmente dal porto di Kotor. Chi arriva dall’aeroporto di Tivat, invece, può usufruire di un servizio traghetto che attraversa lo stretto di Verige.